
2.11.1990 RAI TRE – Alfonso Madeo intervista Giovanni Falcone
“Credo che non sia una novità se affermo che il settore del condizionamento dei pubblici appalti è, soprattutto adesso, uno degli affari illeciti più lucrosi della mafia.
Più della droga stessa? Attualmente sarei portato a ritenere di si…
Quindi massimo cespite è l’appalto e quindi è il denaro pubblico direi che è tutto ciò che ruota attorno ai pubblici appalti perché da un lato c’è il problema del condizionamento che si riferisce al conferimento formale dell’appalto a questa anziché a quell’altra impresa. E tutto ciò presuppone quindi un coordinamento, un collegamento, un condizionamento delle imprese che sono costrette a sopportare questo tipo di interventi esterni. Situazione che è ancora aggravata dalla esistenza di imprese reali, non fittizie, non apparenti, dominate e controllate dall’imprenditore realmente mafioso.
Vorrei precisare qualcos’altro
Se questo è il condizionamento che si svolge nella prima fase, cioè nella fase dell’assegnazione degli appalti, che vengono conferiti, come dicevo, in un disegno complessivo organico che non è certamente quello delle pubbliche istituzioni, ma è quello della mafia; dicevo, accanto a questo fenomeno, c’è il condizionamento che è ancora più importante, forse, che si realizza nella esecuzione degli appalti perché tutto ciò costituisce la manifestazione del controllo del territorio da parte dell’organizzazione mafiosa. Quindi per tutto ciò che attiene ai subappalti, alle imprese fornitrici di materie prime e così via, ecco, in tutto ciò, puntualmente, abbiamo la presenza del controllo occhiuto di cosa nostra o delle organizzazioni similari.
Noi sappiamo che la mafia è entrata nel mercato finanziario in tutto il territorio nazionale. Possiamo pensare che esista un’intelligenza finanziaria, una regia finanziaria dell’azienda mafia? la realtà è forse più banale come concetto, ma molto più difficile da scoprire. Vi è la presenza di tutta una serie di personaggi, di tutta una serie di organizzazione finanziarie, in Italia e all’estero che sono prontissime ad accogliere il denaro di natura illecita, da qualsiasi parte provenga, proprio perché..
Quindi c’è denaro sporco che va in Borsa? Io credo che il denaro sporco va dovunque sia più agevole essere ripulito e quindi diciamo di si allora Appunto. E quindi non comprendo perché non dovrebbe anche andare in Borsa.
