COLOSIMO: i beni confiscati funzionanti restino a chi li gestisce

 

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“Se il bene funziona, il bene resta a chi lo fa funzionare. Chi dice ai bambini che stanno qui dentro che domani chiudiamo perché sono passati vent’anni? Non si può fare”.
Lo ha detto la presidente della Commissione parlamentare Antimafia, Chiara Colosimo, intervenendo a Napoli all’inaugurazione del nuovo laboratorio di cucina della fondazione ‘A Voce d’e Creature’ di don Luigi Merola, realizzato in un bene confiscato alla camorra. Colosimo ha annunciato l’intenzione di lavorare a proposte per facilitare il riutilizzo degli immobili sottratti alla criminalità organizzata, anche superando i vincoli temporali delle concessioni. “Su questo filone – ha spiegato Colosimo – sentirò nelle prossime settimane anche la Banca d’Italia, perché è uno di quei soggetti che secondo me va coinvolta direttamente in progetti di questo tipo”.
La Commissione parlamentare Anfimafia, ha ricordato Colosimo, “ha un comitato che si è occupato specificamente di beni confiscati.
È una relazione fatta molto bene dall’onorevole Pretto, che mette in luce tutta una serie di disfunzioni. Ci sono cose che non possono restare come sono”, ha spiegato Colosimo, sottolineando la necessità di rendere più agevole l’accesso ai finanziamenti per il recupero delle strutture abbandonate. “Ci sono diversi fondi che possono essere messi a disposizione.
Ci vuole soltanto un po’ di elasticità nella gestione di alcuni fondi. Non devono essere per forza fondi comunali”, ha aggiunto. Colosimo ha indicato l’esperienza di don Luigi Merola come esempio di collaborazione tra pubblico e privato: “Quello che ha messo in campo don Luigi qui è un esempio virtuoso, perché non è che per forza dobbiamo accomodarci sullo Stato.
Se riusciamo a fare un partenariato pubblico-privato, ovviamente è più facile”. Colosimo ha affrontato anche il tema degli immobili confiscati non recuperabili, citando la demolizione di Palazzo Fienga, ex fortino del clan camorristico Gionta a Torre Annunziata. “Alcune strutture si devono abbattere. Se non sono riutilizzabili e se non sono richieste da nessuno, vanno abbattute”.

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