PAOLO BORSELLINO rimase per fedeltà a un’amicizia.

 
Ci sapeva fare con i mafiosi pentiti Paolo Borsellino, così come Giovanni Falcone. Alcuni sostengono che una delle cause del delitto sia stata proprio l’essere vicino a scoprire i mandanti e gli esecutori della strage di Capaci. Voleva continuare a difendere Giovanni Falcone come aveva fatto quando l’amico era vivo. In ogni caso, Paolo Borsellino aveva certamente il senso di andare incontro alla sua morte. Avrebbe potuto cambiare strada, ne avrebbe avuto motivo più che in passato.
Rimase per fedeltà a un’amicizia. Il 23 giugno del 1992, a Palermo, nella monumentale basilica di san Domenico, Borsellino tenne uno splendido discorso in memoria dell’amico Falcone, le sue parole, rievocate oggi, hanno ancora un timbro umano inconfondibile.
Parlando di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino ci parlava di se stesso.
Perché non è fuggito, perché ha accettato questa tremenda situazione, perché non si è turbato, perché è stato sempre pronto a rispondere a chiunque della speranza che era in lui? Per amore! la sua vita è stata un atto d’amore verso la sua città, verso la terra che lo ha generato. Perché se l’amore è soprattutto
ed essenzialmente dare, per lui, e per coloro che gli sono stati accanto in questa meravigliosa avventura, amare Palermo e la sua gente ha avuto e ha il significato di dare a questa terra qualcosa, tutto ciò che era ed è possibile dare delle nostre forze morali, intellettuali e professionali per rendere migliore la patria cui apparteniamo (da l’agenda rossa di Paolo Borsellino)
Borsellino e Falcone sono stati testimoni -è questo il significato del termine <>- di una fede nella giustizia e di una speranza di redenzione che sole, al di là di ogni responsabilità dello Stato, possono cambiare la Sicilia e sconfiggere la mafia.
(Vincenzo Ceruso -UOMINI CONTRO LA MAFIA-)
 
 
 

VINCENZO CERUSO