“Una macchina in più, una macchina in meno conta assai poco se mi uccideranno mi faranno saltare in aria con una bomba, e non è con una macchina di scorta in più che potrà scongiurare questa cosa.
E ricordo anche che lui rimase molto impressionato, positivamente impressionato dal sistema di protezione che per lui era stato predisposto allorché si recò con la collega Principato in Germania 15 giorni prima della strage.
Ricordo che lui mi riferì che i tedeschi avevano predisposto una serie di misure quali registrazione sotto – falso nome presso l’albergo – erano stati posti sotto controllo i loro telefoni di albergo.
Non lo lasciavano un attimo solo, neppure all’interno dell’albergo, quando si spostavano la dottoressa Principato e il dottor Borsellino erano in macchine diverse, separate e lui mi disse che il corteo era di otto macchine, lui mi accennò anche ad una macchina che conoscendo prima l’itinerario che avrebbe fatto il corteo, andava a fare la cosiddetta bonifica.
Lui per la verità mi disse anche che questa macchina aveva un’apparecchiatura che consentiva di rilevare gli esplosivi”. (Audizione di Ingroia al Csm datata 31 luglio 1992 verbale nr 47)

