Le audizioni inedite di Paolo Borsellino in Commissione Antimafia

BORSELLINO uff

BORSELLINO uff

 

 

“Non vedo che senso ha perdere la libertà la mattina per essere libero di essere ucciso la sera”. E’ un Paolo Borsellino stanco, preoccupato ma al tempo stesso forte e battagliero quello che viene ascoltato dalla Commissione parlamentare antimafia nel maggio 1984 e che con parole semplici racconta a deputati e senatori di allora quanto sia diventato difficile lavorare ad alcuni processi senza computer, con scarso personale negli uffici giudiziari e scorte che proteggono di giorno ma poi sono insufficienti la sera, per cui lui stesso prende la propria auto il pomeriggio per tornare in tribunale e rientra a casa da solo e senza alcuna protezione verso le 22 ogni sera. “Con la gestione di alcuni processi che hanno una mole incredibile di lavoro – spiega il magistrato, all’epoca giudice istruttore a Palermo – è diventato indispensabile l’uso di attrezzature più moderne, come i computer … quanto al personale – prosegue – non si tratta solo di dattilografi e segretari di cui avremmo bisogno di aver garantita la presenza per tutta la giornata, non solo per la mattinata; ma mi riferisco anche agli autisti giudiziari: la mattina con strombazzamento di sirene la gran parte di noi viene accompagnata in ufficio dalle scorte ma il pomeriggio c’è una sola macchina blindata e io sistematicamente vado in ufficio con la mia auto per poi tornare a casa verso le 21-22”.

 

Sopralluogo a Palermo dell’8 e 9 maggio 1984  Nel corso della seduta dell’8 maggio 1984, Paolo Borsellino fu audito dalla Commissione parlamentare antimafia (IX legislatura) nella sua qualità di giudice istruttore a Palermo. Alla data dell’audizione, il dottor Borsellino svolgeva le funzioni di giudice istruttore a Palermo già da nove anni ed era pienamente operativo il cosiddetto “pool antimafia”, istituito dal Consigliere Rocco Chinnici (ucciso il 29 luglio 1983). Il momento storico era particolarmente delicato: Tommaso Buscetta era stato da poco arrestato in Brasile (ottobre 1983), ma ancora non era stato estradato; inoltre, dopo gli omicidi, tra gli altri, del dirigente della Squadra Mobile di Palermo Boris Giuliano (21 luglio 1979) e del Consigliere Chinnici, il problema della sicurezza e della protezione dei magistrati e degli operatori della Polizia giudiziaria era drammaticamente avvertito. Non a caso, nell’audizione oggetto di pubblicazione il dottor Borsellino affronta anche il tema della sicurezza personale e della gestione dei dispositivi di scorta, evidenziando al riguardo alcune importanti criticità. È stata reperita altresì la fonoregistrazione dell’audizione. Per quanto concerne il regime dell’atto, lo stesso risultava classificato come “libero”, ancorché finora mai pubblicato.


