Lo ha stabilito il tribunale del Riesame. Il costruttore edile è accusato di aver incassato i fondi dei bonus facciate per poi non eseguire mai i lavori
Un anno di sospensione dall’esercizio dell’attività di impresa: è la decisione del tribunale del Riesame di Palermo nei confronti dell’imprenditore antimafia Giuseppe Piraino, che denunciò e fece arrestare e condannare gli esattori del racket delle estorsioni.
Il re dei bonus: così un imprenditore di Palermo avrebbe incassato centinaia di migliaia di euro per lavori mai realizzati
Piraino è indagato per truffa nella sua qualità di costruttore edile: avrebbe incassato i fondi dei bonus facciate per poi non eseguire mai i lavori in un edificio del capoluogo siciliano; l’indagine, nata dalla denuncia di una condomina, si era poi estesa, scoprendo quindici episodi addebitati ora al titolare della Mosina Costruzioni srl.
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Piraino respinge le accuse e ora il suo eventuale ricorso in Cassazione paralizzerà gli effetti della pronuncia del Riesame, che ha a sua volta accolto il ricorso dei pm contro il rigetto della richiesta di misura cautelare da parte del Gip. Il condominio aveva anticipato alla Mosina, con un bonifico di 26.715,93 euro, il 10% della somma non coperta dal bonus statale, calcolata in 267 mila euro.
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I lavori dovevano terminare entro 120 giorni, ma non sono mai finiti, a parte il montaggio dei ponteggi e l’esecuzione di alcune opere. Piraino in questo modo non avrebbe mai maturato il credito d’imposta del 90% segnalato all’Agenzia delle entrate dal condominio. Il costruttore anche in altri quattordici casi avrebbe incassato crediti d’imposta illegittimi, attraverso il meccanismo dello sconto in fattura.
Fonte Agi