“LIBERI DI SCEGLIERE”: il progetto bipartisan che sottrae i minori alla mafia

 

 

TESTO

… La presente proposta di legge è frutto del lavoro della Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno delle mafie e sulle altre associazioni criminali, anche straniere e dello specifico comitato costituito in seno alla stessa avente ad oggetto i temi relativi alla cultura della legalità e alla protezione dei minori. In particolare, di fondamentale importanza è stata la preliminare analisi delle prassi giudiziarie di collocazione dei minori inseriti in famiglie mafiose, da considerare a tutti gli effetti «famiglie maltrattanti», in una situazione protetta o in affidamento, soprattutto alla luce dei provvedimenti giudiziari adottati stabilmente e in via pionieristica dal tribunale per i minorenni di Reggio Calabria nell’ambito del protocollo d’intesa «Liberi di scegliere»…

📌… Nell’attuale impianto legislativo, tuttavia, non è prevista una procedura che assicuri una tutela urgente e immediata ai minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata o che siano vittime della violenza mafiosa.Né esistono, inoltre, disposizioni che tu telino e assicurino misure di protezione, di reinserimento sociale e di assistenza economica anche alle madri o ad altri soggetti che esercitino la responsabilità genitoriale sui minorenni, i quali, pur non potendo essere ammessi allo speciale programma di protezione, hanno deciso di allontanarsi dal contesto criminale e familiare di provenienza per assicurare concrete alternative di vita ai minorenni. Né, infine, la disciplina vigente prevede disposizioni efficaci per l’esecuzione dei provvedimenti de responsabilitate del giudice civile, ad oggi riservata alla competenza dei servizi sociali comunali (in quanto gli uffici di servizio sociale per i minorenni hanno competenza nell’ambito dei progetti di messa alla prova nel settore penale), considerato che il singolo operatore incaricato di accompagnare il minorenne lontano dalla propria famiglia mafiosa subisce inevitabilmente il clima di intimidazione ambientale che permea un determinato territorio…

📌 … La criminalità organizzata ha la capacità di inglobare i minorenni in un sistema di potere che è funzionale solo ai suoi interessi affaristico-criminali, privandoli di ogni capacità di alternativa e di cambiamento, con la conseguenza che è in aumento la violenza tra i minorenni. In conclusione, va evidenziato che la presente proposta di legge, nata all’esito dell’articolato lavoro di approfondimento svolto dalla Commissione, è stata condivisa dai rappresentanti di tutti i gruppi parlamentari presenti nella Commissione medesima, accomunati dall’obiettivo del miglioramento e dell’adeguamento della disciplina vigente che regola le attività giurisdizionali e amministrative collegate ai provvedimenti del giudice civile di sospensione o decadenza della responsabilità genitoriale, riguardanti minorenni appartenenti a nuclei familiari inseriti in ambienti di criminalità organizzata o a essi contigui, i quali, a causa di tale condizione, si trovano pregiudizio per la propria integrità psicofisica e affettiva, assicurando loro effettive condizioni di riscatto culturale, economico e sociale…  ANSA


‘Liberi di scegliere’, la proposta di legge bipartisan per dare un’alternativa di vita

 

Una proposta di legge bipartisan, presentata oggi alla Camera dei deputati, per proteggere minori e giovani sotto i 25 anni, figli di famiglie mafiose, e anche quei genitori – spesso madri – che vogliono allontanarsi dal contesto della criminalità organizzata.
La norma ha origine dal protocollo ‘Liberi di scegliere’ nato nel 2012 dal lavoro del presidente del tribunale per i Minorenni di Catania, Roberto Di Bella, all’epoca a Reggio Calabria.
Progetto che vuole assicurare ai minori una concreta alternativa di vita.
L’obiettivo, infatti, della legge è creare percorsi di allontanamento sicuri con il sostegno necessario. Questa legge “disegna la terza via della lotta alla mafia”, ha sottolineato la presidente della Commissione Antimafia, Chiara Colosimo.
 “Intendiamo inserirla nella legislazione antimafia e intendiamo raccontare che esiste uno strumento ancora maggiore di quelli che sin qui abbiamo utilizzato nella lotta alle mafie e quello strumento è la libertà di scegliere chi essere, dove andare e come crescere”, ha continuato. La senatrice Pd, Vincenza Rando, prima firmataria della proposta al Senato, ha poi aggiunto che “questo percorso non poteva rimanere un protocollo ma doveva avere uno strumento giuridico importante”. “I dati” a Reggio Calabria e Catania “parlano di oltre 200 minori coinvolti, 34 donne, sette di loro sono diventate collaboratrici o testimoni di giustizia”, ha spiegato Di Bella parlando del progetto.
L’auspicio del magistrato è che l’iter legislativo porti a un’approvazione definitiva entro il 2026. “È necessario che tutte le forze politiche uniscano le forze senza perdere tempo.
C’è in gioco la vita delle persone e di tanti ragazzi”, ha quindi aggiunto il presidente di Libera, don Luigi Ciotti. Il procuratore generale della Corte di Cassazione, Piero Gaeta, in merito agli obiettivi del protocollo e quindi della legge ha osservato che “l’allontanamento del minore dalla famiglia mafiosa per quest’ultima è un fallimento autentico. È la sconfitta da un punto di vista culturale dell’invincibilità della famiglia mafiosa in quanto tale”. “Quando lo Stato riesce a entrare nella vita di questi ragazzi prima della mafia, non compie solo un atto di giustizia, ma restituisce loro la possibilità di scegliere”, ha evidenziato il presidente della Camera, Lorenzo Fontana. Sul tema è intervenuto anche il presidente del Senato, Ignazio La Russa, che ha ricordato: “il sentiero è stretto ma è necessario, doveroso”.    

 


15.1.2025 Camera Deputati – “LIBERI DI SCEGLIERE”: il progetto che sottrae i minori alla mafia