“Io, sbirro a Palermo”, una lunga cronaca siciliana

 


La mafia, i pentiti, la caccia ai latitanti. E la nascita di un gruppo speciale, il Nucleo centrale anticrimine. Roma e la Sicilia, la Sicilia e Roma, e poi ancora la Sicilia. Fino alla cattura dell’ultimo capo dei Corleonesi, Bernardo Provenzano.

Da oggi e per una quindicina di giorni il nostro Blog Mafie ospita ampi stralci del libro di Maurizio Ortolan, un poliziotto che ha fatto storia in Italia, “Io, Sbirro a Palermo”. È una lunga cronaca, un insieme di ricordi sugli anni tormentati della lunga guerra contro Cosa nostra. Piccoli gesti e grande storie.

Come quel pezzo di vita passato insieme al collaboratore di giustizia Francesco Marino Mannoia, il primo dei Corleonesi a vuotare il sacco con il giudice Giovanni Falcone. Mestiere e passione, disciplina e regole. Ma quando viene il momento giusto, anche genialità investigativa.

Quello di Maurizio Ortolan è un libro denso e vero. «Essere poliziotto è come avere un rapporto con una donna affascinante e capace di offrirti seduzioni sempre nuove», scrive in una delle sue pagine ricordando le emozioni provate durante una missione all’estero. C’è etica, c’è un’interpretazione degli avvenimenti che a volte sovrasta la superficialità di certe cronache, c’è l’esperienza della strada.

E c’è tanta Sicilia. Dove i confini tra il bianco e il nero non sono mai netti come vorrebbero i sacerdoti dell’antimafia, dove il sapere il più delle volte fa la differenza. L’’hutore ci consegna anche un ritratto inedito di Giovanni Falcone durante le lunghe ore di interrogatorio del pentito Francesco Marino Mannoia. Un bel regalo da Maurizio Ortolan.

“Io, sbirro a Palermo” è stato pubblicato per Melampo nel 2018 con la prefazione di Alessandra Dino e sarà ristampato per la Zolfo Editore alla fine di gennaio 2023.

 

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