Voce autorevole impegnata nella ricerca della verità
“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. La lotta alle mafie deve essere innanzitutto un movimento culturale”.
L’INCONTRO. Così Paolo Borsellino, eroe e simbolo, con Giovanni Falcone, della lotta alla criminalità organizzata, vittima di Cosa Nostra assassinato il 19 luglio del 1992 nella strage di via D’Amelio. Alla sua figura di giudice e uomo è dedicato l’incontro straordinario di mercoledì 6 maggio, alle ore 18.30, negli spazi della libreria Ubik di Foggia, con protagonista Fiammetta Borsellino, figlia più giovane del noto magistrato, da sempre impegnata nella difesa della memoria del padre. L’appuntamento, organizzato su iniziativa di don Bruno D’Emilio, vuole essere anche un incontro di riflessione sul tema della legalità, in un momento storico particolarmente difficile per la città di Foggia. A conversare con Fiammetta Borsellino sarà Lilia Ricucci, giudice del lavoro e membro dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani, partner dell’evento.
AVEVA VENT’ANNI AI TEMPI DELLA STRAGE. Fiammetta Borsellino è nata nel 1972 a Palermo ed è la figlia più giovane del magistrato Paolo Borsellino. Aveva vent’anni quando il padre fu ucciso nella strage di via D’Amelio, evento che ha segnato profondamente la sua vita. Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza, ha scelto di non intraprendere la carriera legale. Parallelamente, si è impegnata con costanza nella difesa dell’operato svolto da suo padre e nella richiesta di verità e giustizia, soprattutto riguardo alle indagini sull’attentato.
VOCE AUTOREVOLE NEL DIBATTITO SULLA LEGALITA’. Negli anni è diventata una voce autorevole nel dibattito pubblico sulla legalità: partecipa a incontri nelle scuole, conferenze e iniziative civiche, dove invita i giovani a sviluppare senso critico e responsabilità civile. Il suo impegno non è solo commemorativo, ma anche orientato a chiarire le responsabilità istituzionali legate alla morte del padre, sottolineando l’importanza della trasparenza e della fiducia nello Stato.
LA VERITA’ “NON CERCO VENDETTA, MA VERITà E GIUSTIZIA”. È quanto ha sempre dichiarato Fiammetta Borsellino in merito ai fatti che hanno portato all’uccisione di suo padre. Di recente, in particolare, ha preso posizioni nette circa la richiesta di verità sui vari depistaggi che avrebbero avuto luogo durante le indagini su via D’Amelio: ha denunciato gli errori e le manipolazioni, contribuendo a mantenere alta l’attenzione pubblica sul tema. Notori, altresì, i suoi interventi istituzionali, come quelli intrapresi nelle varie commissioni parlamentari, dove ha chiesto chiarezza sulle responsabilità dello Stato. FOGGIA CITTÁ APERTA
L’iniziativa, promossa da don Bruno D’Emilio, rappresenta un momento di riflessione importante per la città, in un contesto segnato da criticità legate alla criminalità
“Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. La lotta alle mafie deve essere innanzitutto un movimento culturale”. È il messaggio di Paolo Borsellino, magistrato simbolo della lotta alla criminalità organizzata, ucciso il 19 luglio 1992 nella strage di via D’Amelio, che farà da filo conduttore all’incontro in programma mercoledì 6 maggio alle ore 18.30 presso la libreria Ubik di Foggia.
Protagonista dell’evento sarà Fiammetta Borsellino, figlia più giovane del giudice, da anni impegnata nella tutela della memoria del padre e nella diffusione della cultura della legalità. L’iniziativa, promossa da don Bruno D’Emilio, rappresenta un momento di riflessione importante per la città, in un contesto segnato da criticità legate alla criminalità. A dialogare con lei sarà Lilia Ricucci, giudice del lavoro e componente dell’Unione Giuristi Cattolici Italiani.
Una vita segnata dalla strage di via D’Amelio
Nata a Palermo nel 1972, Fiammetta Borsellino aveva appena vent’anni quando il padre fu assassinato. Un evento che ha inciso profondamente sul suo percorso personale. Dopo la laurea in giurisprudenza, ha scelto di non esercitare la professione legale, dedicandosi invece alla ricerca della verità e alla difesa dell’operato del magistrato.
Un impegno costante per la legalità
Nel corso degli anni è diventata una voce autorevole nel dibattito pubblico, partecipando a incontri nelle scuole, conferenze e iniziative civiche. Il suo lavoro non si limita al ricordo, ma punta a stimolare senso critico e responsabilità civile, soprattutto tra i più giovani, e a mantenere alta l’attenzione sulle responsabilità istituzionali legate alla morte del padre.
La richiesta di verità e giustizia
“Non cerco vendetta, ma verità e giustizia”. Con queste parole Fiammetta Borsellino ha più volte ribadito il senso del suo impegno. Negli ultimi anni ha assunto posizioni nette sui depistaggi nelle indagini della strage di via D’Amelio, denunciando errori e manipolazioni e chiedendo chiarezza anche nelle sedi istituzionali, comprese le commissioni parlamentari.
Lo riporta foggiacittaaperta.it.

