Naviganti, navigatori e naufraghi in Rete

 

La categoria più spassosa dei commentatori fra i naviganti social è certamente quella di chi sale in cattedra, pontifica, impartisce lezioni… e poi, alla prima obiezione o alla minima richiesta di argomentare, sparisce di scena.
Segue la nutrita schiera dei commentatori seriali: quelli che devono intervenire sempre e su tutto. I tuttologi del web che, con scarso successo e una discreta collezione di figuracce, persistono imperterriti nonostante la loro totale irrilevanza.
Non manca poi la categoria dei commentatori a distanza: coloro che commentano i post altrui unicamente dal proprio profilo o da altre pagine, nella speranza di alimentare polemiche senza concedere agli interessati la possibilità di controbattere. In questa rientrano anche i frustrati cronici che, ignorati sistematicamente, ricorrono a sottintesi e allusioni pur di far sapere che “ce l’hanno con qualcuno”.
Vi è infine la categoria che ricorre all’insulto e alla diffamazione per attaccare tizio o caio. Ma, per quanto ci riguarda, non fa testo: i loro commenti vengono sistematicamente archiviati e rimossi.
Nella nostra modesta esperienza queste quattro categorie rappresentano comunque un campionario limitato, benché spesso sottraggano tempo prezioso che potrebbe essere dedicato allo studio e all’approfondimento.
Resta, ed è fortunatamente la maggioranza, la categoria di coloro che in totale buona fede esprimono il proprio parere nei modi dovuti e con un minimo di ragionamento, anche quando non coincide con quanto riportato nel post. A loro va il nostro rispetto, perché il confronto civile è l’unico che meriti davvero attenzione.

CR