STRAGE di CAPACI – i processi

 

14.6.2022 – Capaci  bis: Cassazione conferma i 4 ergastoli


speciale GIOVANNI FALCONE



AUDIO UDIENZE PROCESSI

STRAGE DI CAPACI (23 MAGGIO 1992) PROCESSO DI PRIMO GRADO

STRAGE DI CAPACI (23 MAGGIO 1992) PROCESSO DI SECONDO GRADO


AUDIO UDIENZE

26 luglio 2016 – STRAGE DI CAPACI – “CAPACI BIS” altri quattro ergastoli. Assolto Vittorio Tutino, ma resta in cella


24 settembre 1997 Strage di Capaci 24 ergastoli

CALTANISSETTA – La mafia di Corleone ha pagato con 24 ergastoli la strage di Capaci. Processati e condannati i suoi capi e i suoi sicari, la Cosa Nostra di Totò Riina esce a pezzi cinque anni dopo l’uccisione del giudice Falcone. Nel bunker di Caltanissetta ha resistito l’impianto accusatorio, ci sono stati sostanziosi sconti di pena per i boss che hanno collaborato fino in fondo, i giudici non hanno creduto e non hanno trattato da pentiti Giovanni Brusca e (soprattutto) Totò Cancemi. E’ finita così ¬, dopo 107 udienze, il dibattimento di primo grado per la morte di Giovanni Falcone, di sua moglie Francesca Morvillo, dei tre poliziotti della scorta Antonino Montinaro, Rocco Di Cillo e Vito Schifani. E’ finita così per Cosa Nostra corleonese. Adesso – annunciano i procuratori – le indagini dovrebbero puntare sui cosiddetti mandanti “a volto coperto”, su quegli esponenti del mondo imprenditoriale e degli apparati deviati dello Stato che non sarebbero estranei alla strage del 23 maggio 1992.
Alle 9 del mattino dentro l’aula bunker di Caltanissetta
c’era solo un mafioso. C’era solo il mistico Pietro Aglieri. Pallido, sottile come un giunco, chiuso nella gabbia solitamente riservata a Totò Riina, Aglieri si guardava intorno un po’ stupito. Gli abbiamo chiesto come stava, ci ha risposto: “Bene…bene, vedo che stamattina qua dentro sono venuto solo io…”. Tutte le altre celle erano vuote, tutti i boss avevano rinunciato già da giorni all’ ultima udienza del loro processo più importante. La Corte di Assise é entrata un’ora dopo. Per dieci minuti, in nome del popolo italiano, il presidente Carmelo Zuccaro ha letto la sentenza: 24 ergastoli contro i 32 chiesti dai pubblici ministeri. Condanne a vita per Totó Riina e per tutti i capi della ‘commissione regionale’ come Piddu Madonia e Nitto Santapaola e per quelli della ‘commissione di Palermo’ come Bernardo Brusca, Pippo Calò e Raffaele Ganci. E poi assoluzioni per la strage per 9 boss, tra i quali alcuni capi mandamento.
Leggeremo, tra qualche mese, le motivazioni della sentenza per capire come la Corte di Assise si é orientata verso l’assoluzione di capi come Giuseppe Farinella, Francesco Madonia e Mariano Agate, per capire come non sono scattati certi “automatismi” propri del “teorema Buscetta” sulle responsabilitá  di tutti i componenti della Cupola. La vera sorpresa del verdetto di Caltanissetta é arrivata per subito dopo con le miti condanne ai pentiti Giovanbattista Ferrante (17 anni), Gioacchino La Barbera (15 anni e due mesi), Santino Di Matteo e Calogero Ganci (15 anni) e con le pesanti condanne a Totò Cancemi e a Giovanni Brusca, che ha premuto il telecomando sulla collina di Capaci. Ai due, hanno concesso semplicemente le “attenuanti generiche”: per il “dichiarante” Giovanni Brusca 26 anni di reclusione, per il collaboratore Totò Cancemi (in verità  , uno che non ha mai convinto granché fin dal primo momento) 21 anni di reclusione.
Le parti civili sono state risarcite con 115 miliardi. Dopo la sentenza, le reazioni del bunker. Soddisfatti i pubblici ministeri. “E’ andata molto bene”, ha commentato il procuratore aggiunto Paolo Giordano. Sulla stessa lunghezza d’onda il capo della Procura Tinebra e il sostituto Tescaroli. Soddisfatto anche l’ avvocato Luigi Li Gotti, il legale di Brusca: “Le assoluzioni di alcuni componenti della Cupola rafforzano la sua credibilità  “. Più proiettati verso il dopo gli avvocati di parte civile. Francesco Crescimanno: “Speriamo che presto vi sia in un’aula di giustizia il vero livello degli ideatori politici della strage”. Alfredo Galasso: “Questo processo è un punto importante, ma rimane uno scenario ampiamente evocato ancora tutto da esplorare”. Armando Sorrentino: “E’ una sentenza di attesa”.
Tutti i legali di parte civile già  pensano all’inchiesta-bis, all’inchiesta sui “veri” mandanti della strage di Capaci. Il primo processo per l’uccisione di Giovanni Falcone si é chiuso e anche il mistico Aglieri se n’é¨ tornato nei sotterranei del tetro carcere Malaspina di Caltanissetta. L’ultima parola é toccata a Rosalba Di Gregorio, il difensore del boss in preda – secondo alcuni – a una crisi religiosa. Ha sentenziato l’avvocato: “Un verdetto scritto dai pentiti non si commenta”. LA REPUBBLICA ATTILIO BOLZONI


