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28 luglio 1988 – Tratto dallโintervento del dottor FALCONE al convegno promosso da Mondo Operaio
3 ottobre 1991 ย – La Repubblica – ย Intervista di Mario Pirani al dottor Giovanni Falcone ย
Sono state le influenze mafiose che hanno indotto lโapparato dello Stato a ripiegare sui vecchi metodi, da sempre inefficaci? Le gelosie corporative dei magistrati? Le titubanze di una classe politica, condizionata da connivenze difficili da sciogliere? Una congiura sotterranea? โNessun complotto, nessun complotto. La veritร รจ piรน semplice, piรน impalpabile, piรน desolante. Quando nellโ 84, grazie alle rivelazioni diย Buscetta, furono emessi una serie di mandati, che sfociarono poi nel maxi- processo contro numerosi imputati, e caddero dai loro piedistalli personaggi eccellenti come lโex sindaco Ciancimino e i potenti fratelli Salvo, il Time dedicรฒ una copertina alla Sicilia, intitolata Break-down on the mafia (Colpo vincente sulla mafia). Ci stavamo muovendo, finalmente, con metodi in qualche modo comparabili a quelli messi in atto negli Stati Uniti contro Cosa nostra. Purtroppo, per una serie di ragioni, quello che avrebbe dovuto essere il primo colpo si รจ limitato ad essere lโunicoโ.
Nessun complotto contro i pool Lei accenna ad una โserie di ragioniโ, ma le lascia nel vago. Vorrebbe essere piรน esplicito? โCome le ho detto non si รจ trattato affatto di un complotto, ma, oserei dire,ย di una crisi di rigetto dalle molteplici origini. Non bisogna dimenticare che allora, ed anche dopo, vi era chi sosteneva la non esistenza della mafia come organizzazione complessa, coi suoi vertici, i suoi capi, i suoi gregari, un suo proprio dinamismo e strategia; e soprattutto una struttura molto forte e duratura. La visione riduttiva di una mafia essenzialmente molecolare, che proliferava grazie ad un clima diffuso ma contro cui vi era poco da fare, se non cercare, con poco successo, di perseguire di volta in volta i singoli delitti, cozzava con la filosofia del pool e dei maxi processi. Questa aveva anche fatto cadere anche tanti luoghi comuni, come lโ impossibilitร di utilizzare i pentiti o di arrivare ad individuare i colpevoli nei delitti di mafia. Venne, cosรฌ, alimentata la preoccupazione che, se si seguitava con la strategia dei pool, si sarebbe lasciato via libera a una furia repressiva la quale, per combattere la mafia, avrebbe anche finito per travolgere ordinamenti stabiliti e tradizionaliโ.
Forse avevate anche creato eccessive aspettative? โIndubbiamente. Giocรฒ anche contro di noi il timore di alcuni settori di partito che le inchieste si prestassero a speculazioni politiche. Si scatenรฒ, quindi, una controffensiva di proporzioni gigantesche e alcune giuste critiche furono stravolte in accuse distruttive: il pool venne definito un centro di potere, le difficoltร naturali dei maxi processi vennero enfatizzate, gli errori commessi da altri magistrati in situazioni diverse (vedi caso Tortora) vennero strumentalizzate contro di noi, attacchi feroci vennero mossi al protagonismo dei giudici e, persino, allโ uso delle scorte. Tutto questo era espressione di una reazione naturale e spontanea, senza alcun bisogno di ricorrere a dietrologie, di un sistema basato su equilibri pietrificati. La stessa polemica di Sciascia nei confronti dei professionisti dellโantimafia venne letta come un attacco al poolโ.
