Coordinamento (di alcuni) familiari vittime stragi e attentati: ‘Rinnoviamo la nostra solidarietà al senatore Roberto Scarpinato’

 

12 ottobre 2026 – Il Coordinamento Nazionale delle Associazioni e dei Familiari delle vittime di stragi e attentati esprime forte preoccupazione e denuncia il tentativo di estromissione del senatore Roberto Scarpinato dalla Commissione parlamentare Antimafia, che si sta cercando di porre in atto proprio in questi giorni.
La richiesta ufficiale è arrivata il 4 ottobre 2026, a firma di Lucio Malan e Galeazzo Bignami, capigruppo di Fratelli d’Italia al Senato e alla Camera, dopo che il GIP di Caltanissetta, nell’archiviare un filone d’inchiesta relativo a mafia-appalti e alle stragi del 1992, ha definito «attività depistante» quella attribuita a Scarpinato alla vigilia dell’audizione di Gioacchino Natoli in Commissione Antimafia. Secondo Malan e Bignami, la valutazione sull’opportunità di tali comportamenti spetterebbe alla politica, e non alle aule giudiziarie: da qui la richiesta di sostituire il senatore.
Questa vicenda si inserisce in un quadro che il Coordinamento denuncia da tempo. Già il 29 giugno 2025 avevamo chiesto una ridefinizione degli obiettivi e della composizione della Commissione Antimafia, con la nomina di un nuovo presidente, segnalando la perdita di credibilità dell’organismo e la preoccupazione per un’impostazione dei lavori concentrata quasi esclusivamente sulla pista mafia-appalti, a discapito dell’approfondimento delle altre vicende e delle conclusioni raggiunte dalle precedenti Commissioni. Il 12 novembre 2025 abbiamo quindi chiesto pubblicamente le dimissioni della presidente Chiara Colosimo, ribadendo la necessità di restituire alla Commissione credibilità e fiducia.
Il Coordinamento ha inoltre chiesto di essere ascoltato nelle sedi istituzionali competenti, affinché la voce dei familiari delle vittime e delle associazioni che li rappresentano potesse essere presa in considerazione nel confronto sui temi delle stragi e dell’attività della Commissione. A tale richiesta, per quanto ci consta, non è arrivato alcun riscontro. Anche questo silenzio alimenta la preoccupazione di chi da anni chiede verità e giustizia e rivendica il diritto di essere ascoltato nelle sedi democratiche.
È evidente, a nostro avviso, che la richiesta di allontanare Scarpinato non sia un semplice fatto procedurale, ma un’iniziativa politica di estrema gravità. Il rischio è che venga ulteriormente ristretto lo spazio per approfondire le stragi e gli attentati che hanno segnato la storia repubblicana nel biennio 1992-1993.
Attaccare Scarpinato, chiedendone l’allontanamento dalla Commissione Antimafia, significa privare questo organismo di una memoria storica e di competenze maturate in anni di indagini sui sistemi criminali integrati e sui rapporti tra mafia, apparati deviati dello Stato, massoneria, servizi segreti e politica. Insieme ad altri parlamentari, Scarpinato ha posto l’esigenza di non circoscrivere l’analisi delle stragi a una sola pista investigativa.
L’estromissione del senatore Scarpinato rischierebbe di produrre tre conseguenze gravi: indebolire la memoria storica, intimidire chi solleva interrogativi e ostacolare ulteriori approfondimenti sui possibili mandanti esterni, politici e istituzionali, delle stragi. Sono valutazioni e preoccupazioni che il Coordinamento ritiene doveroso esprimere alla luce del percorso compiuto e delle richieste già avanzate.
Non possiamo accettare che la Commissione Antimafia si trasformi in uno strumento di contrapposizione politica o di censura, anziché operare come organo di indagine e approfondimento nell’interesse della collettività. La ricostruzione delle stragi deve poter tenere conto di tutte le piste, dei documenti e degli elementi disponibili, senza preclusioni e senza che il confronto venga sostituito da iniziative volte a escludere una voce scomoda.
Per queste ragioni rinnoviamo la nostra solidarietà al senatore Roberto Scarpinato e chiediamo che sia scongiurata la sua sostituzione. Torniamo inoltre a sollecitare una risposta alle richieste del Coordinamento, a partire da quella di essere audito, e un confronto istituzionale trasparente sulla composizione e sugli indirizzi di lavoro della Commissione Antimafia. La ricerca della verità sulle stragi esige pluralismo, rigore e rispetto per il ruolo dei familiari delle vittime.
Coordinamento Nazionale delle Associazioni e dei Familiari delle vittime di stragi e attentati
 
FIRMATARI:
Paolo Bolognesi
Presidente onorario dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna
Salvatore Borsellino
Presidente Movimento Agende Rosse e fratello del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio
Paolo Lambertini
Presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna
Sergio Amato
Figlio del Giudice Mario Amato, ucciso dai NAR
Nunzia Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Flora Agostino
Sorella dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Paola Caccia
Figlia del magistrato Bruno Caccia, ucciso a Torino dalla ‘ndrangheta
Giuseppa Catalano
Sorella dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio
Tommaso Catalano
Fratello dell’agente di polizia Agostino Catalano ucciso nella strage di Via D’Amelio
Daniele Gabbrielli
Vicepresidente Associazione tra i Familiari delle Vittime della strage di Via dei Georgofili.
Roberta Gatani
Nipote del magistrato Paolo Borsellino, ucciso nella strage di Via D’Amelio
Luana Ilardo
Figlia di Luigi Ilardo, ucciso a Catania mentre stava per entrare nel programma di protezione per i collaboratori di Giustizia.
Angela Manca
Madre dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia
Gianluca Manca
Fratello dell’urologo Attilio Manca, ucciso dalla mafia
Rosaria Manzo
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage del Rapido 904
Manlio Milani
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza della Loggia
Brizio Montinaro
Fratello dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci
Donata Montinaro
Sorella dell’agente di polizia Antonio Montinaro, ucciso nella strage di Capaci
Nino Morana
Nipote dell’agente di polizia Nino Agostino, ucciso a Villagrazia di Carini
Stefano Mormile
Fratello dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta
Nunzia Mormile
Sorella dell’educatore carcerario Umberto Mormile, ucciso dalla ‘ndrangheta
Federico Sinicato
Presidente Associazione Familiari Vittime della strage di Piazza Fontana
Franco Sirotti
Fratello di Silver Sirotti, vittima della strage del Treno Italicus