“Nel leggere quanto contenuto nella richiesta di archiviazione notificataci dalla Procura di Caltanissetta, non possiamo ancora una volta non rammaricarci per le parole captate negli stralci di intercettazioni in essa contenute, riguardanti le offese riferite a nostro padre e ai miei familiari e in particolare alla mia persona come colui che avrebbe tratto financo privilegi dalla morte del padre”.
Lo dice Manfredi Borsellino, figlio del giudice ucciso a Palermo il 19 luglio del 1992 commentando le frasi pronunciate dall’ex magistrato Gioacchino Natoli, indagato per favoreggiamento alla mafia nell’inchiesta sul depistaggio dell’indagine mafia-appalti, e riportate nella richiesta di archiviazione di uno dei procedimenti sulle stragi del ’92 aperti dalla Procura di Caltanissetta.
“Conoscendo l’animo e la grandezza morale di nostro padre, le ingiurie a lui riferite, nonché le frasi pronunciate sulla presunta condizione di privilegio che ne sarebbe derivata a noi figli dalla sua morte, sono deprecabili perché chi ha conosciuto la nostra famiglia tali frasi non avrebbe dovuto neanche pensarle”, conclude Borsellino. LIVE SICILIA 17.4.2026
GIOACCHINO NATOLI