BOMBA ALL’ADDAURA

Sentenze

  • Sentenza di primo grado: PDF 
  • Sentenza di secondo grado: PDF 
  • Sentenza di Cassazione: PDF

La seconda inchiesta

  • Incidente probatorio disposto dalla procura: PDF
  • Le dichiarazioni del pentito Angelo Fontana: PDF
  • Le dichiarazioni del pentito Vito Lo Forte: PDF
  • La perizia sul DNA: PDF

ALTRO

  • La richiesta della Procura di Caltanissetta nei confronti di mandanti ed esecutori: PDF 
  • L’ordinanza di custodia del gip di Caltanissetta Gilda Lo Forti: PDF
  • Il verbale di interrogatorio di Gaspare Spatuzza: PDF

CSM  – Fasc. 51/RI/2016 – Seduta straordinaria dell’assemblea plenaria per il giorno 22 maggio 2017 alle ore 11.00, presieduta dal Presidente della Repubblica, avente ad oggetto la pubblicazione degli atti su Giovanni Falcone, a 25 anni dalla strage di Capaci.

(delibera 22 maggio 2017). «Il Consiglio,

  • – visto il decreto del Vice presidente del Consiglio superiore della magistratura del 13 ottobre 2016, adottato in attuazione dell’art. 3 della legge n. 195 del 1958, in base alla delega del Presidente della Repubblica del 30 settembre 2014, che in sede di rideterminazione delle competenze delle Commissioni consiliari ha attribuito alla Sesta Commissione la competenza in relazione ai problemi posti all’amministrazione della giustizia in materia di contrasto alla criminalità organizzata e terroristica e di corruzione, affidandogli l’adozione di pareri e proposte di cui all’art. 10, comma 2, della legge n. 195 del 1958, nonché di iniziative volte a promuovere l’efficienza e la funzionalità degli uffici giudiziari preposti;
  • – considerato che tale decisione ha inteso riprendere ed arricchire un tradizionale impegno consiliare nel settore della criminalità; va infatti ricordato che già nel settembre 1982, all’indomani dell’uccisione del Prefetto Carlo Alberto Dalla Chiesa, il Consiglio istituì al suo interno un comitato di studio sulla criminalità organizzata, “allo scopo di offrire un sostegno ai magistrati impegnati nella lotta contro la mafia, e, al contempo, di favorire un ampliamento dell’impegno generale nella lotta contro la criminalità organizzata; successivamente, dopo l’uccisione del magistrato Rosario Livatino, il 4 ottobre 1990, si deliberò di costituire un “gruppo di lavoro per gli interventi del CSM relativi alle zone più colpite dalla criminalità organizzata”; il 28 giugno 1995, poi, si decise di istituire una Commissione – la decima – con “funzioni di stimolo e di proposta per adeguare l’intervento del CSM alle esigenze della lotta contro la criminalità organizzata”, commissione che ha operato fino alla consiliatura 98-2002; e che in questo ambito la sesta commissione, sulla base della indicazioni contenute nella risoluzione di programma approvata dal Consiglio il 7 dicembre 2016, sta svolgendo numerose attività attraverso audizioni e incontri di approfondimento in materia di criminalità organizzata ed in particolare di aggressione patrimoniale alle mafie, sulla scia dell’insegnamento di Giovanni Falcone che invitata “a seguire i soldi per trovare la mafia”;
