di ALESSANDRO CUCCIOLLA
I simboli, se cristallizzati nel marmo delle celebrazioni di facciata, rischiano di diventare polvere.
Ed è per questo che L’Opinione ha scelto di dedicare questo speciale a Paolo Borsellino: non per un rito di memoria, ma per un atto di resistenza civile.
Una voce nel silenzio: la testimonianza di Fabio Trizzino
C’è un cuore pulsante in queste pagine che rende questo numero unico, quasi necessario.
Per la prima volta, scrive in esclusiva l’avvocato Fabio Trizzino, marito di Lucia Borsellino. La sua non è solo la voce. di un legale che combatte nelle aule di giustizia; è la voce di chi ha vissuto l’on- da d’urto di quella strage tra le mura doméstiche, osservando il dolore digni- toso e l’instancabile sete di giustizia dei figli del magistrato.
Trizzino ci offre una testimonianza che scuote le coscienze, portandoci dentro l’osservatorio privilegiato eppure cosi doloroso della famiglia Borsellino. Attraverso le sue parole, emerge la posizione ferma di chi non ha mai cercato vendetta, ma ha preteso, e pre- tende tuttora, lo Stato.
Quel medesimo Stato che Paolo serviva con un amore cosi smisurato da accettare l’ineluttabilità del proprio sacrificio.L’ombra del depistaggio: una ferita aperta. Non possiamo e non dobbiamo nasconderci dietro la retorica.
Lo scriviamo con forza in ogni arti- colo di questo speciale: via D’Amelio è stata il teatro del più grande depistaggio della storia giuridica italiana.
Un labirinto di specchi, omissioni e verità manipolate che ha offeso la me- moria dei caduti e tradito la speranza dei vivi.Perché continuiamo a porci domande?
Perché non ci accontentiamo delle verità parziali?
Perché il tempo non cancella il bisogno di sapere chi ha guidato quella mano
Perché una democrazia non può dirsi compiuta finché convivono zone d’ombra sui suoi momenti più bui.
Perché il “fresco profumo di libertà” di cui parlava Paolo non può sprigionar- si in un’aria ancora satura di misteri in- soluti..
Oltre la memoria, verso la responsabilità
Questo speciale de L’Opinione non vuole essere un semplice omaggio al passato.
Lo consideriamo un tassello nel cammino di accertamento delle responsabilità.
Scrivere, analizzare e ricordare oggi significa mantenere aperta la ferita, affinché non si rimargíni sopra una menzogna.
Invitiamo i nostri lettori a percorrere queste pagine non come spettatori di un dramma lontano, ma come compa- gni di viaggio di una famiglia che, dopo decenni, attende ancora che la luce sia piena, totale, definitiva.
Buon compleanno, Paolo.
Il nostro regalo, l’unico possibile, è la nostra ostinata ricerca della verità

