Arresto di Messina Denaro, la svolta in 2 date: cosa accadde il 18 maggio e il 6 dicembre

 

 


La malattia e i pizzini determinanti per la cattura del boss. Ecco come i carabinieri lo hanno scovato: oltre un mese di indagini negli archivi del ministero della Sanità

Due date: 18 maggio e 6 dicembre. Sono i giorni decisivi per la cattura di Matteo Messina Denaro. Sì perché, se le circostanze che si verificarono in quelle due giornate non fossero accadute, probabilmente il boss sarebbe ancora a piede libero.

Invece, l’inizio della fine della sua latitanza risale al maggio del 2022, quando la sua malattia si aggravò. La data che poi risulterà determinante nella cattura del boss è il 18 di quel mese. La sorella Rosalia, arrestata venerdì scorso, annotò proprio quel giorno in una sorta di tabella clinica del boss: “Adenocarcinoma Mucinoso. Devastante dopo il 18 maggio. Senza forza”. È quello l’appunto trovato poi dai carabinieri del Ros nell’incavo di una sedia, probabilmente destinato a un medico specialista a cui pensava di rivolgersi.

 

Il 18 maggio 2022 fu una giornata significativa per la cattura di Matteo Messina Denaro. Cosa accadde? Le condizioni del boss, già operato per il cancro, si aggravarono improvvisamente. E cambiò anche il comportamento della sorella che scrisse e poi nascose il pizzino trovato dai carabinieri del Ros nella casa di campagna. La donna in quel periodo era tenuta d’occhio dai militari che in lei notarono un atteggiamento anomalo. Probabilmente, come sospettano i pm, aspettava notizie dal fratello. E proprio quel giorno si intrattenne a lungo nella casa di campagna di contrada Strasatti. “Per tutta la sua permanenza all’interno della proprietà, ove si tratteneva sino alle successive ore 13:16 (quindi circa 2 ore e mezza rispetto ai soliti 5/10 minuti), la donna appariva visibilmente turbata e si spostava ripetutamente in maniera nervosa tra l’interno dell’abitazione ed il piazzale antistante; in alcune circostanze ella si sedeva sugli scalini esterni e in altre si poneva con le spalle al muro, visibilmente pensierosa”, hanno scritto gli investigatori nell’informativa riportata nella misura cautelare disposta a carico della donna.

E ancora: “È stato al tempo ipotizzato che l’indagata, essendosi chiusa alle spalle il cancello d’ingresso alla proprietà e facendo quindi intendere che non ci fosse nessuno all’interno, potesse essere in attesa di una qualche comunicazione riservata che riguardava proprio Matteo Messina Denaro, ipotesi questa che, messa anche in relazione al particolare ed evidente stato di apprensione mostrato dalla donna in quel periodo, può dirsi riscontrata alla luce di quanto accertato nell’ultima fase delle investigazioni”.

Stessa scena il giorno dopo. Questa volta Rosalia Messina Denaro, partendo dalla casa di Castelvetrano, raggiunse la casa di campagna alle 9:50. Secondo gli inquirenti era in ansiosa attesa.

Il 6 dicembre altra data cruciale per l’arresto di Matteo Messina Denaro

La svolta nelle indagini che portarono all’arresto di Matteo Messina Denaro risale al 6 dicembre 2022. Quel giorno, infatti, i carabinieri scovarono il pizzino in cui la sorella Rosalia aveva annotato le sue condizioni di salute. In quel momento gli investigatori intuirono che il boss era malato, che aveva un tumore, che aveva dovuto fare ricorso a cure. Ed ecco che iniziò la caccia attraverso i dati conservati nei computer del ministero della Sanità. La banca dati nazionale, infatti, raccoglie tutte le informazioni su ricoveri e operazioni. Una ricerca complessa, ma non al buio. Gli investigatori sapevano di un primo ricovero il 9 novembre 2020 e di un intervento quattro giorni dopo. Il pizzino faceva riferimento anche a un’operazione fatta il 4 maggio 2021.

Una lunga cernita portò ad un solo sospettato, Andrea Bonafede, geometra di Campobello di Mazara. Ma nel giorno in cui quell’uomo, nipote del capomafia che in passato aveva favorito Messina Denaro, risultava in sala operatoria a Palermo, era in realtà in giro per Campobello. A quel punto agli investigatori fu tutto più chiaro.