Non fate il loro gioco! Obiezione di coscienza contro le slot machine. Il Vescovo di Como Monsignor Diego Coletti incontra il PSF

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“Non fate il loro gioco!” Nasce dalla volontà della Cisl dei Laghi Como Varese insieme al  Centro Studi Sociali contro le mafie Progetto San Francesco per opporsi, con la contrattazione sociale della responsabilità civile, alla diffusione delle slot machine nei luoghi pubblici. Oggi con il Vescovo Poletti è proseguito il percorso istituzionale e sociale, con al centro il sindacato, verso una manifestazione pubblica.

“Come sindacato non possiamo esimerci dalla partecipazione ad una nuova stagione di responsabilità sociale, sia essa intesa strettamente contrattuale che più diffusamente come impegno culturale e civile per un nuovo modello economico” così Gerardo Larghi, segretario generale aggiunto della Cisl dei Laghi a seguito della lettera per l’obiezione di coscienza del direttore Alessandro de Lisi del Centro Studi Sociali contro le mafie Progetto San Francesco pubblicata su diversi organi di stampa.

 

“Non è possibile contrastare la diffusione delle slot machine sul piano della legalità poiché esse sono regolamentate, per la maggior parte,  dalla legge, tuttavia siamo impegnati a dire no allo spreco delle magre risorse familiari in tempo di crisi. Dobbiamo dire no alla possibilità di ricatto criminale nei confronti dei gestori che non volessero accettare l’installazione delle macchinette mangia soldi, dire no all’abbassamento morale del territorio, poiché vince sempre il banco e la rincorsa dei soldi facili distrugge il collante sociale e affettivo delle persone, anche sul piano di nuove patologie da dipendenza”, prosegue Larghi della Cisl lariana.

 

Il vescovo ha incontrato il direttore de Lisi del PSF per condividere la lettera a favore dell’obiezione di coscienza, rendendosi disponibile ad un’azione sociale comune. Di seguito pubblichiamo l’attività già svolta e allo stesso tempo invitiamo tutte le associazioni a partecipare ad una comune campagna contro le slot machine e la diffusione del gioco d’azzardo.  

 

 

In merito :
 

Lettera inviata dalla Cisl dei Laghi al Prefetto ed al Vescovo a seguito della nota di cui sopra

 

 

 

Al
Prefetto di Como
Dottor Michele Tortora
 
        Al
        Vescovo di Como
        Monsignor Diego Coletti

In un momento come questo attuale, in cui la crisi ormai si accanisce soprattutto con le famiglie di lavoratori dipendenti, occorre reagire. Si ritiene, spesso, che la legalità sia una condizione limite e non uno strumento sociale di contrattazione e di azione per il progresso. Nel senso che la legalità salta all’attenzione quando ormai il crimine o l’abuso sono compiuti, quasi mai viene avvertita come dotazione indispensabile per la vita quotidiana e per il lavoro. Questo dipende probabilmente da tanti e diversi fattori sociali e culturali, tra questi sicuramente lo scarso senso politico dei cittadini, esausti di essere confusi come ostaggi e non come soggetto principale, titolare responsabile delle scelte della politica.

Tra queste umiliazioni, in questo caso davvero pericolosamente sussurrata nei media per molto tempo, troviamo lo “Stato croupier”. Ecco che la legalità qui non può bastare, poiché la possibilità di giocare alle slot machine è garantita da una legge dello Stato. Tuttavia io sono obiettore, non accetto questa ipocrisia tra responsabilità costituzionale della Nazione nella promozione della cultura e della persona, tanto che la Repubblica come sancito nella Carta Costituzionale è impegnata a rimuovere gli ostacoli per la crescita collettiva.

Non si può accettare di condividere l’urgenza delle tasse derivanti dalla singola giocata dalla complessa natura degli interessi criminali e illeciti che ruotano attorno al mondo delle slot machine. Sono obiettore perché è inaccettabile entrare in un qualunque caffè e trovare dei disgraziati abbandonati appiccicati ai monitor, intenti a giocare la busta paga o peggio il sussidio della cassa integrazione. Io sono obiettore perché ho coscienza di cosa vuol dire essere figlio di povera gente, lavoratori e classe media con tanta fatica.

Sono obiettore perché non posso non vedere e non sapere che ad ogni slot machine può corrispondere un eventuale presidio usuraio della mafia nel nostro territorio. Le mafie infatti comprano i sogni della povera gente, per loro è merce e contemporaneamente usano le relazioni sociali delle vittime. Ogni volta che lo riterranno utile e per sempre.

