Approda in ufficio di presidenza della Commissione parlamentare Antimafia la proposta di relazione del presidente, Chiara Colosimo, sulla vicenda dei cosiddetti presunti dossier ed è subito polemica politica tra la maggioranza, che attacca il deputato M5s e vicepresidente dell’organismo parlamentare Federico Cafiero De Raho, e quest’ultimo che parla di «macchinazione ai miei danni, molto grave».
La bozza di relazione, lunga oltre 180 pagine, nasce dal focus dell’organismo parlamentare dopo l’inchiesta di Perugia sugli accessi abusivi alle banche dati, che ha coinvolto tra gli altri l’ex finanziere Pasquale Striano, l’ex sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati e alcuni giornalisti. L’inchiesta è poi passata alla Procura di Roma, che a novembre scorso ha chiuso le indagini preliminari.
Interventi dell’Antimafia e audizioni
L’organismo parlamentare ha avviato il caso dopo che il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo e il procuratore di Perugia Raffaele Cantone avevano chiesto di essere sentiti. La proposta di relazione presentata da Colosimo ripercorre il lavoro svolto dall’Antimafia, analizzando circa 66mila pagine provenienti solo dalla Procura di Roma e le audizioni svolte a Palazzo San Macuto. La bozza contiene anche proposte per migliorare la normativa vigente. I commissari hanno ora 15 giorni per esaminarla, prima della discussione e del voto in seduta plenaria nelle prossime settimane.
Contenuti e proposte della relazione
La proposta ricostruisce gli accessi e le anomalie finite al centro delle indagini, evidenziando criticità e fragilità del sistema dei controlli. Tra le ipotesi di intervento c’è anche l’adozione di una normativa più incisiva con l’introduzione di un nuovo reato di traffico illecito di dati informatici.
Ma la polemica politica divampa, in particolare sul deputato M5s ed ex procuratore nazionale antimafia (ma anche di Reggio Calabria e Napoli) Federico Cafiero De Raho.
La maggioranza di centrodestra attacca: «La relazione depositata dalla presidente della Commissione Antimafia, Colosimo, sullo scandalo Striano-Procura nazionale antimafia conferma tutti i più inquietanti interrogativi. Il comportamento dell’allora procuratore antimafia, Cafiero De Raho, esce a pezzi da questa relazione», accusano i membri della Commissione nazionale Antimafia di Forza Italia Pietro Pittalis, Maurizio Gasparri, Mauro D’Attis, Pierantonio Zanettin, Pino Bicchielli, Giuseppe Castiglione e Chiara Tenerini, che chiedono «iniziative immediate»
Dossieraggio, le reazioni dei partiti
Secondo Galeazzo Bignami, capogruppo FdI alla Camera, «Fratelli d’Italia, che fin dall’inizio aveva sollecitato a fugare ombre e incertezze, ribadisce con ancora maggiore forza la necessità di fare chiarezza».
Il senatore Gianluca Cantalamessa, capogruppo Lega in Commissione Antimafia, afferma che la procura nazionale antimafia «è stata utilizzata come uno strumento di pressione politica per colpire metodicamente il centrodestra e la Lega».
Il leader di Italia Viva Matteo Renzi aggiunge: «Sono sinceramente allibito. Gli elementi messi nero su bianco dalla commissione sono allucinanti. Mi riservo di agire nelle prossime settimane in tutte le sedi e mi domando come sia possibile che l’opinione pubblica non reagisca davanti a una vicenda così. Qui io sono parte lesa ma soprattutto è lesa la dignità e la credibilità delle istituzioni».
La replica di Cafiero De Raho e M5s
La risposta del deputato M5s non tarda: «Le conclusioni della relazione di maggioranza in commissione Antimafia sono una macchinazione ai miei danni, molto grave.
Gli accessi di Striano sulla maggioranza e sul ministro Crosetto sono avvenuti quando io ero andato via da mesi dalla Direzione nazionale antimafia.
Gli stessi atti sulla Lega nella Relazione sono infarciti di falsità». «La verità – conclude – è che con questa Relazione si fa una grandissima calunnia nei confronti di una persona che ha dedicato tutta la vita allo Stato, al contrasto alle mafie e alla difesa dei cittadini».
Controreplica Maurizio Gasparri, senatore di Forza Italia e membro della Commissione: «La Commissione non si farà intimidire dalle sue parole. Non è il padrone del mondo».
Gli esponenti M5s in Commissione difendono il deputato: «La relazione di maggioranza sul caso Striano e il coro calunnioso del centrodestra sono un’indegna raccolta di bugie sfacciate e consapevoli, una vergognosa macchinazione contro Federico Cafiero De Raho la cui colpa è quella di essere un esponente delle opposizioni che da decenni è in prima linea contro le mafie e ogni forma di malaffare.
Attribuirgli responsabilità nella vicenda Striano, manipolando fatti e elementi investigativi, nonché inventando di sana pianta balle spaziali, è un atto irresponsabile. Il confronto politico è una cosa, infamare è altra cosa», affermano Luigi Nave e Michele Gubitosa.
Il senatore Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Antimafia, aggiunge che la bozza «viene già usata dai gruppi della destra con i consueti e strumentali metodi. Leggeremo con attenzione le 187 pagine, e vogliamo davvero sperare che siano state scritte rispettando il contenuto di audizioni su questa vicenda. Dalle quali era emerso un lavorìo opaco, un tramestìo di accessi abusivi dei quali si stentava a vedere un disegno politico». «E anche l’attacco a Cafiero De Raho, sferrato di nuovo con cinismo (come avvenuto un anno fa, ben prima di questa bozza di relazione) appare come una nuova puntata di un disegno di questa destra: usare anche la Commissione Antimafia per disegni partitici, delegittimare magistratura e magistrati che, a differenza di altri, le mafie le hanno contrastate», conclude. 15 gennaio 2026 LACNEWS24
