PIPPO GIORDANO: “VIA D’AMELIO, IL PIU’ GRANDE DESPISTAGGIO DELLA STORIA REPUBBLICANA.”

 

Disse un noto magistrato: “Il depistaggio di via D’Amelio, è nato con la scomparsa dell’agenda rossa.” Io, non ho elementi per affermare il contrario: l’ho detto e ripetuto, che durante la mia attività investigativa, non fui incaricato di svolgere indagini su via D’Amelio e, quindi nulla posso dire. Tuttavia, secondo la mia umile opinione, la sparizione dell’agenda rossa non dovrebbe aver nulla a che fare con l’acclarato depistaggio posto in essere col “pupo” Scarantino. Sono due cose ben diverse: nel primo caso l’agenda fu rubata, perchè qualcuno era “scantatato” (spaventato) per le annotazioni, che Paolo Borsellino di sicuro aveva vergato. E, quindi c’era la necessità di silenziare i suoi intimi pensieri, ovviamente di lavoro. Dopo la strage, però – come si evince dalle risultanze processuali -, v’era le necessità di allestire una sartoria per vestire il pupo Scarantino. Sovente parlando con i miei vecchi amici della Mobile anni 80, abbiamo concluso, che se avessero proposto a noi Scarantino, di sicuro gli avremmo dato tanti piragnati nto’ culo, proprio perchè non aveva gli attributi da mafioso. In poche parole era nuddu miscato cu nenti nel mondo di Cosa nostra, e quindi affermo che non avrebbe mai potuto essere coinvolto in un attentato del genere. Invero, se si fosse presentato il cognato di Scarantino, tale Salvatore Profeta, – mafioso conclamato – da me pedinato in diverse occasioni, sarebbe stato diverso. Sta di fatto che il Profeta, accusato da suo cognato per la strage di via D’Amelio si è fatto anni e anni di carcere, pur essendo innocente. Ma dopo aver esplicitato la mia opinione, vi sembra possibile che il depistaggio fu orchestrato e portato a termine dai soli poliziotti? E i pm unni èranu? Mah!