Il Procuratore GIAMMANCO e il “pentito” MUTOLO che voleva parlare solo con BORSELLINO

 

 

Domanda dott. Santoro: Sempre il Procuratore Generale ha detto che Paolo Borsellino si rivolse a lui in relazione al pentito, collaboratore Mutolo, chiedendo di essere lui a poter . . . . sembra che lei non avesse questa intenzione, quindi il collega Borsellino si rivolse al Procuratore Generale Siclari per poter accedere alla richiesta di questo pentito Mutolo di essere ascoltato.
Come mai il collega Borsellino non si rivolse diretta
mente a lei?
Risponde: Me lo vuole ripetere di nuovo. Temo di non aver capito. E’ così falso questo che lei ha detto. Cioè  il Procuratore Generale deve aver sbagliato. Cioè che i l . . . . .

Domanda dott……: Mutolo aveva chiesto di essere sentito da Borsellino. Il collega Borsellino si rivolse a Siclari
per rappresentare questa circostanza paventando che . . . .
Perchè invece di rivolgersi a Siclari non è venuto direttamente da lei?
Risponde: Faccio un passo indietro.
La collaborazione di Mutolo non si evidenzia adesso. Io vengo interessato per la prima volta alla collaborazione d i Mutolo da Giovanni Falcone il 18 gennaio 1992, ho a casa delle annotazioni, non sapevo che ne avremmo parlato se non le avrei portate, perchè capivo che era materia così calda che mi sono scritto.
Mi dice: “guarda che questo tizio è rilevante perche è stato l’autista di Riina per sette anni, forse ha la possibilità di parlare, c’è De Gennaro che mi ha detto, pensa a questa cosa.”
Allora ho telefonato immediatamente al dott. De Gennaro che a quel tempo non era più i l dirigente del servizio operativo centrale, era già stato vice della D.I.A. Siccome era un rapporto fiduciario, questo con il pentito, ho chiamato De Gennaro pregandolo di venire immediatamente da me. E’ venuto l’indomani.
Mi sono preoccupato immediatamente, questo Mutolo era a disposizione del Procuratore della Repubblica di Civitavecchia, dot. Loiacono, e ho incaricato di fare il possibile per favorire, abbiano fatto in modo di fargli dare la libertà provvisoria alla moglie, abbiamo avuto vari incontri.
Venti, quindici giorni fa, comunque dopo la morte di Falcone, ho ricevuto una telefonata  dal collega Vigna di Firenze.
Mi avverte che c’era questo fatto nuovo, che questo collaborava e mi avverte che mi avrebbe mandato un fax e mi manda un fax nel quale c’era scritto: “si comunica che vi è a disposizione…… si trova in un ospedale, vorrebbe parlare con Borsellino.”
Siccome sapevo che era questo Mutolo, era radicato nel la mafia palermitana, nel procedere all’assegnazione dovevo seguire  quello che era un ordine di servizio che noi ci eravamo dati  ancora prima che arrivasse Borsellino, ma che avevo, però preso d’accordo con lui quando già si cominciava a parlare che poteva venire lui o meno, tutta l’attività della Direzione distrettuale, quando si arrivò alla Direzione Distrettuale nel novembre, del 1991, io ho delegato il coordinamento a due aggiunti delle indagini: ad uno per quanto riguardava tutta la provincia di Palermo, che era il più anziano ed era Aliquò, poi d’accordo con Paolo, ho delegato il terzo procuratore speravo che fosse lui s i occuperà del coordinamento di Trapani ed Agrigento.
Lui era contento, felice di questo, perchè aveva portato avanti moltissimo l’attività antimafia nel trapanese.
Vedrete, da qui ci sono centinaia di provvedimenti di ordinanza di custodia cautelare, per cui aveva intenzione di portarsi, come in effetti si è portati (addirittura pure il sostituto ci siamo presi) abbiano  applicato tutta una serie di sostituti che avevano indagini aMarsala, ce li siamo applicati a Palermo, lì c’era i l problema del procedimento se una volta radicato anche i nuovi coimputati devono restare a Marsala, oppure per i nuovi la competenza era di Palermo, noi arrivammo, sulla base del provvedimento del G.I.P. di Marsala che aveva dato un provvedimento cautelare urgente, mandandolo al nostro G.I.P. per la convalida, avevamo ritenuto che dovevamo, tutte el volte che c’erano fatti nuovi, pentiti nuovi o indagati nuovi, aprire un nuovo procedimento.
Abbiano, per due sostituti, Ingroia e Camassa, tramite il Procuratore Generale, fatto fare le applicazioni, in modo che seguissero la prima trance di processo a Marsala e loro stessi seguissero la trance del processo a Palermo.
Più di questo, credo, per far andare avanti la Giustizia, nonostante l’imperfezione della legge, non potessino fare.
Quindi, Borsellino, era coordinatore delle indagini antimafia di Palermo e di Trapani ed Agrigento.
Allora in quel fax mandatoni da Vigna che annunciava la disponibilità di un pentito a parlare, che io sapevo essere Mutolo, ho messo l’assegnazione: “visto al collega Aliquò, che si avvarrà dei colleghi Loforte e Natoli” e non potevo metterne altri, perchè tutti gli altri sono impegnati in gravissime e pressanti indagini sull’agrigentino che sono a concludersi, ed altri impegnati nel trapanese che poi difatti è uscito con questa ordinanza, allegato al mio provvedimento, ho allegato un foglio su carta intestata mia al Procuratore Aliquò: “provvedere all’interrogatorio d’intesa col collega Borsellino” perchè Borsellino doveva gestire lui il pentito.
Il collega Natoli che sentirete vi potrà dire che mentre loro erano lì, come difatti poi se ne avvenne perchè il pentito à stato sempre sentito da Borsellino, fin dal primo giorno Borsellino non ebbe bisogno di chiedere niente al Procuratore generale perchè Borsellino venne e seppe da me (viene chiesto da altra voce: “e come mai, come mi spiega questo fatto) (risponde Giammanco:) certo io guardi non posso farla parlare con Borsellino perchè è morto, perchè Borsellino forse può essersi dispiaciuto dell’assegnazione però nella sostanza se l e i controlla le date, le date sono la stessa data io ho disposto che ad an- dare a sentire il pentito la prima volta nemmeno i due giudici che dovevano collaborare, i magistrati che dovevano collaborare con Aliquò, la prima volta sono andati Aliquo e Borsellino, e lo hanno interrogato, mi segue? Poi à andato altra volta Borsellino con mai più Aliquò, mai più Aliquo pur essendo delegato, Borsellino con Natoli e Loforte più volte, poi Borsellino andô in Germania, questo perchè al di là del provvedimento formale della divisione burocratica formale della competenza nel coordinamento a me importava che il pentito parlasse, e le posso però dire quello che ho appreso poi dopo, che nella sostanza questo Mutolo manco con Borsellino voleva parlare cioè non è stato Mutolo a dire, mi hanno raccontato poi dopo la tragedia perchè noi, le tragedie avvengono, ma noi dobbiamo continuare ad andare avanti e io ho pre- teso che ancora a funerali da fare i colleghi continuassero a sentirlo, il pentito.
Hanno appreso, e chiedeteglielo, ricordatevi di chiederlo e vi confermeranno i colleghi che sono andati, che manco aveva chiesto di parlare con Mutolo (rettifica subito) con Borsellino. 