Ma non puรฒ certo negare che oltre che con Orlando e i gesuiti, Sciascia ce lโavesse con il giudice Borsellino, che era il suo piรน stretto collaboratore ? โNon lo nego affatto, ma ho sempre considerato Sciascia un grande siciliano, profondamente onesto. La sua critica ai criteri di nomina di Borsellino venne da altri enfatizzata proprio per colpire una innovazione rivoluzionaria, essenziale per condurre davvero la lotta alla mafia: quella di privilegiare nelle nomine di prima linea il criterio di professionalitร sulle aspettative automatiche di carriera, basate sullโ etร . Ora Borsellino era stato nominato procuratore a Marsala in base al merito e non allโ etร . Sciascia osservรฒ che i vecchi criteri andavano osservati, almeno fino a quando non ne fossero sanciti dei nuoviโ.
Aveva torto? โForse non aveva colto il valore esemplare di quella nomina. Certo, รจ evidente che di fronte ad un meccanismo automatico, la scelta professionale comporta il rischio di raccomandazioni e dโ influenze anche politiche. Queste, peraltro, hanno altri mezzi per farsi sentire e non si possono esorcizzare i rischi facendosi scudo con lโ anzianitร . Se cosรฌ fosse non si capisce cosa ci stia a fare il Csm: basterebbe un impiegato addetto allโ aggiornamento del registro anagrafico dei magistrati. Comunque รจ un grave handicap per la giustizia che certi posti decisivi vengano assegnati come premio e non in base alle esigenze del servizio. Del resto la storia della mia esperienza siciliana parla da sola: la nomina di Meli a consigliere istruttore di Palermo nellโ โ 87 segnรฒ la prima battuta dโ arresto; poi seguรฌ nellโ โ 88 lโinchiesta del Csm su Borsellino e la vanificazione del pool. Quel nucleo di forze venne disperso. Subentrรฒ la stanchezza e la delusione. Il terreno conquistato contro la mafia fu via via eroso. Frattanto, nel corso di queste laceranti vicende, i politici venivano affermando che il nuovo codice di procedura avrebbe messo a posto tuttoโ.
E cosรฌ non รจ stato? โLa questione centrale, che non riguarda solo la criminalitร organizzata, sta nel trarre tutte le conseguenze sul piano dellโordinamento giudiziario che il passaggio dal processo inquisitorio al processo accusatorio comporta.
Se questa riforma dellโ ordinamento non sopravviene rapidamente il nuovo processo รจ destinato a fallire.
Un sistema accusatorio parte dal presupposto di un pubblico ministero che raccoglie e coordina gli elementi della prova da raggiungersi nel corso del dibattimento, dove egli rappresenta una parte in causa.
Gli occorrono, quindi, esperienze, competenze, capacitร , preparazione anche tecnica per perseguire lโobbiettivo. E nel dibattimento non deve avere nessun tipo di parentela col giudice e non essere, come invece oggi รจ, una specie di para-giudice.ย
Il giudice, in questo quadro, si staglia come figura neutrale, non coinvolta, al di sopra delle parti.
Contraddice tutto ciรฒ il fatto che, avendo formazione e carriere unificate, con destinazioni e ruoli intercambiabili, giudici e Pm siano, in realtร , indistinguibili gli uni dagli altri.
Chi, come me, richiede che siano, invece, due figure strutturalmente differenziate nelle competenze e nella carriera, viene bollato come nemico dellโindipendenza del magistrato, un nostalgico della discrezionalitร dellโazione penale, desideroso di porre il Pm sotto il controllo dellโ Esecutivo.
ร veramente singolare che si voglia confondere la differenziazione dei ruoli e la specializzazione del Pm con questioni istituzionali totalmente distinte.ย
Gli esiti dei processi, a cominciare da quelli di mafia, celebrati col nuovo rito, senza una riforma dellโ ordinamento, sono peraltro sotto gli occhi di tuttiโ.
