Febbraio 1999 đźź§ Proposta di Falcone. Per l’azione penale controlli sul PM

 

 

Senigallia il 2-3 febbraio 1990,

La proposta è di quelle destinate a far rumore, tanto più che viene da un giudice come Giovanni Falcone:
controllare l’attivitĂ  del pubblico ministero per evitare il pericolo che influenze striscianti e occulte con centri di potere possano condizionare l’esercizio dell’azione penale.

Il procuratore aggiunto l’ha lanciata a Senigallia nel corso di un convegno organizzato dall’associazione di studi giuridici e costituzionali «Emilio Alessandrini» su «L’azione per la repressione dell’illecito tra obbligatorietĂ  e discrezionalità».

Falcone si è chiesto come sia possibile «che in un regime liberal-democratico tutto sia riservato alle decisioni assolutamente irresponsabili dei vari uffici della procura e, spesso, dei singoli sostituti?».
Durante il convegno si è detto che se il nuovo codice ha piegato l’obbligatorietĂ  dell’azione penale seppellendo i magistrati sotto fascicoli e lavori arretrati, bisogna selezionare il carico di lavoro depenalizzando i reati minori.
A questo proposito è intervenuto Falcone: «Sono necessarie scelte legislative chiare. Il vero problema è quello dell’ef- fettiva praticabilitĂ  dell’azione penale con gli uffici sovraccarichi di lavoro, con le tante carenze strutturali».