La fiducia dei cittadini nei confronti del sistema delle Istituzioni passa dal 33,1% del 2024 all’attuale 36,5%.
Allo stesso tempo, si erode il consenso con quasi il 3% di italiani in meno tra quanti indicano la propria fiducia aumentata: erano il 12,1% nel 2024, scendono oggi al 9,4%.
In queste due prime opzioni considerate si sposta dunque una parte di quanti lo scorso anno riferivano una fiducia invariata (il 40,2%, diventati nel 2025 il 37,6%).
Contemporaneamente, aumenta il numero di coloro i quali non hanno saputo o non hanno voluto fornire una risposta: dal 14,6% al 16,5%. Si colgono pertanto segnali non particolarmente incoraggianti rispetto ad un andamento che sembrava essere, negli ultimi anni, se non positivo, almeno tendenzialmente stabile.
La fiducia, letta in un’ottica complessiva rispetto agli Enti pubblici e privati che per i cittadini si possono annoverare alla voce “Istituzioni”, ha bisogno di essere osservata con più attenzione attraverso la specificità delle diverse categorie di riferimento. E questo può restituirci un’immagine più dettagliata di un sentiment dalle diverse gradazioni, non uguale per tutte le Istituzioni prese in considerazione.
Il Presidente della Repubblica: aumenta ancora il consenso. Già nella precedente edizione del Rapporto Italia i risultati dell’indagine presso i cittadini sottolineavano una particolare affezione per la figura del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Un consenso che, guardando ai dati in serie storica, è cresciuto e si è rinsaldato nel tempo.
L’immagine rassicurante, divenuta orami per tutti noi familiare, del Capo dello Stato aveva raccolto lo scorso anno tra i cittadini italiani un elevato livello di fiducia con il 60,8% delle indicazioni positive. La capacità di catalizzare consensi vede la figura del Presidente Mattarella avanzare ancora nell’indagine campionaria riferita al 2025: il 63,6% dei cittadini dichiara infatti la propria fiducia. Un risultato particolarmente incisivo, ancor più se letto in comparazione con le altre Istituzioni tradizionalmente prese in considerazione dal Rapporto.
Il Presidente della Repubblica, che è un moderato, risulta infatti amatissimo tra gli elettori di centro-destra, dove a dirsi fiduciosi sono il 70,6% e, in maniera ancora più diffusa. tra quanti si collocano politicamente a destra: ben il 79,5% di questi ultimi ha fiducia in Mattarella. Mentre invece un tasso meno consistente, sebbene su percentuali di fiducia che restano elevate, si evidenzia tra coloro che si riconoscono politicamente nell’area di centro-sinistra (67,9%), seguiti dagli elettori di sinistra (66%), di centro (65,5%) e tra i Cinque Stelle (62,3%). Un ultimo dato, quello riferibile a quanti non si riconoscono in alcuno degli attuali schieramenti politici, è più contenuto ed è evidentemente decisivo nello spingere il trend dei consensi complessivi verso il basso (50,2%).
Le due Camere. Se nel 2023 i fiduciosi nei confronti del Parlamento rappresentavano il 30%, nel 2024 raggiungevano un terzo dei cittadini, il 33,6%, mentre nel 2025 il loro numero si erode fino al 25,4%. È importante sottolineare che un cittadino su dieci non ha saputo o voluto esprimersi su questo argomento.
La Magistratura. Così come nel dibattito pubblico, anche nell’indagine di quest’anno il giudizio nei confronti della Magistratura divide metà il campione con una preponderanza del numero degli sfiduciati, mentre questa proporzione era inversa nella rilevazione del 2024. a Se nel 2025 a dirsi fiducioso è, infatti, il 43,9% degli italiani, il 46,5% si esprime, al contrario, in maniera negativa. Le mancate risposte rappresentano invece circa il 10%. A ciò si aggiunga che il numero dei consensi è in calo rispetto al 2024 di circa 3 punti percentuali. L’attrito tra maggioranza e Magistratura, evidente negli ultimi mesi, sembra non aver intaccato la fiducia degli elettori che si dichiarano di destra e che nel 62,4% dei casi si sentono fiduciosi (molto e abbastanza) nei confronti della Magistratura. Ma ancora di più, questa categoria politica è, tra tutte, quella dove l’apprezzamento è massimo in termini percentuali. Sul versante opposto, i Pentastellati, per i quali il consenso è meno connotato (40%) e soprattutto coloro i quali non si riconoscono in alcuno schieramento politico tra i quali appena il 28,9% si sente fiducioso.
