PAOLO BORSELLINO, in un convegno tenutosi a Palermo il 14 gennaio 1989, affronta il tema della lotta alla mafia con la massima franchezza e chiarezza anche nei confronti della politica.
Negli archivi dell’Istituto siciliano di studi politici ed Economici (Isspe) nel 2021 venne casualmente ritrovato l’audio di quel suo intervento.
Si tratta di una registrazione di 26 minuti trascritta a macchina e corretta a mano dallo stesso magistrato.
“Questo ritrovamento ha un valore storico e culturale perchè ci consente di poter ascoltare dalla viva voce del giudice Paolo Borsellino un’analisi di ciò che era la Sicilia in quegli anni, senza alcuna mediazione o alterazione. Basta pensare che, nel corso di questi trent’anni, caratterizzati anche da tristi e preoccupanti depistaggi, le uniche certezze sono state radicate a interviste e interventi dell’epoca, sia Borsellino sia dal magistrato Giovanni Falcone, comprendendo ogni volta qualcosina in più” ebbe a Fabrizio Fonte del Centro studi Dino Grammatico
Oggi, Lunedì 19 gennaio, in occasione dell’anniversario della nascita di Paolo Borsellino, si è svolta la presentazione del volume “La mafia e il potere” edito dall’ISSPE.
14.1.1989 “UN UOMO IN PRIMA LINEA” Intervento integrale del dottor PAOLO BORSELLINO, Procuratore della Repubblica di Marsala al convegno “1992: in Europa senza mafia”
AUDIO
PRESENTAZIONE INTERVENTO DI PAOLO BORSELLINO “LA MAFIA ED IL POTERE” al Convegno 14-01-1989 Palermo Sala delle Lapidi
Programma dell’evento:
Saluti
- Giovanni Puglisi – Presidente Fondazione Società Siciliana per la Storia Patria.
Interventi:
- Francesco Paolo Ciulla – Presidente ISSPE
- Maurizio De Lucia – Procuratore Capo di Palermo
- Fabio Trizzino – Avvocato famiglia Borsellino
- Raoul Russo – Senatore, componente Commissione antimafia
- Carolina Varchi – Deputato segretario Camera dei Deputati
Modera
- Fernando Massimo Adonia – Giornalista
- Fondazione Società di Storia Patria, Piazza San Domenico 1 –
INFORMAZIONI: tel +39 3473475021 email: isspe.pa@libero.
La via obbligata per la rimozione delle cause che costituiscono la forza di Cosa Nostra passa attraverso la restituzione della fiducia nella pubblica amministrazione. Nessun impiego anche massiccio di risorse finanziarie produrrà benefici effetti se lo Stato e le pubbliche istituzioni in genere, non saranno posti in grado e non agiranno in modo da apparire imparziali detentori e distributori della fiducia necessaria al libero ed ordinato svolgimento della vita civile. Continuerà altrimenti il ricorso e non si spegnerà il consenso, espresso o latente, attorno ad organizzazioni alternative in grado di assicurare egoistici vantaggi, togliendoli, evidentemente ad altri. La fiducia che distribuisce la mafia è a somma algebrica zero. Fiducia nello Stato significa anche fiducia in un’efficiente amministrazione della giustizia sia penale, sia, soprattutto civile. P.B
LA REPUBBLICA – Luglio 2021
GIORNALE DI SICILIA – Luglio 2021