Lโinvestigazione deve fare un grande salto. Se non sbaglio si vuole un processo allโ americana (come si vede nei film), ma con una magistratura assolutamente allโ italiana. Nei processi di mafia il nuovo codice non ha, dunque, risolto nulla? โSi puรฒ dire che siamo in una delicatissima fase di transizione in cui si contrappongono due concezioni, quelle che giร si scontrarono sui pool, tra chi sostiene che ogni magistrato puรฒ essere titolare di ogni tipo dโ indagine e chi, come il sottoscritto, reputa illusorio per questa via arrivare ad indagini con risultati processuali apprezzabili nei confronti di una criminalitร organizzata che opera su scala nazionale e internazionale. Cosa facciamo? Seguitiamo a contrapporgli il procuratore di Patti o di S. Maria Capua Vetere, sol perchรฉ la polverizzazione individuale delle competenze della magistratura impedirebbe il suo condizionamento politico? E come rendere compatibile il coordinamento delle indagini tra una polizia con struttura sempre piรน centralizzata e una magistratura polverizzata nel territorio? Come arrivare a una strategia dโ intervento su larga scala? Un passo in avanti mi sembra la recente proposta di concentrare le inchieste sulla criminalitร organizzata dalle 159 procure presso i tribunali alle 26 procure presso la Corti dโ Appello. Occorrerebbe ora orientarsi alla creazione di una struttura di procuratori esclusivamente dedicati a questo tipo dโ indagini e processiโ.
Resta il fatto che i colpevoli non vengono scoperti o che i processi seguitino a concludersi con scarcerazioni e assoluzioni. Tutta colpa del nuovo codice? โร un codice di altissima civiltร giuridica, ma, per renderlo pienamente operativo, non puรฒ essere lasciato monco delle indispensabili strutture materiali e di una riforma dellโ ordinamento della magistratura, come ho cercato di spiegare. Del resto ce lo conferma proprio lโ esperienza processuale. Il vecchio codice privilegiava il reato associativo, che, dโ altra parte, era difficile da appurare quando si arrivava al dunque. Col nuovo codice bisogna provare soprattutto i delitti specifici, di cui lโ associazione mafiosa costituisce il quadro di riferimento (giร col maxi-processo ci eravamo attenuti alla ricerca dei delitti specifici su cui incardinare le accuse). Ma come arrivarci senza un grande salto di qualitร e di organizzazione della capacitร investigativa, atta ad individuare e provare i fatti specifici (quindi micro- spie, infiltrati, agenti sotto copertura, pentiti, sofisticate indagini patrimoniali e quantโ altro)?โ
Lโutilizzazione dei pentiti รจ stata sovente disattesa dalle corti di seconda e terza istanza. Lei reputa ancora possibile la loro utilizzazione? โSu questo punto ci sono state enormi polemiche che non toccano lโessenza del pentitismo come elemento probatorio. Sbaglia chi confonde i collaboratori di giustizia, gente che ammette i propri reati e chiama la correitร di altri, con i delatori o gli informatori. ร , comunque, materia di grande delicatezza su cui si gioca la professionalitร del magistrato che deve vagliare nel concreto lโ attendibilitร delle dichiarazioni. Queste possono rivelarsi utilissime o creare problemi dโ inquinamento probatorio di dimensioni incredibili. Sta al libero convincimento del giudice accertarne la fondatezza e cercare i riscontri: ad esempio Buscetta diceva il vero quando mi dichiarรฒ che Ciancimino era nelle mani dei corleonesi, ma per il mandato di cattura il necessario riscontro mi venne dalle indagini patrimoniali sullโ accusato. Ciรฒ detto ho fiducia nel programma di protezione dei pentiti che sta entrando in vigore anche da noi, speriamo con risultati utiliโ.