Testo estrapolato


Sopralluogo in Sicilia (Caltanissetta e Trapani) dell’11 e 12 dicembre 1986  Nel corso dell’audizione dell’11 dicembre 1986, a Trapani, Paolo Borsellino fu audito dalla Commissione parlamentare antimafia (IX legislatura) nella sua qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, ufficio nel quale si era insediato da appena tre mesi.   Al momento dell’audizione, il cosiddetto maxi-processo di Palermo era entrato nella sua fase dibattimentale da pochi mesi (10 febbraio 1986); alla fase istruttoria di questo processo, come è noto, avevano lavorato strenuamente Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e gli altri magistrati del “pool”: anche grazie alla “rivoluzionaria” collaborazione di Tommaso Buscetta, il 29 settembre 1984 erano stati emessi 366 ordini di cattura (ai quali se ne aggiunsero altri 127 il mese successivo, sulla base delle dichiarazioni rese da Contorno); nell’estate del 1985 Borsellino e Falcone erano stati trasferiti, con le loro famiglie, nella foresteria del carcere dell’Asinara, per completare la redazione della ordinanza-sentenza del maxi-processo, un testo di circa 8000 pagine che rinviava a giudizio 476 affiliati mafiosi (tra cui, i vertici della crescente “ala corleonese” di Cosa Nostra). Anche per questo, nel corso dell’audizione oggetto di pubblicazione il dottor Borsellino affronta molteplici temi concernenti la situazione della Procura di Marsala, soprattutto con riferimento alle precedenti indagini che aveva istruito a Palermo: a titolo di esempio, quelli della operatività di Cosa Nostra nella provincia di Marsala, dei rapporti di interesse di Salvatore RIINA e Bernardo PROVENZANO con soggetti e località presenti nel territorio di Marsala, delle indagini patrimoniali e misure di prevenzione, nonché del complesso coordinamento delle varie Forze di Polizia nelle indagini di criminalità organizzata. Viene inoltre affrontato il tema del rapporto tra il traffico internazionale di stupefacenti e soggetti operativi nel territorio di Castelvetrano (Comune di provenienza dell’affiliato mafioso Matteo Messina Denaro, tuttora latitante). È stata reperita altresì la fonoregistrazione dell’audizione. Per quanto concerne il regime di pubblicità, il documento è stato definitivamente qualificato come libero in forza di quanto disposto nella seduta della Commissione Antimafia del 10 luglio 2019, alla luce, peraltro, della risalente delibera della Commissione parlamentare sul fenomeno della Mafia del 12 maggio 1987.


Testo estrapolato


Sopralluogo a Palermo del 2, 3, 4 e 5 novembre 1988  Nel corso dell’audizione del 3 novembre 1988 Paolo Borsellino fu audito dalla Commissione parlamentare antimafia (X legislatura) nella sua qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala. Alla data dell’audizione, il maxi-processo di Palermo si era già concluso in primo grado (16 dicembre 1987), con 342 condanne che rappresentarono complessivamente una preziosa conferma della articolata attività istruttoria svolta, con sacrificio, da Paolo Borsellino, Giovanni Falcone e dagli altri magistrati del “pool”. Nel corso dell’audizione il dottor Borsellino affronta molteplici temi, concernenti – tra l’altro – l’evoluzione del fenomeno mafioso nel territorio di Marsala, le condizioni organiche e strutturali di tale Ufficio, le possibili riforme legislative in tema di accorpamento dei Tribunali, ma – soprattutto – il problema delle connessioni tra mafia e politica, quello dei rapporti tra i reati di criminalità organizzata e le fattispecie di corruzione, nonché quello dei rapporti della criminalità organizzata operante a Marsala con la massoneria. Oggetto particolarmente significativo dell’audizione è anche quello, molto problematico, dei rapporti con il “pool antimafia” di Palermo, all’epoca diretto dal Consigliere Antonino MELI (preferito a Giovanni Falcone, il 19 gennaio 1988, nel cruciale ruolo di vertice dell’Ufficio Istruzione del Tribunale di Palermo). Viene fatto infine riferimento alle indagini del Colonnello dei Carabinieri Giuseppe Russo con riferimento al sequestro di Luigi Corleo, suocero di Nino Salvo. Per quanto concerne il regime dell’atto, lo stesso risultava classificato come “segreto funzionale” ed è stato fatto oggetto di classificazione “a regime libero” con delibera della Commissione parlamentare antimafia del 10 luglio 2019 (XVIII legislatura).



