SALVATORE DE LUCA: l’eliminazione del dottor Borsellino e le concause…

…Passiamo al filone mafia-appalti. Credo che alcuni manifestino particolare scetticismo circa mafia-appalti come concausa. Sinceramente, non capisco

… Come ho già detto, noi abbiamo una serie di filoni di indagine aperti, alcuni anche molto impegnativi, ma ho affermato – mettendoci la faccia – che noi, allo stato, non siamo in grado di escludere categoricamente nessuna concausa.

Detto questo, dobbiamo affermare che la concausa sulla quale abbiamo trovato maggiori elementi e maggiori riscontri è proprio mafia-appalti. Altre concause non ci sentiamo di escluderle,ma  allo stato o sono in corso oppure, almeno per una certa parte, non hanno dato alcun esito.
In particolare, desidero – sempre come premessa – spendere due parole circa la pista nera. Noi abbiamo in corso delle indagini sulla pista nera. Ciò che sinceramente ci appare un po’ strano, un po’ singolare è che si insista su un certo filone legato alla pista nera. Mi riferisco alla pista Delle Chiaie a seguito delle dichiarazioni rese da Romeo Maria e anche dal luogotenente Giustini. Se qualcuno vorrà approfondire l’argomento lo approfondiremo, ma sinceramente mi pare un’autentica perdita di tempo, e già ne abbiamo perso abbastanza su questa pista, continuare a parlare di questa vicenda.
Dalle dichiarazioni del luogotenente Giustini, di Maria Romeo e dalle presunte dichiarazioni – che non ci sono mai state – del collaboratore Alberto Lo Cicero viene fuori una pista che giudiziariamente vale «zero tagliato». Ripeto, «zero tagliato». Non mi dilungo perché mi sembra di farvi perdere tempo sul punto. C’è un’archiviazione tranciante del GIP, un GIP – tra parentesi – che non è certamente appiattito sulle nostre posizioni: diverse volte ci ha dato torto, certe volte abbiamo appellato, certe volte ha avuto ragione lui e certe volte, però, abbiamo avuto ragione noi.
Per quanto riguarda il filone relativo a Delle Chiaie, attenzione, non stiamo dicendo che escludiamo che Delle Chiaie possa aver avuto un ruolo. Non abbiamo elementi allo stato, ma non ci sentiamo neanche di escluderlo, visto che uno stragismo di destra storicamente in Italia c’è stato, ma prove che sia collegato alle stragi del 1992 non ne abbiamo.

 

Andiamo, quindi, a mafia-appalti come concausa sulla quale noi riteniamo, come ufficio di Caltanissetta, di aver trovato numerosi e concreti riscontri.
Innanzitutto, vi sono molte sentenze che indicano come probabile o come particolarmente probabile il filone mafia-appalti come concausa. Non mi dilungo, dato che il tempo stringe: abbiamo il Capaci-bis, il Borsellino-quater, che richiama anche il Borsellino-ter, il processo trattativa Stato-mafia (appello) – che, attenzione, è stato smentito in diritto e non sulle considerazioni in fatto, le analizzeremo meglio in seguito – le sommarie informazioni del collega Ingroia e soprattutto le sommarie informazioni, peraltro di cui ha parlato anche in altre occasioni, dell’ex collega Antonio Di Pietro, che riteniamo di particolare attendibilità.
Vi sarebbero anche le dichiarazioni rese dall’allora capitano De Donno, dall’allora colonnello Mori e anche dall’allora maresciallo Canale sulla riunione alla caserma Carini di Paolo Borsellino. Al riguardo sottolineiamo – poi eventualmente approfondiremo a seguito di domande – che De Donno sin dall’inizio, nel 1992, rende dichiarazioni su un incontro con Paolo Borsellino che verteva anche su mafia-appalti. Effettivamente, la presenza di Mori e contenuti più specifici sono stati aggiunti in un secondo tempo, ma sul punto non abbiamo solo le dichiarazioni di De Donno e del generale Mori, ma anche quelle di Canale.
Per essere prudenti, giacché si potrebbe ritenere in qualche misura che gli stessi siano parti in causa in questa vicenda, non fonderemo le nostre conclusioni, principalmente o in buona parte, su queste affermazioni, per un’estrema prudenza che appare sempre opportuna. Ripeto, potrebbero essere considerate parti interessate alla vicenda.
Come vedremo, le fonti sull’interessamento di Paolo Borsellino in relazione all’indagine mafia-appalti sono plurime. Ho citato quella dell’ex collega Antonio Di Pietro perché addirittura particolarmente toccante, ha una sua plasticità, una sua forza, sulla bara di Giovanni Falcone.
Nella mia relazione indicherò con «mafia-appalti» in senso stretto il procedimento riguardante le indagini del ROS dei Carabinieri(parlare solo di numeri è un po’ freddo e a volte non ci si capisce), il n. 2789 del 1990 notizie di reato, della procura di Palermo ovviamente; parlerò del «procedimento Buscemi-bis» o «procedimento doppione» in relazione a quello assegnato al dottor Natoli, Sciacchitano e pool, userò il numero, 3589/91/NR (Palermo, ovviamente).

Passiamo alle cause o, per meglio dire, alle concause e alle finalità delle stragi. Non so se si può parlare di tre concause o, per meglio dire, di due precondizioni, due conditio sine qua non, e una concausa. A parer nostro, le precondizioni sono: l’isolamento, prima di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino nell’ambito della procura di Palermo; la sovraesposizione prima di Giovanni Falcone e poi di Paolo Borsellino presso la procura di Palermo – e non solo
presso la procura di Palermo. Terzo: riteniamo vi siano gravi indizi – anche riguardo alle precondizioni riteniamo vi siano concreti indizi, noi parliamo sempre così, lo ribadisco – molteplici e concreti indizi per affermare che la gestione del «filone mafia-appalti» presso la procura di Giammanco sia una delle concause della strage di via d’Amelio e che vi siano elementi per ritenere che sia
anche una delle concause della strage di Capaci.

FONTE: audizione del Procuratore della Repubblica Salvatore De Luca presso la Commissione Parlamentare Antimafia