Sono obiettore di coscienza, non gioco alle macchinette e chiedo al Vescovo e ai parroci di non aspettare la costituzione di una massa, di un’associazione specifica, di un’ennesima sigla nel variopinto mondo della società civile, per impedire che altri rimangano vittime della compulsione del gioco, dell’illusione della ricchezza, della scorciatoia mortale dell’usura.

Sono obiettore di coscienza perché appartengo all’Italia che conta un euro alla volta, che non può permettersi di perdere soprattutto ora in tempo di crisi. Sono obiettore di coscienza e chiediamo in tanti al Prefetto di Como di essere da stimolo finché il Governo restringa almeno le quote pro capite delle slot machine, che si renda obbligatoria almeno la presentazione della certificazione antimafia insieme alla tracciabilità fiscale totale per i fornitori e per le concessionarie delle slot machine.

Sono obiettore e faccio appello alla responsabilità sociale della politica e della comunità affinché si stacchi la corrente alle macchinette mangiavite. Certo molti bar vivono e sopravvivono, pagano il mutuo, assumono grazie agli introiti delle slot machine, ma a coloro che chiudono la porta alle macchinette da gioco si può offrire e riconoscere il premio della fiducia, della qualità, del benessere ed anche una fiscalità vantaggiosa, come un equo canone per i caffè ad alta responsabilità sociale.

Sono obiettore perché da giovane mi avevano detto che anche l’Eternit era legale e costava il giusto, salvo poi uccidere, una generazione alla volta, tutti i lavoratori impiegati nella sua produzione. Ma con l’Eternit si facevano il tetto delle stalle e i recipienti per l’acqua in campagna, mentre le slot machine, con tutta la loro legittimità legale non servono a niente. Questa emergenza sociale e questo silenzio, tutti questi soldi in contanti, rappresentano una falla pericolosissima nella costruzione del welfare della legalità. Sono obiettore di coscienza e lo sono anche se le slot machine sono colorate, luminose, rumorose e legali perché non si può rischiare di fare gli interessi delle cosche, nemmeno per un istante e nemmeno in buona fede. Apparteniamo ad un Paese che giocava solo a Natale coi fagioli per le cartelle della tombola, noi che abbiamo sempre contato un euro alla volta, e non possiamo restare a guardare la nostra comunità e i nostri lavoratori lanciarsi in braccio agli usurai.

Alessandro de Lisi

Direttore del Centro Studi Sociali contro le mafie Progetto San Francesco

 


 

 

 

OBIEZIONE DI COSCIENZA CONTRO LE SLOT MACHINE

 La particolare legislatura nazionale rende impossibile ogni strumento legale per arrestare la diffusione delle slot machine nel territorio.

 Tuttavia la condivisione con altri soggetti istituzionali e culturali dello strumento di resistenza civile nonviolenta e non illegale dell’obiezione di coscienza può sollevare il grado di percezione effettiva del rischio che tali strumenti di gioco comportano.

 Quindi, a mio e nostro avviso, sarebbe bene organizzare una campagna di sensibilizzazione in tal senso e unitariamente con la Cisl dei Laghi e con il Dipartimento Legalità della stessa anche un appuntamento pubblico.

 A tal fine propongo una conferenza “di piazza” con il direttore del quotidiano cattolico Avvenire,  con Luigino Bruni economista, ideatore dell’obiezione del caffè, con i giornali del territorio e con la presenza del Vescovo Coletti e del Prefetto Tortora.

 A cura del Dipartimento Legalità della Cisl dei Laghi in cooperazione con il PSF e allo stesso tempo sarebbe bene rilanciare l’invito agli ordini dei consulenti del lavoro di Como e di Varese di operare insieme.

 

 (…) “con le nostre proposte diciamo no al proliferare delle slot machine, che aumentano i debiti dei lavoratori, degli anziani e delle famiglie, ai negozi compro oro e simili, dove non si riscontra una tracciabilità dei valori e del denaro.  Aderiamo e rilanciamo la campagna “non fare il loro gioco!” della Cisl dei Laghi promossa a Como, sperando che questo coinvolga tutti i territori lombardi.”

Battista Villa – Segretario regionale FILCA CISL lombadia 

 

 

 


SCIOPERO DEL CAFFÈ CONTRO L’AZZARDO: È OBIEZIONE DI COSCIENZA?

