Borsellino quater, i verbali del nuovo pentito Galatolo: “Il capomafia mi disse di chiudere il parcheggio in via D’Amelio”

 

Le dichiarazioni del neocollaboratore di giustizia entrano nel processo che si sta celebrando a Caltanissetta

Il pubblico ministero Stefano Luciani ha depositato agli atti del processo “Borsellino quater” in corso davanti alla Corte d’assise di Caltanissetta presieduta da Antonio Balsamo i verbali delle dichiarazioni rese da tre collaboratori di giustizia, Vito Galatolo, ex reggente del mandamento palermitano di Resuttana, Marco Marino, appartenente alla ‘ndrangheta, e Francesco Raimo, ex camorrista. Il Pm ha ha chiesto di citare tutti e tre a deporre. Galatolo lo scorso novembre avrebbe riferito ai magistrati della Procura nissena di aver incontrato nel marzo del ’92 Filippo Graviano, accompagnato da Vittorio Tutino, imputato nel processo. Il capomafia di Brancaccio avrebbe detto a Galatolo di stare tranquillo perchè erano coperti e avrebbe invitato lo stesso Galatolo a dismettere un parcheggio che avevano in via D’Amelio. Dopo la strage, Tutino avrebbe detto a Galatolo: “Hai visto perchè dovevi dismettere il parcheggio? Mi piangeva il cuore se voi sareste rimasti in quel posto”.
Con i pm di Caltanissetta, Marco Marino ha invece parlato dei suoi colloqui in cella con Salvatore Vitale, il quale temeva che Gaspare Spatuzza facesse il suo nome perchè disponeva di un’abitazione da dov’era possibile controllare i movimenti del giudice Borsellino.
Infine Raimo, avrebbe riferito di aver trascorso un periodo in carcere con Vittorio Tutino il quale temeva che Spatuzza lo avesse tirato in ballo per il furto della 126 usata come autobomba in via D’Amelio. Il pm ha anche chiesto che dopo l’esame dei tre collaboratori siano chiamati a deporre i falsi pentiti Vincenzo Scarantino e Francesco Andriotta. Scarantino è imputato nel processo, assieme ai boss Vittorio Tutino e Salvo Madonia e agli altri falsi pentiti Calogero Pulci e Francesco Andriotta, accusati di calunnia aggravata. La Corte, dopo la richiesta avanzata dall’avvocato Flavio Sinatra che ha chiesto un termine a difesa, si pronuncerà nella prossima udienza fissata per il 5 febbraio. LA REPUBBLICA 27 gennaio 2015