Mafia Capitale e l’urgenza di responsabilità sociale di tutti.

“… È l’evoluzione del crimine. Ma in questo caso è anche l’evoluzione delle indagini. Mafia Capitale — elaborata dal procuratore capo Giuseppe Pignatone, dal suo vice Michele Prestipino, dagli altri sostituti e dagli analisti più raffinati del Ros dei carabinieri — è un’inchiesta «pilota» che probabilmente sarà esportata e applicata in altre realtà italiane dove, dove negli ultimi anni, pigrizie investigative hanno decisamente rallentato l’azione di contrasto al crimine. Un esempio per spiegare che le mafie, poteri nel nostro Paese, non sono più solo manifestazioni di regni illegali ma soprattutto di regni legali che si muovono illegalmente. Roma, per una volta — e per la prima volta — sta facendo scuola”, così scrive Attilio Bolzoni, il giornalista palermitano che ben conosce il sistema di consenso sociale ai processi criminali delle mafie, su La Repubblica.

Questo ricorda e sottolinea anche l’impegno che le parti sociali devono dimostrare concretamente a sostegno della magistratura, non solamente nelle manifestazioni ufficiali di commemorazione dei caduti. Ciò è importante poiché la prima vittima del sistema romano, e non solo, della mafia “dalla forma legale” che usa la corruzione per acquisire nuovi presentabili collegamenti con il potere politico, è la fiducia. Con lo smembramento del patto civico necessario per lo sviluppo di una comunità, basato appunto sulla fiducia, il danno maggiore evidentemente riguarda il mondo del lavoro e del servizio al prossimo. Oggi, con urgenza, serve proseguire nel lavoro di riforma degli strumenti sociali di partecipazione, anche del sindacato, utili alla lotta economica e culturale dei meccanismi di corruzione. A partire da quanto, anche noi, siamo disposti a mutare la visione localistica e spesso egoistica del nostro agire civile. Autonomia, quindi non sottomissione cronologica alle inchieste della magistratura, significa anticipare le proposte di riforma e di partecipazione, facendo di questo magnifico strumento culturale, l’autonomia ideologica e politica appunto, un vero caposaldo di impegno a sostegno della magistratura più efficace.

Grazie a Giuseppe Pignatone e a Michele Prestipino, per noi guide indispensabili nel lavoro di elaborazione e impegno, grazie anche a tutti i loro collaboratori e alle forze dell’ordine che hanno scelto di agire, oltre ogni ragionevole e troppo comodo dubbio.

Battista Villa – Presidente Progetto San Francesco e gli amici componenti il Direttivo Nazionale del PSF