ร necessaria una specie di Fbi anche in Italia? โVorrei fare una premessa di carattere piรน generale sul rapporto magistratura-polizia: ebbene io credo che sia profondamente sbagliata la concezione, che si evince anche dal nuovo codice, secondo cui il Pm รจ il capo effettivo, addirittura operativo, della polizia giudiziaria. Si รจ confuso lโ organo investigativo con lโ organo dellโ esercizio dellโ azione penale. Il controllo di un Pm che indica alla polizia i modelli giuridici validi e ne controlla lโ applicazione รจ una norma di civiltร , ma il timore che una polizia giudiziaria troppo indipendente possa ledere lโ indipendenza della magistratura si รจ tradotto nella pericolosa e velleitaria utopia di un Pm, magari di prima nomina, superpoliziotto per diritto. ร questa una delle cause della attuale situazione catastrofica, in cui la polizia giudiziaria รจ indotta a deresponsabilizzarsi, attende istruzioni e si appiattisce sullโ inadeguatezza del Pm, divenuto punto di riferimento di ogni possibile erroreโ. Una sola agenzia addestrata e agguerrita Negli Stati Uniti una struttura a disposizione del procuratore nelle inchieste contro โCosa nostraโ รจ la cosiddetta โStrike forceโ. Il gruppo interforze di cui si parla come di una futura Fbi italiana รจ qualcosa di analogo? โNon direi: la forza dโ urto americana รจ basata su una collaborazione interdisciplinare tra uomini delle varie agenzie (Fbi, antidroga, delitti fiscali, dogane, polizia territoriale). Da noi abbiamo tre organismi โ Carabinieri, Ps e GdF โ con competenze promiscue e indifferenziate. Si dice che questo esalta una concorrenza positiva ma non รจ vero niente: non serve a nessuno che tutti e tre lavorino sulle stesse indagini e questo provoca solo duplicazioni e intralci reciproci. Occorre puntare ad una agenzia investigativa, come cโ รจ in tutti i paesi, un corpo bene addestrato e professionalmente agguerrito. Forse, perรฒ, sarebbe opportuno procedere per gradini intermedi, sulla base di una idea guida, iniziando con un coordinamento dei vertici e andando avanti con progressive modifiche per arrivare ad un corpo unico dโ investigatoriโ.
La trasmissione di Samarcanda-Costanzo ha lasciato, tra gli altri, qualche strascico polemico circa la sua posizione. Non le sembra il caso di chiarirla meglio? โPosso solo dire che nutro sempre il timore che, a volte, il parlare di mafia, confondendo cose giuste e accuse generiche, possa concludersi con una glorificazione involontaria di Cosa nostra, la quale accresce la sua influenza quando le parole non sono seguite da fatti; allo stesso tempo, perรฒ, sono convinto che una delle maggiori spinte e aiuti alla lotta alla mafia venga dalla consapevolezza del fenomeno, dal coinvolgimento della opinione pubblica, dalle denunce della stampa e della Tv. Dunque, piรน se ne parla e meglio รจ: a condizione che si abbia consapevolezza della responsabilitร delle cose che si diconoโ.
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MARZO 1989 – La lezione inedita del dottor Giovanni Falcone sulla separazione delle carriere
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1ยช PARTE
2ยช PARTE
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Giovanni Falcone, spiegรฒ perchรฉ giudici e procure dovevano avere carriere separate. Lo riportรฒ ย โil Dubbioโ del primo giugno che pubblicรณ ย un estratto dal libro โ La posta in gioco. Interventi e proposte per la lotta alla mafiaโ โ Bur biblioteca univ. Rizzoli. Un approfondimento aย firma di Giovanni Falcone qui di seguito riportato.
ยซTimidamente, dunque, e tra molte esitazioni e preoccupazioni, comincia a farsi strada faticosamente la consapevolezza che la regolamentazione delle funzioni e della stessa carriera dei magistrati del pubblico ministero non puรฒ piรน essere identica a quella dei magistrati giudicanti, diverse essendo le funzioni e, quindi, le attitudini, lโ habitus mentale, le capacitร professionali richieste per lโespletamento di compiti cosรฌ diversi: investigatore a tutti gli effetti il pubblico ministero, arbitro della controversia il giudice. Su questa direttrice bisogna muoversi, accantonando lo spauracchio della dipendenza del pubblico ministero dallโesecutivo e della discrezionalitร dellโazione penale, che viene puntualmente sbandierato tutte le volte in cui si parla di differenziazione delle carriere.