Questo Mutolo per motivi suoi, di sfiducia assoluta nella magistratura siciliana e palermitana, nel suo, in partico- lare non voleva parlare con nessun magistrato, e aveva questo rapporto con Vigna e allora Vigna gli disse: “Ma..e… allora… ma sa parla con Borsellino” e i colleghi delegati che sono andati a sentirlo e che mi hanno riferito questo perchè io relata refero l’ho sentito da loro, Vi prego di chiederglielo, mi hanno detto di averlo appreso da fonte autorevole, certa, che è quello che lo ha convinto a parlare. .
(altra voce chiede:) “Ecco, venendo alla cosa principale che mi interessava sapere, è se è vero o non è vero che il collega Falcone aveva delle perplessità a firmare la famosa ordinanza della sentenza”•
(Risponde Giammanco:) Guardi questo lei deve chiederlo al collega Scarpinato, che ha definito assolutamente un falso . . . questo, Scarpinato è quello che ha scritto il documento.
(altra voce dice:) “uno di quelli che ….”
(Giammanco risponde:) .si si . . . no uno di quelli, quello che lo ha scritto. E’ un falso e quando è uscito sul giornale, su Repubblica, lui m’ha detto “ma è un falso, ma io l’ho smentito” ma è ovviamente ciò che fa scandalo si pubblica, le rettifiche non si pubblicano, e Signor Presidente mi consenta tre minuti io sarò breve ma è logico il ragionamento che io vi faccio, Voi vedrete che questi anonimi, guardateli li avete sott’occhio, questi anonimi vi e. questi appunti informatici riguardano appena due mesi, cominciano il 1o di dicembre del ’90, e finiscono il 6 febbraio ’91.

 

Dalla audizione del dottor Pietro Giammanco Procuratore della  Repubblica di Palermo

 

 

Gli scontri tra Paolo Borsellino e il procuratore capo Pietro Giammanco

 

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