  • – rilevato che, in vista della ricorrenza del venticinquennale dell’attentato di Capaci, nel quale persero la vita il giudice Giovanni Falcone, il giudice Francesca Morvillo ed il personale della scorta, si è inteso organizzare un Plenum straordinario commemorativo e che, con l’occasione, è stato conferito l’incarico all’Ufficio Studi e Documentazione di predisporre una pubblicazione, reperendo la documentazione riguardante i rapporti tra Falcone ed il C.S.M., ed all’ufficio comunicazione istituzionale di provvedere alla pubblicazione degli atti relativi alla attività professionale di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo in possesso del Consiglio sul portale internet;
  • – considerato che tale attività di reperimento ha avuto ad oggetto il fascicolo personale di Giovanni Falcone e di Francesca Morvillo, tutta una serie di atti collaterali che lo riguardavano, che, all’indomani della strage di Capaci ed esaurite le pratiche amministrative post mortem erano stati chiusi, senza alcuna formale catalogazione organica, nel caveau di sicurezza del Palazzo dei Marescialli (archivio rimasto inalterato nel suo contenuto per venticinque anni);
  • – considerato che si sono esplorate le imponenti fonti documentali del Comitato antimafia del C.S.M., l’immenso archivio degli ordini del giorno plenari, gli innumerevoli fascicoli interni delle singole Commissioni referenti, soprattutto della Prima e della Nona e che questa impegnativa attività di recupero documentale ha portato al ritrovamento di centinaia di documenti, la vastità dei quali è diretta conseguenza di una disciplina che sottopone il magistrato, dalla sua nomina sino alla sua uscita dall’ordine giudiziario, ad un’osservazione continua, con diversi contenuti e finalità;
  • – visto il decreto di convocazione della seduta straordinaria di Plenum per il giorno 22 maggio 2017, alle ore 11.00, avente ad oggetto: “Pubblicazione degli atti su Giovanni Falcone, a 25 anni dalla strage di Capaci”;
  • – considerato che la volontà istituzionale, ispiratrice del progetto (aprire gli archivi consiliari e disvelare gli atti interni) supporta il preciso valore culturale dell’iniziativa tesa a rendere disponibili al pubblico copie di atti, che, altrimenti, non sarebbero leggibili fuori dai luoghi di custodia.
  • Rilevato che, con riferimento alla struttura sistematica del volume, la raccolta si compone di 37 documenti, numerati progressivamente, ed ordinati cronologicamente all’interno del paragrafo di appartenenza: i testi vengono forniti nella loro versione integrale, fatti salvi i passaggi (“omissis”) riguardanti pratiche non attinenti al tema qui trattato, ovvero non riportati per la tutela della riservatezza di soggetti terzi. Sono state articolate cinque sezioni, polarizzate intorno alle aree tematiche di maggior rilievo per la conoscenza della storia consiliare di Falcone. Ciascuna Sezione è, a propria volta, articolata in paragrafi, dedicati ai principali sottotemi che vengono in rilievo, secondo un criterio logico;
  • – considerato, infine, che tale raccolta, appare il segno di un’eredità, lasciata alla magistratura e alla collettività tutta dalla personalità di Giovanni Falcone, utile a testimoniarne l’esperienza;
  • – rilevato che in occasione dell’assemblea plenaria verrà svolta una cerimonia di commemorazione dell’evento, alla quale parteciperanno Magistrati, Rappresentanti delle istituzioni e Parenti delle vittime delle stragi; tutto ciò premesso, il Consiglio delibera. la pubblicazione degli atti nella forma e con le modalità individuate dal Comitato di Presidenza.»