Disconoscere la specificitร delle funzioni requirenti rispetto a quelle giudicanti, nellโantistorico tentativo di continuare a considerare la magistratura unitariamente, equivale paradossalmente a garantire meno la stessa indipendenza e autonomia della magistratura,costituzionalmente garantita sia per gli organi requirenti che per gli organi giudicanti.
ร unanimemente riconosciuto che i valori dellโindipendenza e dellโautonomia della magistratura non costituiscono un privilegio di casta, ma un necessario riconoscimento previsto al fine di garantire lโimparzialitร del giudice e lโeguaglianza del cittadino di fronte alla legge; si tratta quindi di valori che debbono essere intesi non in senso formale, ma in funzione dei fini in vista dei quali sono stati riconosciuti.
Se cosรฌ รจ, a me sembra che continuando a disciplinare unitariamente la carriera dei magistrati con funzioni giudicanti e quella dei magistrati requirenti, non si potranno cogliere normativamente le specificitร delle funzioni requirenti e, quindi, non si potranno disciplinare adeguatamente quei passaggi centrali in cui in concreto si gioca lโautonomia e lโindipendenza del pubblico ministero; dal momento che non si puรฒ disconoscere che un giudice penale, ormai passivo e terzo rispetto allโesercizio dellโazione penale e alla attivitร di acquisizione delle prove, ha esigenze di indipendenza e di autonomia, identiche nella sostanza ma ben diverse nel loro concreto atteggiarsi, rispetto a un pubblico ministero che ha la responsabilitร e lโonere, non solo dellโesercizio dellโazione penale, ma anche della ricerca delle notizie di reato e degli elementi che gli consentiranno di esercitare utilmente il suo magistero. Se non si porrร mente con attenzione a questo delicato aspetto della questione, si correrร il rischio โ e giร si colgono alcuni segnali in questa direzione โ di impantanarsi in dibattiti estenuanti e fuorvianti su problemi che, pur essendo indubbiamente importanti (come ad esempio quello sulla obbligatorietร dellโazione penale), non colgono lโessenza della questione, che รจ quella di dare slancio e incisivitร allโazione penale del pubblico ministero, garantendo, perรฒ, lโindipendenza e lโautonomia di tale organo.
I valori di autonomia e indipendenza rapportati al ruolo del pubblico ministero nellโimpianto complessivo della Costituzione, non equivalgono a sostanziale irresponsabilitร .
E con ciรฒ, ovviamente, non mi riferisco soltanto alle responsabilitร penale, civile e disciplinare, connesse a violazioni di doveri di condotta espressamente sanzionati. Mi riferisco, piuttosto, alla responsabilitร per la funzionalitร degli uffici di procura e per la politica giudiziaria complessiva, che non puรฒ essere lasciata alla mercรฉ delle scelte, prive di adeguati controlli, dei capi degli uffici โ o peggio dei singoli magistrati โ senza alcuna possibilitร istituzionale di intervento.
Tanto non giova alla resa del servizio- giustizia in termini di reale, coordinato e generalizzato contrasto delle manifestazioni di criminalitร , e non giova nemmeno in termini di uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge; dato che, ad esempio, un evasore fiscale di Torino sarร perseguito, a differenza di quello di Palermo, perchรฉ il procuratore della Repubblica del luogo avrร privilegiato โ nellโimpossibilitร di attivarsi per tutti i reati di competenza โ la persecuzione di siffatte attivitร illecite, piuttosto che, ad esempio, della microcriminalitร , senza dovere per questo rendere conto delle ragioni e dei criteri che hanno orientato la sua scelta. Ma ciรฒ non giova neanche allโimmagine della giustizia, che a fronte di interventi talora tempestivi soltanto per fatti di scarsa rilevanza sociale, e talora tardivi per episodi di elevata pericolositร , appare allโopinione pubblica come una variabile impazzita del sistema.
