Michela Vitale ESPANSIONE TV 28.3.2025
Condannato a 20 anni di reclusione per omicidio e ben conosciuto per un’altra serie di reati in materia di stupefacenti, approfittava – in base a quanto è emerso dalle indagini – dei permessi lavorativi all’esterno del carcere per gestire un ingente traffico di droga.
Polizia di Stato e Guardia di Finanza, ieri mattina, hanno dato esecuzione – ai sensi della normativa antimafia – ad un decreto di sequestro finalizzato alla successiva confisca, emesso dalla Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano. La proposta di sequestro a firma del questore di Como, riguarda un 46enne di origine calabrese residente nel comasco, già noto alla cronaca giudiziaria per reati contro la persona, detenzione di armi, associazione a delinquere di stampo mafioso e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività d’indagine scaturisce da una puntuale mappatura del territorio comasco che riguarda persone appartenenti o comunque vicine alla criminalità organizzata e ha consentito di ricostruire sia la pericolosità sociale dell’uomo, sia l’assoluta sproporzione fra il suo patrimonio e i redditi dichiarati al fisco.
Gli investigatori della Divisione Anticrimine lariana hanno ricostruito che il 46enne, legato – da quanto è emerso dalle indagini – alla ’ndrangheta infiltrata nel Canturino dalla fine degli anni 90 si sarebbe reso responsabile di una serie di reati in materia di stupefacenti e, nel 2008 è stato condannato a 20 anni di reclusione per omicidio. Inoltre, come emerso nell’operazione “Ossessione” della DDA di Catanzaro, contro li narcotraffico internazionale, l’uomo sarebbe risultato parte attiva nell’ambito di un ingente traffico di sostanze stupefacenti, che avrebbe seguito approfittando dei permessi all’esterno del carcere per svolgere attività lavorativa. I finanzieri di Erba, dopo una perquisizione svolta con l’aiuto dell’unità cinofila, hanno trovato, nei locali dove il 46enne stava lavorando, un ingente quantitativo di cocaina e hashish.
Dopo una serie di accertamenti patrimoniali anche nei confronti dei suoi familiari è stato possibile rilevare la sproporzione fra il patrimonio e i redditi dichiarati. In particolare, dagli approfondimenti dei movimenti bancari della società per la quale il 46enne e i suoi familiari risultavano ufficialmente assunti come lavoratori dipendenti, è emerso che la stessa azienda, era gestita segretamente dall’uomo, che ha prelevato ingenti somme di denaro per acquistare una villa di pregio a Cermenate da 330mila euro, fittiziamente intestata a suo figlio, appena maggiorenne. Villa che è stata sequestrata e per la quale è stato nominato dal tribunale un amministratore giudiziario.
Sequestrata villa di un affiliato alla ‘Ndrangheta
Al termine di una minuziosa indagine su un 46enne residente nel Comasco, Questura e Finanza hanno sequestrato una villa a Cermenate
Al termine di una minuziosa indagine su un 46enne residente nel Comasco, Questura e Finanza hanno sequestrato una villa a Cermenate
La Polizia di Stato di Como e la Guardia di Finanza di Como, giovedì mattina, hanno dato esecuzione – ai sensi della normativa antimafia – ad un decreto di sequestro (finalizzato alla successiva confisca), emesso dalla Sezione Autonoma Misure di Prevenzione del Tribunale di Milano di una villa a Cermenate di proprietà di un uomo legato alla ‘Ndrangheta
L’intervento
La proposta di sequestro a firma del Questore di Como, accolta dal Tribunale, ha riguardato un 46enne di origine calabrese residente nel Comasco, già noto alla cronaca giudiziaria per reati contro la persona, detenzione di armi, associazione a delinquere di stampo mafioso e spaccio di sostanze stupefacenti.
L’attività d’indagine scaturisce da una puntuale mappatura del territorio comasco riguardante i soggetti appartenenti o contigui alla criminalità organizzata ed ha consentito di ricostruire sia la pericolosità sociale qualificata del 46enne sia l’assoluta sproporzione fra il patrimonio detenuto e i redditi dichiarati al Fisco.
Gli investigatori della Divisione Anticrimine lariana hanno ricostruito l’excursus criminale del pluripregiudicato, che dalla fine degli anni 90 si è reso responsabile di reati in materia di stupefacenti e, nel 2008 è stato condannato a 20 anni di reclusione per omicidio.
Da ultimo, come emerso nell’operazione “Ossessione” della DDA di Catanzaro, l’uomo è risultato parte attiva in un ingente traffico di sostanze stupefacenti, perpetrato approfittando di permessi all’esterno del carcere per svolgere attività lavorativa. Nell’ambito di tale indagine, i finanzieri di Erba, a seguito di una perquisizione di iniziativa con l’ausilio di un’unità cinofila, hanno rinvenuto, all’interno dei locali aziendali dove il 46enne stava svolgendo attività lavorativa, un ingente quantitativo di cocaina e hashish nella sua disponibilità.
Gli approfondimenti della GdF
I militari della Compagnia GdF di Erba, inoltre, hanno eseguito mirati accertamenti patrimoniali condotti sulle sue disponibilità economiche e finanziarie e dei suoi familiari che hanno consentito di rilevare la sproporzione fra il patrimonio detenuto e i redditi dichiarati al Fisco. In particolare, dagli approfondimenti dei movimenti bancari della società per la quale il 46enne e i suoi familiari risultavano ufficialmente assunti quali lavoratori dipendenti, è emerso che la stessa era gestita occultamente dall’uomo, il quale ha distratto ingenti somme di
denaro utilizzate per l’acquisto di un immobile del valore nominale di circa 330.000, fittiziamente intestato a suo figlio, appena maggiorenne.
All’esito del complesso iter, personale della Questura di Como e della Guardia di Finanza di Como hanno proceduto al sequestro e all’assegnazione di un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di una villa di pregio sita nel comune di Cermenate.