Aveva solo 24 anni Emanuela Loi quando, nel pomeriggio del 19 luglio 1992, una Fiat 126 imbottita con cento kg di esplosivo devastò via D’Amelio a Palermo, uccidendo il giudice Paolo Borsellino e i cinque agenti della sua scorta. Tra loro c’era lei, la prima donna poliziotta italiana caduta in servizio. Una vita breve, ma simbolo di coraggio civile.
Ultima di tre figli, nata a Cagliari il 9 ottobre 1967 ma cresciuta a Sestu, Emanuela sognava di diventare maestra, studiò infatti all’Istituto Magistrale. Fu la sorella Maria Claudia a convincerla a tentare il concorso in Polizia: Emanuela superò le selezioni con ottimi risultati e nel 1989 entrò nella Polizia di Stato.
Dopo il corso a Trieste, nel 1990 venne trasferita a Palermo, negli anni più drammatici della guerra tra Stato e mafia. Le prime assegnazioni furono delicate: piantonamento alla casa dell’onorevole Sergio Mattarella, scorta alla senatrice Pina Maisano Grassi, sorveglianza del boss Francesco Madonia.
Nel giugno 1992, dopo la strage di Capaci, fu inserita nella scorta del giudice Paolo Borsellino, consapevole dei rischi ma determinata: «Se ho scelto di fare la poliziotta non posso tirarmi indietro», confidò ai familiari.
Quella calda domenica pomeriggio scortó il dottor Borsellino a casa della madre. Via D’Amelio era una strada stretta e chiusa, già segnalata come pericolosa. Alle 16:58 l’autobomba esplose. Emanuela morì sul colpo insieme ai colleghi Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina.
Emanuela Loi non è solo una vittima: è il volto giovane e pulito di un’Italia che ha scelto da che parte stare. Una ragazza che voleva essere felice, giusta, utile. E che, con il suo sacrificio, continua a ricordarci che la libertà ha un prezzo, e che qualcuno ha avuto il coraggio di pagarlo.
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13 luglio 2022 In Biblioteca Paolo Borsellino lo spettacolo “io, Emanuela, Agente della scorta di Paolo Borsellino”
Nel trentesimo anniversario della strage di via D’Amelio, in cui persero la vita Paolo Borsellino e i cinque agenti della scorta Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina, la Biblioteca comunale Paolo Borsellino di Como (piazzetta V. Lucati 1) propone lo spettacolo “io, Emanuela, agente della scorta di Paolo Borsellino” con Laura Mantovi, regia di Sara Poli.
“io, Emanuela” è tratto dal testo di Annalisa Strada, pubblicato nel marzo 2016. L’autrice ha scelto di raccontare in prima persona la storia di Emanuela Loi, giovane poliziotta di origini sarde che perse la vita a soli 24 anni nell’attentato al giudice Paolo Borsellino e alla sua scorta. Si tratta della prima agente donna morta in servizio.
Il testo ci accompagna nella vita di Emanuela – fatta di speranza, gioia di vivere, lealtà, senso del dovere, delle piccole grandi scelte che fece nella sua breve esistenza – e sfiora senza retorica gli eventi della Storia italiana più recente: gli omicidi di mafia, il maxiprocesso di Palermo, la lotta tra i servitori dello Stato e quella che ormai è conosciuta come “cosa nostra”. Lo spettacolo dà corpo e voce a questa giovane poliziotta per ricordare, con un piccolo gesto, tutti quei cittadini che ancora oggi lottano in nome dei valori fondamentali che sono alla base del nostro vivere civile e democratico.
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