Natoli e Scarpinato, le bobine smagnetizzate e l’indagine “apparente”

L’attività “depistante” del senatore M5S secondo il gip è relativa anche alle intercettazioni sparite di una costola di Mafia-appalti

 

Il 25 giugno 1992, meno di un mese prima della morte di Paolo Borsellino, l’allora pm di Palermo Gioacchino Natoli ordinò di smagnetizzare le bobine delle intercettazioni, e di distruggere i relativi brogliacci, delle indagini inizialmente condotte dalla Procura di Massa Carrara e poi confluite nel capoluogo siciliano nel procedimento nei confronti del costruttore Antonino Buscemi, il boss del cemento legato a Cosa nostra.
La sequenza è ricostruita nel decreto di quasi 700 pagine con cui il gip di Caltanissetta Santi Bologna ha archiviato il procedimento sui possibili mandanti occulti delle stragi del 1992-93.
Secondo i magistrati nisseni, l’indagine su Buscemi, archiviata a giugno 1992, sarebbe stata gestita in modo da non approfondire gli elementi emersi proprio da tali intercettazioni.
Natoli, in altre parole, avrebbe condotto una «indagine apparente», limitando nel tempo le intercettazioni e lasciando fuori alcune utenze. L’archiviazione sarebbe quindi servita a chiudere la vicenda senza ulteriori approfondimenti e senza acquisire il materiale proveniente da Massa Carrara: si trattava, invece, di un’indagine che doveva incrociare il famoso dossier mafia appalti, istruito dai carabinieri del Ros del generale Mario Mori, a cui teneva tantissimo Borsellino, e dove compariva per la prima volta la Calcestruzzi Spa che faceva capo al gruppo Ferruzzi-Gardini.
Grazie alla disattenzione di qualche cancelliere, le bobine non furono però smagnetizzate: sono rimaste per decenni negli archivi della Procura di Palermo, fino a quando sono state recuperate, e riascoltate, nei mesi scorsi dagli investigatori di Caltanissetta. Discorso diverso per i brogliacci: di quelli, invece, si sono perse le tracce.
Natoli, messo alle strette, ha sostenuto che la smagnetizzazione era una prassi adottata dalla Procura di Palermo, dettata dalla necessità di riutilizzare i nastri, anche per la carenza di fondi che rendeva costoso acquistare nuovi supporti, e dalla mancanza di spazi per conservarli. Non sarebbe stata, quindi, una procedura inventata di sana pianta per il procedimento Buscemi.
Affermazioni smentite categoricamente dal gip Santi Bologna: l’esame della documentazione ha portato a individuare solo otto provvedimenti di smagnetizzazione firmati da Giuseppe Pignatone, undici da Domenico Barbiera, uno da Natoli e uno da Michele Prestipino.
Ma c’è un altro particolare: la frase «e la distruzione dei brogliacci», aggiunta a mano sul provvedimento firmato da Natoli.
Natoli ha sempre negato di averla scritta. La sua versione fu che quella indicazione era stata aggiunta dopo la sua firma, quando il provvedimento sarebbe stato uno degli esecutori.
Quando è stato interrogato, l’ex procuratore di Roma si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Sentito a luglio dello scorso anno, Natoli ha cambiato registro, spiegando di aver agito con «assoluta superficialità», ammettendo che non avrebbe più firmato quell’atto nello stesso modo, e definendo una fortuna il fatto che l’ordine di smagnetizzazione non fosse stato eseguito.

La vicenda delle intercettazioni “sparite” era già emersa nel processo sul depistaggio delle indagini sulla strage di via D’Amelio. L’avvocato Fabio Trizzino, difensore della famiglia Borsellino, durante un’udienza, aveva ricordato in aula proprio l’archiviazione della posizione di Buscemi.

Tornando al provvedimento di archiviazione, per il gip Bologna, Roberto Scarpinato, in vista dell’audizione di Natoli davanti alla Commissione antimafia su questa vicenda, gli avrebbe quindi suggerito come prepararsi alle domande, orientando alcuni passaggi della ricostruzione.
Un’attività «depistante» e di «inquinamento» delle dichiarazioni di Natoli, ha sintetizzato il gip Bologna.
Alla luce di tutto ciò, sarebbe finalmente il caso di capire, a distanza di trenta anni, perché i magistrati di Palermo agirono in quel modo.

IL TEMPO 5.10.2026

 

 

Ex Pm NATOLI, la grafia della scritta a penna che ordina la distruzione dei brogliacci dei boss non è mia