Educazione alla legalità, studenti a lezione da Falcone e Borsellino: concluso il progetto
PORTO TORRES – Si conclude il 12 maggio, con un incontro partecipato e ricco di spunti, il progetto di educazione alla legalità “Falcone, Borsellino e la storia della lotta alla mafia: seme di legalità per i ragazzi di oggi”, ideato e promosso dalla Cooperativa Sealand Asinara in collaborazione con l’Associazione delle Guide dell’Asinara A.GU.A.
Protagonisti gli studenti di diversi istituti del territorio: l’Istituto comprensivo di Badesi (plesso di Valledoria), l’Istituto comprensivo “Pasquale Tola” di Sassari (plessi di via Washington e via Duca degli Abruzzi), l’Istituto comprensivo n. 2 di Alghero (plesso “La Pedrera” Maria Immacolata), l’Istituto comprensivo di Sorso (plesso di via Azuni), l’Istituto comprensivo di Li Punti (plesso di Ottava) e il Liceo Scientifico di Porto Torres “M. Paglietti”.
L’iniziativa punta a trasmettere ai più giovani i valori della giustizia, del rispetto delle regole e della responsabilità, attraverso la testimonianza e l’esempio dei magistrati Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, simboli della lotta alla mafia.
Il progetto si è sviluppato in una serie di incontri in classe, accompagnati da attività laboratoriali, e, per diversi studenti, anche in una visita all’Isola dell’Asinara, luogo simbolico nella storia dei due giudici. Qui, nell’agosto del 1985, furono trasferiti con le loro famiglie per motivi di sicurezza e lavorarono alla stesura dell’ordinanza-sentenza del maxiprocesso.
La giornata conclusiva vedrà protagonista Fiammetta Borsellino, che torna dopo esattamente un anno. Nel 2025, in occasione dei quarant’anni da quel 1985, aveva scelto di incontrare gli studenti proprio sull’isola dell’Asinara, rafforzando il legame tra memoria storica e nuove generazioni.
Quest’anno sarà al centro di un nuovo incontro in cui si parlerà di legalità non solo come insieme di regole, ma come valore da vivere ogni giorno, a partire dai gesti più semplici. Sarà l’occasione per riflettere su quanto sia fondamentale educare sin da piccoli al rispetto delle regole, alla responsabilità e al senso civico, affinché diventino adulti consapevoli e cittadini attivi. Un tema centrale sarà anche il dialogo con i giovani: ascoltarli, coinvolgerli e renderli protagonisti di un cambiamento culturale. Proprio questo era uno degli aspetti più cari a Paolo Borsellino, padre di Fiammetta, che durante la sua vita ha sempre dedicato tempo ed energie agli incontri con gli studenti. Borsellino era convinto che la lotta alla mafia non si combattesse solo nelle aule di tribunale, ma soprattutto attraverso l’educazione delle nuove generazioni.
Nei suoi interventi nelle scuole, parlava con un linguaggio diretto e sincero, invitando i ragazzi
a non restare indifferenti, a sviluppare uno spirito critico e a non avere paura di scegliere da che parte stare. Credeva profondamente che il cambiamento potesse nascere proprio dai giovani, dalla loro capacità di dire “no” all’illegalità e di costruire una società più giusta. Questo impegno civile e educativo rappresenta ancora oggi un’eredità viva, che continua a ispirare incontri come questo.
Gli studenti avranno inoltre l’occasione di confrontarsi con don Gaetano Galia, cappellano del carcere di Bancali, sui temi del recupero e della rieducazione dei detenuti, approfondendo il valore della legalità anche come percorso di cambiamento personale. Spazio anche a riflessioni sul ruolo della comunità e delle istituzioni nel favorire il reinserimento sociale.
L’incontro è in programma presso il Teatro Andrea Parodi di Porto Torres, dove sono attesi circa trecentocinquanta studenti provenienti da Porto Torres, Sassari, Alghero, Sorso e Valledoria.
Nel corso della mattinata sono previsti i saluti istituzionali da parte dell’Ente Parco Nazionale
dell’Asinara e del Comune di Porto Torres, rivolti agli studenti che hanno preso parte al progetto.
Un ringraziamento particolare va al Corpo Forestale della Sardegna, che ha reso possibile la
visita alla foresteria di Cala d’Oliva, struttura attualmente adibita a caserma e normalmente non accessibile al pubblico. Gli studenti hanno avuto anche l’occasione di approfondire il ruolo svolto dal Corpo Forestale non solo all’Asinara, ma più in generale nella tutela del territorio.
Un’esperienza che ha unisce memoria, territorio e formazione civica, lasciando nei ragazzi un segno concreto sul valore della legalità.