Mi rendo perfettamente conto che lโargomento รจ fra i piรน delicati e che merita attenta riflessione.
Mi piace in proposito ricordare, che in sede di Costituente, proprio uno dei maggiori sostenitori dellโindipendenza della magistratura, lโon. Calamandrei, sul rilievo che un sistema di assoluta separazione della magistratura dagli altri poteri dello Stato presentava inconvenienti di segno opposto, ma non meno gravi, rispetto a quelli di dipendenza dallโesecutivo, propose la istituzione di un ยซProcuratore Generale Commissario della Giustiziaยป, scelto tra i procuratori generali di Corte dโappello o di cassazione, nominato dal presidente della Repubblica su designazione delle Camere, con diritto di prendere parte alle sedute del Consiglio dei ministri con voto consultivo e responsabilitร di fronte al Parlamento per il buon funzionamento della giustiziaยป.
13.9.2023 – Greco (CNF): “Separazione carriere magistrati รจ indispensabile” – CNF News
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Audizione davanti alla commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati
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ยซRiteniamo che sia indifferibile il momento della separazione delle carriere dei magistrati in due ordini differenti, ossia tra magistratura giudicante e inquirente. Se si vuole attuare il principio costituzionale del giusto processo separare le due funzioni รจ indispensabile. Perchรฉ altrimenti รจ come se l’arbitro di una partita di calcio appartenesse a una delle due squadre che si sfidano in campo. I timori espressi sui rischi di questa riforma sono assolutamente infondati, non esiste il pericolo di una magistratura assoggettata al potere esecutivo. Nei sistemi democratici piรน avanzati c’รจ separazione delle funzioni tra magistratura giudicante e inquirente. ร nelle dittature che chi giudica e chi accusa appartengono allo stesso soggetto. Oggi, in Italia, il processo si celebra tra due colleghi e un estraneo: i due colleghi sono il giudice e il pm, l’estraneo รจ l’avvocato difensoreยป. Cosรฌ Francesco Greco, Presidente del Consiglio Nazionale Forense in audizione in commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati sulle proposte di legge sulla separazione delle carriere dei magistrati.
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โ๐ฃ๐ฅ๐๐ ๐๐๐ฅ ๐ ๐ก๐ข๐ฅ๐๐๐ข ๐ก๐ข๐ก ๐จ๐ฆ๐๐ก๐ข ๐๐ ๐ก๐ข๐ ๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐ข๐ก๐โ
Giuseppe Pipitone intervista ๐๐ฅ๐๐ซ๐๐๐จ ๐๐จ๐ซ๐ฏ๐ข๐ฅ๐ฅ๐จ sul Fatto Quotidiano del 31/05/2024
Alfredo Morvillo รจ furibondo. “Carlo Nordio deve lasciar riposare in pace i morti”, ripete piรน volte il fratello di Francesca, la moglie di Giovanni Falcone, uccisa con lui nella strage di Capaci. Magistrato in pensione, a Morvillo non รจ piaciuto che il guardasigilli abbia dedicato a suo cognato la riforma sulla separazione delle carriere. “Questo รจ il solito giochetto: usano il nome di Falcone come prova della bontร delle loro tesi”, dice l’ex pm. “Eppure โ sottolinea – quando il ministro parla di concorso esterno, di intercettazioni o di 41 bis, si guarda bene dal citare Falcone: come mai? Forse perchรฉ in realtร tra le posizioni di Nordio e quelle di Giovanni c’รจ un abisso”.
๐๐ง ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐จ ๐๐๐ฌ๐จ, ๐ฉ๐๐ซ๐จฬ, ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐จ๐ฌ๐ญ๐๐ ๐ง๐จ ๐๐ข ๐
๐๐ฅ๐๐จ๐ง๐ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐ฉ๐๐ซ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ซ๐ซ๐ข๐๐ซ๐ ๐ฬ ๐ฎ๐ง ๐๐๐ญ๐ญ๐จ ๐ง๐จ๐ญ๐จ: ๐๐จ๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐, ๐ง๐จ๐ง ๐ฬ ๐’๐๐๐๐จ๐ซ๐๐จ? Non รจ affatto vero, questa รจ una mistificazione. Per fortuna siamo ancora in tanti che conosciamo il pensiero di Giovanni, essendo cresciuti al suo fianco.