 

 

 

Cittá Nuova intervista il Direttore del PSF, Alessandro de Lisi

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 La proposta di un gruppo di economisti di disertare i bar o gli esercizi dove troneggiano le slot machine apre un dibattito su più fronti che coinvolge sia la società civile che gli studiosi.

Intervista a Alessandro De Lisi,direttore del “Progetto san Francesco”, centro studi contro le mafie promosso dalla Cisl

Di fronte ad uno Stato che decide di non fermare ma di incentivare la diffusione del gioco d’azzardo, possono incidere politicamente le scelte dei cittadini che decidono di premiare, con il loro acquisto, i bar e gli altri esercizi pubblici virtuosi? La proposta degli economisti civili, rilanciata da Luigino Bruni su alcuni organi di stampa, ha avviato un dibattito pubblico dove è frequente ascoltare tesi opposte: c’è chi associa l’apertura di un casinò in un territorio ad un’occasione di sviluppo economico e quindi alla creazione di posti di lavoro, c’è chi vi vede invece una rovina. Per un confronto su queste tesi abbiamo sentito Alessandro De Lisi, direttore del “Progetto san Francesco”, centro studi sociali che al contempo si propone di essere un «movimento culturale, federale e popolare, che si pone a sostegno del sindacato, della responsabilità sociale, della contrattazione e del contrasto alle mafie nel mondo del lavoro». Il progetto è dedicato a Nino Caponnetto, storica guida del pool antimafia di Palermo, e vede la partecipazione delle federazioni sindacali della Cisl assieme a esponenti delle istituzioni locali e nazionali, nonché del mondo imprenditoriale e dell’informazione.

Che potere effettivo può avere un’azione di cittadinanza responsabile come quella proposta dagli esponenti dell’economia civile?

«Ogni azione non violenta e diretta al cuore delle speranze e dei bisogni della povera gente ha tante possibilità di riuscita pari a quanti saranno disponibili a non essere tiepidi, a schierarsi e a non cercare il nascondino migliore per giudicare e lamentarsi del prossimo. “A che servono le mani pulite se si tengono in tasca?”, diceva Don Milani. Oggi potremmo dire: a che servono le buone idee e il soddisfacente sentimento di appartenere alla parte buona della società se non si lotta per regalare al prossimo, che ancora non conosci, le tue stesse opportunità?».

Quale forma di premialità concreta potrebbe aiutare gli esercenti responsabili ?

«Le mafie oggi si alterano, cambiano sembianze ma rimangono sempre le stese arcaiche e storiche organizzazioni basate sulla violenza, lo sfruttamento e il ricatto come fattori ideologici. Esse operano sempre per il raggiungimento del massimo potere sociale ed economico, fondamentali per governare il consenso sociale e politico, per aumentare il controllo del territorio in cui intendono operare e prosperare. Il mondo del lavoro è la linea del nuovo fronte da dove passa la lotta tra mafie e Stato, quindi il gioco alle slot machine, come i compro oro o i money transfer possono essere gli sportelli dove scambiare speranze disperate e bisogni con promesse e favori, aumentando il clientelismo e i ricatti. Le forme per premiare chi chiude la porta ai ricatti e alle promesse dei clan sono molte, ma potremmo partire dalla defiscalizzazione a sostegno della responsabilità sociale: “più sei responsabile e sostenibile culturalmente e socialmente meno tasse comunali paghi”. Un welfare del buon senso».

Ma realisticamente come si può davvero affrontare le strategie delle grandi società che incentivano la diffusione del gioco d’azzardo?

«Si può agire su più fronti. Obiezione di coscienza contro le slot machine, formazione popolare per il credito responsabile per le famiglie e per i lavoratori in difficoltà, coesione sociale fortissima a sostegno di chi vuole dire no e denunciare le pressioni purtroppo inevitabili degli usurai. Noi sosteniamo la promozione delle Istituzioni e le leggi che governano la Repubblica, quindi fino a prova contraria dobbiamo rispettare il volere del legislatore».

E, quindi, quale provvedimento immediato dovrebbe adottare il Parlamento?

«Il Parlamento deve cambiare, con urgenza, l’immorale legge che consente la diffusione capillare di strumenti di gioco, facendo rientrare all’interno dei casinò la ricerca della fortuna e slot machine. Noi, qua fuori, così potremo tornare a prendere un caffè sano e profumato d legalità. Noi dobbiamo far capire che la fortuna è un’idea limitata di immaginare la propria condizione, dobbiamo appunto operare per allargare l’orizzonte sociale alla solidarietà interventista. Con l’aiuto della Provvidenza».

13.6.2013