L’Esecutivo. Così come rilevato per il Parlamento, anche l’apprezzamento per l’operato del Governo vive nel 2025 una battuta d’arresto.
Osservando la serie storica dei dati raccolti in poco più degli ultimi vent’anni – quindi tra il 2013 e il 2025 emerge con evidenza una distanza importante tra cittadini e Governo con un grado di fiducia registrato molto più basso nei primi anni considerati e che si è poi attestato più recentemente sull’indicazione, positiva, data da circa tre cittadini su dieci.
Nel 2023 e 2024 il gradimento nei confronti dell’attuale Governo era, rispettivamente, al 34,3% e al 36,2%. Quest’anno, invece, il tasso di fiducia scende di diversi punti percentuali (-6%) ed arriva a superare appena il 30%.
Sul risultato ottenuto dal Governo impatta in maniere importante il giudizio dato da quanti si riconoscono nei partiti di opposizione. E ciò appare con chiarezza quando si osserva che solo il 5,6% di chi è di sinistra ripone la propria fiducia nell’Esecutivo; passando al centro-sinistra i giudizi positivi arrivano appena al 14,5%, lo stesso accade tra i 5 Stelle (19,2%); poco più di un cittadino su dieci tra chi non si sente politicamente rappresentato, infine, si dice fiducioso (12,8%).
I Presidenti di Regione, la fiducia sul territorio. Nel 2025, prevalgono quanti sentono di non riporre alcuna fiducia nei Governatori (complessivamente il 47,3%) rispetto alla quota dei fiduciosi (38,9%).
La lettura in serie storica del tasso di fiducia espresso nei confronti dei Presidenti di Regione indica che questo non si è spostato mai, negli anni considerati, verso una percentuale vicina al 50% dei valori rilevati. Dopo di che, la fiducia subisce alcune lievi oscillazioni da un anno all’altro, sebbene in generale è possibile affermare che i fiduciosi sono rappresentati in media da quattro cittadini su dieci. Non manca chi non ha voluto esprimere un giudizio (in media uno su dieci). I Governatori sono più apprezzati nelle Isole, dove la quota dei fiduciosi aumenta fino al 44,5%, e soprattutto nel Nord-Est (51,1%).
Il consenso nei confronti delle Forze dell’ordine. Come per Mattarella, anche per le Forze dell’ordine l’indagine mette in luce un particolare rapporto di affezione instaurato nel tempo con i cittadini. Infatti, pur con alcune oscillazioni, i risultati letti in serie storica a partire dal 2008 sono la conferma di una fiducia altissima e diffusa nei confronti dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia di Stato.
In aggiunta a questa considerazione, concentrandosi sul passaggio da un anno all’altro, da una rilevazione all’altra, segnaliamo una ulteriore crescita del tasso di fiducia dopo la battuta d’arresto del 2023.
I consensi nei confronti dell’Arma dei Carabinieri aumentano passando dal 68,8% del 2024 al 71,6% del 2025.
Torna a crescere il sentimento di fiducia nella Polizia di Stato che nel 2024 raccoglieva il 63,5% dei giudizi positivi espressi dai cittadini e quest’anno arriva al 68,6%.
Allo stesso modo guadagna punti la Guardia di Finanza che raggiunge il 71,9% dei consensi rispetto al 66,1% ottenuto nel 2024.
La Difesa Nel trend positivo che ha interessato quest’anno le Forze dell’ordine appare coerente l’ampio consenso ottenuto presso i cittadini dalle nostre Forze Armate.
FONTE EURISPES 2026

