IL GRUPPO “FALCONE-BORSELLINO”

 


Le recenti ricostruzioni processuali ci consegnano oggi un dato: fu il gip di Caltanissetta, in data 16 luglio 1994, ad affidare Vincenzo Scarantino alle “cure” del gruppo investigativo “Falcone-Borsellino”. Una scelta che estromise, di fatto e per un lungo periodo, il personale del servizio centrale di protezione da qualsiasi contatto diretto con Scarantino. Ecco cosa ha dichiarato in Commissione il dottor Petralia:
FAVA, Presidente della Commissione. … La prima domanda è la ragione per cui Scarantino era stato affidato, nella sostanza, al Gruppo “Falcone Borsellino” e non al personale del Servizio Centrale di Protezione. Da quello che c’è stato spiegato, il Servizio Centrale di Protezione si
occupava di vigilare l’esterno dell’edificio, di accompagnare a scuola i figli, la moglie, ecc., ma all’interno della casa non avevano accesso. Gli unici che avevano accesso all’interno della casaerano funzionari e sottoufficiali del gruppo “Falcone-Borsellino”, che è una cosa abbastanza insolita.
PETRALIA, magistrato. Insolita perché era personale che si occupava anche degli aspetti investigativi e, quindi, alla luce non solo di quello che poi si è potuto sapere, ma anche secondo una buona prassi, non sarebbe stato, forse, opportuno. Anche se debbo dire che… siamo, non
dico all’inizio del fenomeno del pentitismo, ma siamo in una fase ancora in cui tutte le Procure si muovevano in maniera un po’ artigianale. Ora è chiaro che queste … non voglio dissociarmi, nel senso che io avrei potuto benissimo dire “guardate io qua non ci voglio stare più perché si fa questa cosa”. Non l’ho autorizzata io, però ne ho preso atto e comunque io interagivo regolarmente con il dottor Bo, con gli altri … con il resto del personale.
FAVA, presidente della Commissione. Era il Procuratore della Repubblica in questo caso ad autorizzare?
PETRALIA, magistrato. Erano decisioni dell’Ufficio… cioè chi poteva realmente opporsi era ovviamente il capo. È chiaro che anche i sostituti o l’aggiunto potevano dire “a noi questa cosa non va”. La gestione dei pentiti in genere era, ed è tuttora, fonte di problemi e criticità. Quella di Scarantino lo era moltiplicato per mille. Questo il ricordo degli altri pm in servizio a Caltanissetta, così com’è stato
acquisito dalla loro testimonianza nel corso del Borsellino Quater.

Ilde Boccassini
AVV. SCOZZOLA – … Premesso che Scarantino …nel mese di luglio è stato portato in località protetta a Jesolo …sapeva che della sua protezione se ne occupava il gruppo Falcone – Borsellino?
TESTE BOCCASSINI I. – No, non lo sapevo.
AVV. SCOZZOLA – Non lo sapeva. Neppure, diciamo, i suoi colleghi le hanno mai detto questo?
TESTE BOCCASSINI I. – Ma lei mi parla di agosto, che io ero in ferie; settembre è stato un mese piuttosto…
AVV. SCOZZOLA – Io le parlo di luglio, agosto e settembre. Agosto è in ferie, va bene.
TESTE BOCCASSINI I. – No, non… non ho memoria né… no, assolutamente non sapevo dove è stato portato, ma che ci fossero anche uomini di La Barbera, io non ho questo ricordo, però non… è possibile, però non… non glielo so dire, sinceramente non ho memoria su questo.

Antonino Di Matteo
AVV. SCOZZOLA – … lei è venuto a conoscenza con quali modalità Scarantino Vincenzo fosse stato tutelato quando si trovava agli arresti domiciliari? …mi riferisco alla continua ed assidua presenza, per quanto ci ha detto qualcuno, del gruppo Falcone – Borsellino…
TESTE A. DI MATTEO – Sì, certamente, non per conoscenza diretta, ma per quello che… che vivevo e sentivo dagli altri colleghi e dalla stessa forza di Polizia di cui parlerò. Io so che dopo l’ammissione, mi pare, al regime degli arresti extracarcerari, così come avveniva in quel periodo anche per altri collaboratori, il collaboratore di giustizia era, in qualche modo, tutelato e protetto dalla… dalla stessa forza di Polizia che si occupava delle indagini e quindi, in quel caso, dalla Polizia di Stato. Questo, Presidente, lo ricorderà, non era un caso, diciamo, anomalo rispetto al panorama dell’epoca; io ricordo di avere interrogato decine di volte, per esempio, il collaboratore di giustizia -, tanto per rimanere a collaboratori di giustizia che parlavano, non parlavano della strage – Salvatore Cancemi, che era ristretto in regime detentivo, addirittura all’interno della Caserma del ROS dei Carabinieri, tutti gli interrogatori di Cancemi avvenivano e non potevano che avvenire attraverso, diciamo, un contatto con il ROS dei Carabinieri. Quindi io sapevo che… anche la Polizia di Stato e anche funzionari ed agenti della Questura di Palermo e del gruppo investigativo Falcone – Borsellino per un periodo si alternarono nella località
protetta dove stava Scarantino, in funzione, per quello che mi risultava, diciamo, di protezione e tutela della sua sicurezza…
AVV. SCOZZOLA – Quindi, praticamente, devo dedurre, da quello che lei mi ha detto, eventualmente mi corregga, che l’ufficio della Procura non sapeva le modalità di protezione e che, conseguentemente, non le aveva mai autorizzate?
TESTE A. DI MATTEO – … Io dico che la Procura della Repubblica, almeno nella mia persona, non solo non sapeva le modalità attuative ed operative, ma guai se le avesse sapute;  nell’ordinamento, allora ed ora, la protezione e la tutela del collaboratore di giustizia è una funzione e una mansione che è propria di altri organismi. All’epoca non c’era ancora, diciamo, la norma che stabiliva la competenza esclusiva degli operatori del Servizio Centrale di Protezione, e quindi si verificavano anche queste situazioni in cui la forza di Polizia che faceva le indagini partecipava alla protezione. Io dico che la Procura della Repubblica non solo non sapeva, ma non doveva sapere…

Anna Maria Palma:
TESTE A. PALMA – rispondendo alla domanda dell’Avvocato Scozzola: la tutela di Scarantino. Io seppi che era stata affidata al gruppo Falcone – Borsellino… Non mi curai molto di questa cosa, perché devo dire che io venivo dalla Procura di Palermo, dove mi ero occupata di reati contro la pubblica amministrazione e che obiettivamente… il fatto che potesse essere in gestione presso una forza di Polizia o presso l’altra, o presso il Servizio Centrale di Protezione, non mi creò nessuna… nessuna domanda, ecco.