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Svelato il mistero dell’aereo che sorvolò Capaci il giorno della strage. Due udienze per decidere sulle inchieste sui mandanti esterni delle stragi Falcone- Borsellino. Depositati nuovi atti di indagine
CALTANISSETTA – Non era Paolo Bellini a pilotare l’aereo che il 23 maggio 1992, giorno della strage di Capaci, sorvolò la zona dell’attentato. È quanto emerge dalle nuove indagini disposte dal Gip di Caltanissetta Santi Bologna nell’ambito dell’inchiesta sui mandanti esterni delle stragi mafiose del 1992.
La posizione di Bellini è stata esaminata questa mattina nel corso di un’udienza preliminare davanti al Gip. L’ex terrorista neofascista, condannato in via definitiva all’ergastolo come esecutore materiale della strage alla stazione di Bologna, ha chiesto di assistere in videoconferenza ed è rimasto in silenzio per tutta la durata dell’udienza.
Gli accertamenti hanno consentito di individuare un altro pilota, Marco Noto, che il 23 maggio 1992 effettuò quattro voli, due al mattino e due nel pomeriggio. Sentito dai magistrati nisseni, l’uomo ha riferito di non avere notato nulla di particolare durante i sorvoli.
Bellini era finito sotto la lente degli investigatori anche perché in possesso di un brevetto di volo ed esperto pilota. Sarebbe stato inoltre visto in Sicilia proprio nel periodo delle stragi e ha sempre sostenuto di trovarsi nell’Isola per riscuotere alcuni crediti.
Nel periodo degli attentati Bellini era entrato anche in stretto contatto con Antonino Gioè, boss di Altofonte legato ai vertici dei Corleonesi e coinvolto direttamente nella fase esecutiva della strage di Capaci. LIVE SICILIA
