Bregnano e Progetto San Francesco

 

Un comitato spontaneo per aderire al progetto San Francesco

La decisione a seguito dell’ultima seduta consiliare

 A Bregnano l’interpellanza della minoranza consiliare, che chiedeva lumi all’amministrazione comunale sulla mancata adesione al progetto antimafia San Francesco, non ha sortito l’effetto sperato. La vicenda trae origine dalla decisione dell’amministrazione Grassi di non aderire all’iniziativa, motivando la scelta in consiglio comunale con la rassicurazione che il Comune sta già valutando altre iniziative analoghe. La seduta consiliare, comunque, non è stata gradita alla minoranza, la quale, attraverso una lettera aperta alla cittadinanza (che viene integralmente allegata in Pdf a questo articolo), firmata dai due gruppi all’opposizione, hanno esplicitato le proprie perplessità. «Al di là dell’immotivata scelta di non aderire al centro sudi contro le mafie – si legge nella missiva –  è stato l’atteggiamento di disprezzo e di derisione che ci ha colpito. Si parlava di organizzazioni mafiose. Si parlava delle cosche che hanno conquistato il territorio lombardo, comasco e bregnanese. Si parlava di persone che hanno pagato personalmente con la propria vita la lotta ad un male sociale apparentemente inestirpabile».A seguito della decisione dell’amministrazione Grassi, i cittadini si sono autonomamente organizzati in un comitato antimafia aderente al progetto San Francesco, che sarà inaugurato lunedì 17 dicembre, alle ore 21, all’oratorio di San Giorgio a Bregnano.

Simona Torresin – NonSoloComo.Info



LETTERA APERTA DEI CONSIGLIERI DELLE MINORANZE CONSILIARI DEL COMUNE DI BREGNANO

“Se questo è un Consiglio Comunale: Risate; sbeffeggiamenti; assessori e consiglieri di maggioranza che sbuffano auspicando una rapida chiusura della discussione; il Sindaco che si alza per “andare in bagno” e, a seguito delle proteste dei sottoscritti, si degna di presenziare intrattenendosi al telefono noncurante della discussione; l’assessore alla sicurezza che abbandona l’aula consiliare per diversi minuti nel corso del dibattito; l’assessore all’ecologia che, con non celata ilarità, chiede “ma ha denunciato anche la ‘ndrangheta?”.
Tutto questo è successo proprio nell’ultimo Consiglio Comunale, allorché si è discusso della Ndrangheta, flagello che colpisce anche il nostro piccolo paese, e dei mezzi per contrastarla anche a livello politico istituzionale.
Al di là dell’immotivato – e pur grave- rifiuto dell’amministrazione Grassi ad aderire al Progetto San Francesco – Centro Studi Sociali contro le mafie, è stato l’atteggiamento di disprezzo e di derisione che ci ha colpito.
Si parlava di organizzazioni mafiose. Si parlava delle cosche che hanno conquistato il territorio lombardo, comasco e bregnanese. Si parlava di persone che hanno pagato personalmente con la propria vita la lotta ad un male sociale apparentemente inestirpabile.
Si parlava in solitudine, con un ordine del giorno criptato: forse i cittadini non hanno diritto di partecipare e conoscere?
O forse urtiamo la sensibilità di qualcuno, ripetendo –come abbiamo ripetuto- le parole di Peppino Impastato, per cui “La mafia –e aggiungiamo, la ndrangheta- sono delle montagne di merda”?
Noi consiglieri di minoranza del Comune di Bregnano, per quel che è nella nostra funzione, riteniamo che sia dovere delle istituzioni locali manifestare fermamente il proprio deciso dissenso dinanzi ad un morbo che sta attanagliando, silenziosamente, il nostro territorio, come dimostrano quotidianamente i fatti di cronaca.
C’è poco da ridere, e altrettanto meno da scherzare.”


I consiglieri di minoranza dei Gruppi “Insieme per Bregnano” e “Per il Bene Comune”
Giovanni Pittolo
Nazareno Cepparri
Elena Daddi
Angelo Dubini
Domenico Tambasco


Comune di Bregnano 15.10.2012

DALLE CRONACHE DI PROVINCIA: LA MINORANZA DEL COMUNE DI BREGNANO CHIEDE UN CONSIGLIO COMUNALE PER ADERIRE AL PROGETTO SAN FRANCESCO

Non tarda a giungere la polemica in merito alla mancata adesione al Progetto San Francesco da parte dell’amministrazione comunale di Bregnano. Proprio in un paese dove, pochi anni addietro, si consumò un efferato omicidio ad opera della ‘ndrangheta. E’ il portavoce di una delle minoranze consiliari, Domenico Tambasco, a porre la questione, che si è tramutata in una interpellanza che sarà affrontata nella prossima seduta di consiglio comunale. «In una Regione in cui – fonti recenti – addirittura i clan della ndrangheta gestirebbero pacchetti di voti, in un paese come Bregnano in cui è risultata una profonda infiltrazione malavitosa, che in un maneggio di via Carcano avrebbe svolto i suoi summit, operato un clamoroso omicidio e custodito il proprio arsenale, il silenzio del Comune di Bregnano, che agli scriventi risulta essere ad oggi ancora non aderente al Progetto San Francesco – centro studi sociali contro le mafie a differenza di molti comuni limitrofi (cito Cermenate, Rovello, Rovellasca, Vertemate)- è incomprensibile e, francamente, inquietante». «Vogliamo sperare – prosegue il consigliere Tambasco – che si tratti, ancora una volta, della congenita incuria dell’amministrazione Grassi. Chiediamo che, con urgenza, il Comune aderisca senza indugio a questa iniziativa, dando un segnale forte ad un territorio che, come altri della brianza e del comasco, ormai conoscono da tempo il flagello delle organizzazioni mafiose». L’argomento sarà affrontato, così come richiesto dalla minoranza consiliare che ha protocollato la missiva sabato scorso, nella prossima seduta di consiglio comunale». M.D.V.