๐๐ฉ๐ฉ๐ฎ๐ซ๐ ๐ข๐ง ๐ช๐ฎ๐๐ฌ๐ญ๐ ๐จ๐ซ๐ ๐ฌ๐จ๐ง๐จ ๐ญ๐จ๐ซ๐ง๐๐ญ๐ข ๐ ๐๐ข๐ซ๐๐จ๐ฅ๐๐ซ๐ ๐ข ๐ฏ๐ข๐ซ๐ ๐จ๐ฅ๐๐ญ๐ญ๐๐ญ๐ข ๐๐ข ๐
๐๐ฅ๐๐จ๐ง๐ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ ๐ญ๐๐ฆ๐. ๐๐ง๐๐ก๐ ๐ฅ๐ ๐ฉ๐ซ๐๐ฆ๐ข๐๐ซ ๐๐๐ฅ๐จ๐ง๐ข ๐ฅ๐ข ๐ก๐ ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ญ๐๐ญ๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ข ๐ฌ๐จ๐๐ข๐๐ฅ: ๐ข๐ฅ ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐๐ข๐๐๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ช๐ฎ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฉ๐๐ซ๐จ๐ฅ๐ ๐ฬ ๐๐ก๐ข๐๐ซ๐จ, ๐งะพ? Sono frasi che fanno parte di un discorso piรน ampio, pronunciato da Falcone in due interventi del 1989 e 1990, come ha ricordato Gioacchino Natoli: Giovanni era contrario alla separazione delle carriere. Semmai era un sostenitore della cosiddetta separazione delle funzioni o quantomeno della necessitร di una specializzazione per l’ufficio del pubblico ministero.
๐๐ง ๐ฎ๐ง’๐ข๐ง๐ญ๐๐ซ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ญ๐ ๐๐๐ฅ ๐๐๐๐, ๐ฉ๐๐ซ๐จฬ, ๐
๐๐ฅ๐๐จ๐ง๐ ๐๐ข๐๐ก๐ข๐๐ซ๐๐ฏ๐: “๐๐ฅ ๐ฉ๐ฆ ๐ง๐จ๐ง ๐๐๐ฏ๐ ๐๐ฏ๐๐ซ๐ ๐ง๐๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ง ๐ญ๐ข๐ฉ๐จ ๐๐ข ๐ฉ๐๐ซ๐๐ง๐ญ๐๐ฅ๐ ๐๐จ๐ง ๐ข๐ฅ ๐ ๐ข๐ฎ๐๐ข๐๐ ๐ ๐ง๐จ๐ง ๐๐๐ฏ๐ ๐๐ฌ๐ฌ๐๐ซ๐, ๐๐จ๐ฆ๐ ๐ข๐ง๐ฏ๐๐๐ ๐ฬ ๐จ๐ ๐ ๐ข, ๐ฎ๐ง๐ ๐ฌ๐ฉ๐๐๐ข๐ ๐๐ข ๐ฉ๐๐ซ๐๐ ๐ข๐ฎ๐๐ข๐๐”. Quelle risposte sono decontestualizzate. All’epoca era entrato in vigore il nuovo codice di procedura penale e Falcone esponeva le sue preoccupazioni sul cambiamento delle funzioni dei pm.
๐๐ฏ๐ฏ๐๐ซ๐จ? Con la riforma, gli uffici della Procura sarebbero stati improvvisamente investiti dell’onere del coordinamento delle indagini, che fino a quel momento era compito dell’Ufficio Istruzione. Falcone sapeva che le Procure non avevano esperienza pregressa in materia, dunque riteneva necessaria una sorta di specializzazione.