Sopralluogo a Trapani del 4 dicembre 1989  Nel corso dell’audizione del 3 novembre 1988 Paolo Borsellino fu audito dalla Commissione parlamentare antimafia (X legislatura) nella sua qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala. Alla data dell’audizione, il maxi-processo di Palermo si era già concluso in primo grado (16 dicembre 1987), con 342 condanne; molti imputati condannati si erano dati alla latitanza ed era stata pertanto ulteriormente potenziata, dal punto di vista investigativo, l’attività volta alla loro localizzazione. È allora significativo che, nel corso dell’audizione, il dottor Borsellino affronti anche il tema della possibile presenza di importanti latitanti mafiosi, anche dell’ala corleonese, nel territorio di Marsala. Viene altresì affrontato il tema dell’impatto del nuovo codice di procedura penale sulle condizioni strutturali degli uffici giudiziari impegnati sul versante della lotta alla criminalità organizzata. È stata reperita altresì la fonoregistrazione dell’audizione. Per quanto concerne il regime dell’atto, lo stesso è stato declassificato e pubblicato in occasione della seduta della Commissione parlamentare Antimafia del 21 febbraio 2018 (XVII legislatura).


Testo estrapolato


Riunione del “gruppo di lavoro” della Commissione del 20 aprile 1990  Nel corso dell’incontro organizzato dalla Commissione parlamentare antimafia sul tema del “Nuovo processo penale e criminalità organizzata” (X legislatura), Paolo Borsellino intervenne in qualità di esperto e nella veste di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala. Nel corso dell’intervento viene affrontato il tema dell’impatto del nuovo codice di procedura penale sulle condizioni strutturali degli uffici giudiziari impegnati sul versante della lotta alla criminalità organizzata, con particolare riferimento alla Procura di Marsala e alla questione del coordinamento dei rapporti con le sezioni di Polizia giudiziaria. È stata reperita altresì la fonoregistrazione dell’audizione. Per quanto riguarda il regime dell’atto, lo stesso è stato pubblicato sulla base dei criteri dettati nella seduta della Commissione parlamentare antimafia del 15 aprile 1992 (X legislatura).


Testo estrapolato


Sopralluogo a Trapani del 24 settembre 1991   Nel corso dell’audizione del 24 settembre 1991 Paolo Borsellino fu audito dalla Commissione parlamentare antimafia (X legislatura) nella sua qualità di Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Marsala. Si tratta dell’ultima audizione del dottor Borsellino in Commissione antimafia prima dell’eccidio del 19 luglio 1992. L’audizione concerne principalmente l’annosa questione – che suscitò profondo scoramento in Paolo Borsellino – della raccolta, della valutazione e della indebita pubblicazione delle dichiarazioni rese dal collaboratore Rosario Spatola. La questione affrontata offre una paradigmatica occasione per apprezzare, ancora una volta, l’estremo rigore morale e professionale del dottor Borsellino, la sua indipendenza e professionalità, la profonda lealtà nei confronti dei suoi colleghi. È stata reperita altresì la fonoregistrazione dell’audizione. Per quanto concerne il regime dell’atto, lo stesso è stato declassificato e pubblicato in occasione della seduta della Commissione parlamentare antimafia del 21 febbraio 2018 (XVII legislatura).


Testo estrapolato


La Commissione parlamentare antimafia ha deciso di declassificare tutti gli atti secretati dalle inchieste parlamentari dal 1962 al 2001. A cominciare dalle audizioni del giudice ucciso in via d’Amelio nel 1992.

 Rassegna stampa – 17.7.2019


BANCA DATI COMMISSIONE PARLAMENTARE ANTIMAFIA

 


Le audizioni di Paolo Borsellino al CSM

COMMISSIONE PARLAMENTARE DI INCHIESTA SUL FENOMENO DELLE MAFIE E SULLE ALTRE ASSOCIAZIONI CRIMINALI, ANCHE STRANIERE – 

Le audizioni inedite di Paolo Borsellino


RESOCONTO STENOGRAFICO AUDIZIONE DESECRETATA DEL 3.11.1988 

  1. Audizione  magistrati Camassa e Russo – 12.7.2017
  2. Audizione  Procuratore Nino DI Matteo 13.9.2017
  3. Verbale audizione Gaspare Mutolo – da pag. 1226 rif. Borsellino

 DOCUMENTAZIONE LEGISLAZIONE PRECEDENTE

 

 


A cura di  Ramaccini Direttore Centro Studi Sociali contro le mafie – Progetto San Francesco