Le buone notizie della white list sull’Expo 2015

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di Lionello Mancini

di Lionello Mancini

Ci voleva una bella notizia per aprire questo 2013. E la notizia è questa: c’è anche un’azienda di Reggio Calabria nelle white list dell’Expo 2015, l’elenco dei 38 (per ora) fornitori col bollino antimafia. La società è la Buonafede Srl, specializzata in strutture metalliche, edifici civili e industriali, impianti sportivi e arredo urbano.

Guidata dai fratelli Nino, 49 anni, laureato in economia e Nestore, 51 anni, ingegnere meccanico, la Buonafede è nata negli anni 50 come impresa artigiana ed è una Srl dal 1968. Sue realizzazioni si trovano a Bolzano, Savona, Livorno, Torino, Catania, mentre sul sito si contano una decina di certificazioni di varia natura.
È lo stesso Nino a sintetizzare gli elementi che hanno portato la Buonafede nel circolo ristretto dei fornitori «non soggetti a rischio di inquinamento mafioso» (e, dunque, su quale sia la bella notizia non occorre dilungarsi). «Abbiamo una cinquantina di dipendenti, tutti locali e per lo più cresciuti con noi, in azienda. Crediamo fermamente nel binomio “legalità e qualità” e partecipiamo a gare in tutta Italia, ma preferiamo lavori piccoli o medi, dove diamo il meglio per prezzi ed esecuzione. Non siamo per le grandi opere, dove le situazioni possono diventare difficili; infatti non ci trovate in nessun cantiere della A3. I rapporti con il territorio circostante? Investiamo molto in mezzi di produzione e dunque abbiamo un bisogno limitato di forniture esterne. Siamo orgogliosissimi di essere calabresi, pensiamo che ogni azienda sia un bene comune, che in qualche modo appartenga al territorio.

Mai subìti “dispetti” o danneggiamenti, mai pagato nessuno. Non inseguiamo i politici e loro non ci chiedono niente perché sanno che tanto è inutile. Il rating di legalità? Certo che vogliamo ottenerlo e se introducessero le white list anche per i lavori in Calabria, noi vorremmo esserci proprio come a Milano. Il nostro nome è stato erroneamente inserito nella relazione che ha preceduto lo scioglimento del Comune di Reggio e alcuni giornali si sono gettati, a torto, su questo fatto. Ma siamo tranquillissimi e non solo noi: infatti la relazione è stata resa nota il 10 ottobre e siamo stati ammessi alle white list dell’Expo il 9 novembre. Dunque…».
Per entrare nelle white list non basta bussare né autocertificare le proprie doti, occorre esibire tutte le carte ritenute necessarie dai controllori dello Stato per fugare ogni dubbio che – come si può immaginare – si fa doverosa cautela quando l’azienda è targata Reggio Calabria. Per questo la presenza della Buonafede tra le aziende qualificate dalla Prefettura per l’Expo 2015, è una notizia tre volte buona.

Innanzitutto perché ogni realtà seria e solida è una ricchezza, che diventa preziosa nel Reggino, dove il tessuto produttivo è decisamente fragile; in secondo luogo perché essere in una white list e restarci comporta tra l’altro un’attenta selezione dei dipendenti, dell’indotto e della clientela, cioè i fronti dai quali potrebbero giungere problemi e guai seri. La notizia, infine, è buona al cubo perché dimostra che – a volerlo davvero – in ogni parte del Paese è possibile fare impresa tenendosi fuori da condizionamenti e ricatti. Fino a poter collaborare in tutta sicurezza a un evento di caratura mondiale.

 Sole 24 Ore 7.1.2012

 

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