๐๐ฎ๐ง๐ช๐ฎ๐ ๐๐ก๐ข๐๐๐๐ฏ๐ ๐ฉ๐๐ซ๐๐จ๐ซ๐ฌ๐ข ๐ฌ๐๐ฉ๐๐ซ๐๐ญ๐ข ๐ญ๐ซ๐ ๐ฉ๐ฆ ๐ ๐ ๐ข๐ฎ๐๐ข๐๐ข? Ma questo non ha niente a che vedere con la separazione delle carriere: anche Armando Spataro ha scritto di recente che Falcone era contrario. Semmai poneva una necessitร : i pm non avevano mai coordinato le indagini, dunque avrebbero dovuto avere una preparazione supplementare, al di lร delle semplici materie del concorso. Dโaltra parte se parliamo di separazione delle carriere dovremmo anche ricordare che tipo di carriera ha fatto Giovanni.
๐๐๐ฅ ๐ฌ๐๐ง๐ฌ๐จ ๐๐ก๐ ๐๐๐ฆ๐๐ข๐จฬ ๐ฉ๐ข๐ฎฬ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐ ๐๐ฎ๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐? Per quattro volte: fu pretore, giudice, pm, Procuratore aggiunto e poi magistrato fuori ruolo al ministero. Lo stesso ha fatto Paolo Borsellino.
๐๐ฉ๐ฉ๐ฎ๐ซ๐ ๐ข ๐ฌ๐ฎ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐๐ซ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ซ๐ข๐๐จ๐ซ๐ฆ๐ ๐ฌ๐ข ๐๐๐ง๐ง๐จ ๐ฌ๐๐ฎ๐๐จ ๐๐จ๐ฅ ๐ง๐จ๐ฆ๐ ๐๐ข ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐๐จ๐ ๐ง๐๐ญ๐จ. E magari in questo modo evitano di ricordare che la separazione delle carriere era contenuta nel ๐ท๐๐๐๐ ๐
๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐
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๐ ๐ณ๐๐๐๐ ๐ฎ๐๐๐๐. Per questo dico a Nordio di lasciar riposare in pace i morti. Vada pure avanti con le sue riforme, anche piรน inutili di questa, ma la smetta di citare a sproposito il nome di chi non c’รจ piรน e non puรฒ replicare.
๐๐ข ๐ฌ๐๐ฆ๐๐ซ๐ ๐๐ข ๐๐๐ฉ๐ข๐ซ๐ ๐๐ก๐ ๐๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ช๐ฎ๐ ๐ฅ๐ ๐ฌ๐๐ฉ๐๐ซ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐๐๐ซ๐ซ๐ข๐๐ซ๐ ๐ง๐จ๐ง ๐ฅ๐ ๐ฉ๐ข๐๐๐: ๐ฉ๐๐ซ๐๐ก๐ฬ? Questa riforma non ha niente a che vedere coi problemi attuali del sistema giustizia, che sono ben altri. Avere un giudice che fa una carriera separata rispetto a quella del pm in che modo velocizzerร i processi? Direi nessuno. In compenso si avrร un altro effetto.
๐๐ฎ๐๐ฅ๐? Aver svolto entrambe le funzioni, di giudicante e di requirente, consente al magistrato di avere una cognizione completa della giurisdizione. Lo dico avendo fatto sia il pm che il giudice. La veritร รจ che questa riforma ha un altro obiettivo.
๐๐ข๐จ๐ฬ? Ritengo che sia gravemente offensivo dipingere i giudici come passacarte delle Procure, influenzabili solo per aver fatto lo stesso concorso del pm. Ma risponde a un’operazione portata avanti negli ultimi anni da quasi tutte le forze politiche: si vuole diffondere sfiducia nei confronti della giustizia. Solo che quando in un Paese viene meno la fiducia nella giustizia, cominciano a essere in pericolo anche le libertร democratiche
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