VIA D’AMELIO: il fronte della verità tra attacchi, opacità e resistenze

 

 

VIA D’AMELIO  la verità ancora da completare: Procura di Caltanissetta e Commissione Antimafia al lavoro tra pressioni e attacchi

 

A trentaquattro anni dalla strage la verità non è ancora un approdo: è un cantiere aperto, fragile, esposto. E oggi quel cantiere è presidiato da due istituzioni che lavorano sotto traccia, spesso controvento: la Procura di Caltanissetta e la Commissione Bicamerale Antimafia.

L’inchiesta nissena: dove il depistaggio non è un’ipotesi, ma un fatto. A Caltanissetta si scava ancora. E si scava perché troppo, per anni, è stato coperto, manipolato, deviato. Depistaggi certificati, testimonianze costruite, verità di comodo: il terreno su cui si muovono gli inquirenti è minato, e ogni passo avanti richiede rigore, competenza e una dose non comune di resistenza alle pressioni.
La Procura non sta solo cercando chi ha agito: sta cercando chi ha permesso, chi ha coperto, chi ha taciuto. È un lavoro che non concede scorciatoie. E che proprio per questo dà fastidio.
La Commissione Antimafia: dove le opacità istituzionali non possono più essere eluse. A Roma, la Commissione Antimafia opera su un fronte diverso: non giudica, ma espone. Ricostruisce rapporti, dinamiche, omissioni. Mette in fila ciò che per decenni è stato lasciato ai margini, quando non deliberatamente ignorato.
La sua missione è chiara: definire il quadro politico-istituzionale in cui le stragi maturarono. Non una verità processuale, ma una verità storica. E la verità storica, quando è fatta bene, non fa sconti a nessuno.
Il dibattito pubblico: dove la complessità viene sacrificata sull’altare della polemica. Mentre Procura e Commissione avanzano, il dibattito pubblico rischia di arretrare.  Semplifica, distorce, polarizza. Trasforma un lavoro delicatissimo in un campo di battaglia dove in alcuni ambiti contrapposti si combatte per appartenenza, non per comprensione.
In questo clima, chi guida le due istituzioni è costretto a lavorare sotto attacco. E proprio per questo il loro ruolo è oggi più decisivo che mai.
La verità come interesse nazionale: non un’opzione, ma un dovere. Sostenere la Procura di Caltanissetta e la Commissione Antimafia non è una scelta politica: è un atto di responsabilità nazionale.
La verità sulle stragi non è un capitolo chiuso, né un ricordo da commemorare una volta l’anno. È un percorso da completare, perché riguarda la credibilità dello Stato, la dignità delle vittime e la qualità della nostra democrazia.
Finché quel percorso non sarà concluso, il Paese resterà incompleto.

CR

 

 

 

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