A seguito delle incontrovertibili risultanze processuali, la telefonata cui la dr.ssa Sabatino fa riferimento nella sua testimonianza è avvenuta il 29 giugno del 1992, ossia nel giorno dell’onomastico del dottor Borsellino.
“Un’altra cosa vorrei, vorrei ricordare, perché mi impressionò pure, eravamo . . . era un giorno della fine di giugno, … e la mattina, nel corso della mattinata io ero andata nella sua stanza per parlargli non ricordo più di cosa, ma niente di importante, non lo trovai nella stanza e ritornai dopo un po’, non c’era ancora e chiesi, chiesi dove fosse, e un commesso mi rispose che era dal Procuratore, e poi lo trovai nella stanza nella tarda mattinata, era già oltre l’una, saranno state l’una, l’una e un quarto, l’una e venti, e siccome era impegnato perché c’erano delle persone, non so chi, io proprio gli feci soltanto un cenno dalla porta gli ho detto “ci sentiamo dopo” e lui mi ha detto “ti telefono io”, poi quella mattina non ci siamo più sentiti evidentemente è rimasto impegnato per altro, io non ricordo se ero impegnata pure io, se ero andata via, ma non ci avevo fatto molto caso, la sera l’ho sentito per telefono, ero a casa di mia sorella e ho trovato mia sorella che parlava al telefono e mi ha ….mi ha passato il telefonino e ha detto “tieni c’è Paolo che ti vuole parlare ” tanto che non ho capito neppure chi Paolo potesse essere, essendo in casa di mia sorella, gli ho parlato e mi ha impressionato il tono, il tono di voce, perchè era proprio molto molto abbattuto, e ….
(altra voce): Si ricorda approssimativamente il giorno
(Sabatino): Si, era sicuramente fine giugno, era fine giugno
(altra voce): …………….se 29 giugno il lunedì o 28, 27
(Sabatino): No, no in questo momento davvero non mi ricordo.
(altra voce): (Sabatino): Non me lo ricordo, perchè non c’era un motivo particolare, io, io proprio mi ricordo che quella sera rimasi impressionata dal tono di voce che non era usuale, e quindi lui mi ha detto, mi ha chiesto quasi scusa, ha detto “non ti ho potuto telefonare oggi” “ma figurati” gli ho detto “non era niente di importante e poi ci vediamo”, mi disse però che il giorno dopo doveva partire, forse per Roma e….
(altra voce): (Sabatino): Non me lo ricordo, perchè non c’era un motivo particolare, io, io proprio mi ricordo che quella sera rimasi impressionata dal tono di voce che non era usuale, e quindi lui mi ha detto, mi ha chiesto quasi scusa, ha detto “non ti ho potuto telefonare oggi” “ma figurati” gli ho detto “non era niente di importante e poi ci vediamo”, mi disse però che il giorno dopo doveva partire, forse per Roma e….
(altra voce): (Sabatino): No, no, no non Bari, Bari era stato il fine settimana, no ma è stato dopo.
(altra voce): ….non è fine giugno?
(Sabatino): si, fine giugno ma deve essere stato qualche giorno dopo. (altra voce): lui doveva partire per Roma, quindi, sarà stato il 30 giugno.
(altra voce): ….non è fine giugno?
(Sabatino): si, fine giugno ma deve essere stato qualche giorno dopo. (altra voce): lui doveva partire per Roma, quindi, sarà stato il 30 giugno.
(Sabatino): Si, è possibile. il primo
(altra voce): Perché il primo luglio è partito per Roma. luglio
(Sabatino): Si, è possibile, è possibile, saranno stati tra il 29 e il 30 probabilmente, io ricordo quel fine settimana lui è stato a Bari, lo ricordo bene e non è stato quello, è stato dopo e quindi deve essere stato tra il lunedì e si sicuramente,
(altre voci) per, (Sabatino): si deve essere stato un giorno di quelli, e quella volta proprio per fare una battuta gli ho detto “non ti preoccupare, poi ci vediamo te ne parlo” e poi per fare una battuta alla fine gli dissi “piuttosto, Paolo, so che oggi sei stato in buona compagnia, col Capo” e lui anziché rispondermi in tono scherzoso ha continuato sullo stesso tono e mi ha detto una cosa che mi aveva impressionato un po’, perché mi ha detto “a oggi è stata una cosa brutta, e ci sono stati momenti in cui mi sembrava di essere tornato ai vecchi tempi, di quelli peggiori”.
29 giugno 2023 avv. Fabio Trizzino
Secondo quanto appreso dopo trent’anni dai verbali del Csm, quella del 29 giugno 1992 fu una giornata terribile vissuta dal Procuratore Paolo Borsellino dentro all’ufficio della Procura di Palermo.
Per ricordare e perché gli italiani sappiano.
Non è più il tempo delle commerazioni. È il tempo della ricostruzione storica a tutto tondo. Gli italiani devono sapere la via crucis che il dott. BORSELLINO ha vissuto, con pretestuosi ed irrazionali ostracismi che lo hanno delegittimato e di fatto additato come un morto che camminava.
Perché questi verbali non sono mai entrati nei processi sulla strage di via D’Amelio?
A proposito di onomastico

