
Il caso. Maxi operazione della Gdf in varie Regioni. Custodia cautelare per Salvatore Morabito È accusato di aver gestito un gruppo di clienti nel giro di false fatturazioni e il ritiro di contanti.
Gli investigatori, nelle loro intercettazioni, a un certo punto sentono il rumore della macchina conta-soldi che si mette freneticamente a funzionare. Sono <<55>> che «lo zio» ha ricevuto da Giovanni.
Lo zio sarebbe Salvatore Morabito, 58 anni domiciliato a Mariano Comense. E «55» sono 55mila euro.
Soltanto una goccia nell’oceano di soldi che Morabito secondo l’accusa dell’antimafia di Milano avrebbe procurato alla banca occulta della ‘ndrangheta, attraverso un giro di false fatturazioni.
C’è anche il suo nome tra i destinatari dell’ordinanza di custodia in carcere che ha portato a una trentina di provvedimenti cautelari, nell’ambito di un’indagine della Guardia di finanza.
Le accuse
Morabito è accusato di associazione per delinquere, emissione di false fatture per 3,7 milioni di euro e dichiarazioni fraudolente. Il tutto con l’aggravante mafiosa.
Secondo l’accusa l’indagato, originario di Africo ma con casa a Mariano, è un «pluripregiudicato per narcotraffico internazionale>> oltre che essere «legato all’omonimo clan», che come noto – negli anni scorsi aveva spodestato la famiglia Muscatelli rivendicando come propria la piazza del marianese e del canturino.
Nel mirino anche una società di Olgiate Comasco considerata una “cartiera”
In concorso con Alessandro Mancuso, catanzarese di Seregno, avrebbe gestito un gruppo di clienti del sistema di false fatturazioni, occupandosi anche del ritiro del denaro contante.
Gli atti della Procura ricostruiscono la gestione di 27 clienti, che avrebbe garantito flussi finanziari per circa 3,31 milioni. Inizialmente il gruppo Morabbito-Mancuso avrebbe utilizzato le cartiere di Pero (dove è stata scoperta la banca occulta della’ndrangheta) per le proprie società; successiva- mente si sarebbe messo a pro- cacciare clienti terzi.
Morabito viene indicato come un intermediario stabile del sistema: procurava aziende clienti, chiedeva le fatture alle “cartiere” e ritirava il contante da restituire dopo i bonifici.
La società di Olgiate
Ma nell’ordinanza di custodia compare anche una società comasca, coinvolta come “cartiera”, ovvero per la produzione di false fatture utili a creare il nero (da consegnare alla banca occulta della ‘ndrangheta) e a frodare il fisco.
Si tratta della Solution srl già CM Costruzioni, con sede legale a Olgiate Comasco in una via laterale alla Varesina. Società che, secondo gli investigatori coordinati dal pubblico ministero Pasquale Addesso sarebbe stata pienamente inserita nel meccanismo della presunta maxi frode. Alla società olgiatese sono contestate false fatture per oltre 11 milioni di euro.
Tutti sotto indagine le persone legate secondo i finanzieri alla società: Paolo Pelaggi di Crotone, Giuseppe Piscioneri, originario di Locri ma residente a Pero, e Luigi Mercadante, di Casal di Principe, tutti considerati amministratori di fatto. E ancora Alessio Piga, di Pero, amministratore unico formale dal novembre 2021, destinatario degli arresti domiciliari.
Anche Morabito avrebbe fatto da intermediario tra la cartiera di Olgiate e la banca occulta dei clan.
PAOLO MORETTI La Provincia 23 ottobre 2026
22.10.2026 ’Ndrangheta, la “talpa” nell’ufficio gip di Milano e la lista segreta degli indagati finita ai vertici della «banca occulta»
21.10.2026 La Finanza scopre la ‘banca occulta’ della criminalità organizzata, 30 arresti
