Muore il killer di Lea Garofalo, il sindaco fa i manifesti a lutto per la famiglia Curcio


Il sindaco di Petilla Policastro (Crotone) ha fatto stampare i manifesti funebri per la famiglia di Rosario Curcio, che si è suicidato in carcere dove scontava la pena dell’ergastolo per l’omicidio di Lea Garofalo.

Rosario Curcio, uno degli autori dell’omicidio di Lea Garofalo, si è suicidato in carcere lo scorso 30 giugno. Il sindaco di Petilla Policastro, il paese di origine delle sua famiglia in provincia di Crotone, ha deciso di far stampare i manifesti funebri per “partecipare al dolore che ha colpito la famiglia per la perdita del caro congiunto”. Subito è scoppiata la polemica, visto che si tratta di un condannato in via definita all’ergastolo per uno dei più famosi femminicidio, maturato per di più nell’ambito mafioso.

I manifesti a lutto per Rosario Curcio

Rosario Curcio stava scontando la pena dell’ergastolo nel carcere di Opera, in provinicia di Milano. Lo scorso 30 giugno, però, è stato trovato impiccato nella sua cella. E il 12 giugno, espletate tutte le formalità necessarie dopo un suicidio in carcere, si sono svolti i funerali nel suo paese di origine: a Camellino, frazione di Petilla Policastro, in provincia di Crotone.
Per l’occasione il Comune di Petilla ha fatto stampare e affiggere i manifesti funebri: “Il sindaco Simone Saporito e l’Amministrazione comunale partecipano al dolore che ha colpito la famiglia Curcio per la perdita del caro congiunto”, si legge. E subito è scoppiata la polemica.
Curcio nel 2014 era stato condannato in via definitiva all’ergastolo per l’omicidio di Lea Garofalo, in quanto era stato riconosciuto come la persona che ha materialmente sciolto nell’acido il corpo della donna. Inoltre quel femminicidio è maturato nell’ambito mafioso, in quanto Lea Garofalo aveva deciso di separarsi del boss Carlo Cosco e denunciarlo.

La risposta del sindaco

La sezione provinciale del Partito democratico ha immediatamente chiesto le dimissioni di Simone Saporito, che è esponente di una lista civica vicina alla destra. “Esprimere vicinanza e dolore per la scomparsa di un soggetto già condannato per efferati crimini che hanno recato sdegno nell’intera comunità nazionale è inaccettabile. La provincia di Crotone non merita amministratori che gettano discredito sull’intera Regione”, ha detto il segretario di federazione dem Leo Barberi.

Ma il sindaco minimizza l’accaduto: “Lo facciamo per tutti i nostri concittadini”. “Da quando è scoppiata la pandemia – spiega Saporito – come Amministrazione comunale abbiamo fatto un accordo con le agenzie di pompe funebri per fare i manifesti di vicinanza per tutti i funerali che si celebrano in città. L’opportunità di fare il manifesto è in effetti opinabile, ma noi abbiamo fatto il manifesto a tutti. Perché a lui no? Davanti alla morte si è tutti uguali. Sarebbe stata una discriminazione al contrario non farlo”.

 

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