Di Matteo difende Scarpinato dopo le accuse sulle telefonate con Natoli

 

La vicenda delle telefonate tra Roberto Scarpinato e l’ex pm Gioacchino Natoli, finite nel decreto del gip di Caltanissetta che parla di una “attività depistante”, ha scatenato un terremoto politico-giudiziario.
In questo clima incandescente, Nino Di Matteo, sostituto alla Procura nazionale antimafia,  interviene schierandosi al fianco di Scarpinato.

Le accuse: secondo  il gip Santi Bologna, dalle conversazioni intercettate emergerebbe un tentativo di Scarpinato di “indirizzare” Natoli prima della sua audizione in Commissione Antimafia.
Il punto più controverso riguarda la riunione del 14 luglio 1992, alla presenza di Paolo Borsellino: un momento chiave nella ricostruzione dei giorni che precedettero la strage di via D’Amelio.
Scarpinato ha respinto con forza questa interpretazione, sostenendo che nelle telefonate non vi fosse alcun tentativo di manipolare Natoli, ma solo la richiesta di riferire una circostanza che lo stesso Natoli aveva già raccontato anni prima.

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Scarpinato, Natoli e gli accordi prima dell’audizione in Antimafia