20 luglio 1992 CAMERA DEI DEPUTATI – L’assassinio del dottor Borsellino e degli agenti di scorta

 

TESTO integrale degli INTERVENTI

 

… Per quanto riguarda la protezione dinamica del dottor Borsellino, si precisa che non solo il magistrato, ma anche gli agenti di scorta erano dotati di auto blinda- te, FIAT Croma, del modello più recente, che la scorta era stata recentemente potenziata e che il personale dell’ufficio scorte di Palermo è particolarmente addestrato, essendo state adottate tutte le misure, richieste dal personale stesso, per il migliore e più sicuro espletamento del servizio.
Il dipartimento di pubblica sicurezza, infatti, non ha né ignorato né sottovalutato i rischi ai quali erano esposti il giudice Borsellino e gli uomini addetti alla sua protezione.
Dal settembre del 1991, infatti, dopo la trasmissione alla procura di Marsala degli atti istruttori relativi alla nota inchiesta giudiziaria circa gli intrecci malavitosi nella Sicilia occidentale, sono stati più volte sensibilizzati gli organi periferici per le più attente misure di protezione nei confronti del predetto magistrato. Ulteriori misure sono state sollecitate nel tempo, in relazione alle più recenti notizie informative che individuavano nel magistrato in questione uno degli obiettivi primari della mafia.

Va detto, al riguardo, che, subito dopo l’omicidio del giudice Falcone, della consorte e dei tre uomini di scorta, il dottor Borsellino è stato attivissimo nella ricerca di elementi conoscitivi che potessero fare individuare i mandanti della strage del 23 maggio. A tal fine egli aveva avviato contatti con persone in grado di collaborare con la giustizia, persuaso che non può esistere una penetrazione informativa efficace nei confronti della mafia se non attraverso un’ampia collaborazione dei cittadini, uniti alle forze dell’ordine da comunità di intenti e di consensi, ed il ricorso a persone che, dall’in- terno dell’organizzazione, decidano di collaborare con la giustizia….