COMITATO 5 DICEMBRE đźź§ Il ruolo dei Comuni nella promozione della legalitĂ  e nel contrasto alle mafie

CERMENATE Via Di Vittorio sede del Progetto San Francesco e del Comitato 5 dicembre 

L’impegno dei Comuni nella promozione della legalitĂ  rappresenta un elemento fondamentale nella lotta contro la criminalitĂ  organizzata. Le amministrazioni locali costituiscono infatti il primo presidio istituzionale sul territorio e sono spesso le piĂą esposte ai tentativi di infiltrazione e condizionamento da parte delle organizzazioni mafiose.
Le mafie tendono a radicarsi nelle comunitĂ  locali sfruttando le opportunitĂ  offerte dall’economia legale, dalla gestione delle risorse pubbliche e dalle relazioni sociali. In questo contesto, i Comuni svolgono un ruolo strategico sia nella prevenzione sia nel contrasto di tali fenomeni. La vicinanza ai cittadini e la conoscenza diretta del territorio consentono infatti di individuare tempestivamente situazioni sospette e di promuovere una cultura fondata sulla trasparenza, sulla partecipazione e sulla responsabilitĂ .

Particolarmente delicato è il settore degli appalti pubblici. Attraverso gare e affidamenti, le organizzazioni criminali possono tentare di accedere a ingenti risorse economiche, alterando la concorrenza e compromettendo la qualitĂ  delle opere e dei servizi destinati alla collettivitĂ . Per questo motivo i Comuni sono chiamati ad adottare procedure rigorose di controllo, garantendo la massima trasparenza nelle assegnazioni e collaborando con le autoritĂ  competenti per verificare l’affidabilitĂ  delle imprese coinvolte.
Analoga attenzione deve essere riservata alle attivitĂ  finanziate con fondi pubblici nazionali ed europei. Le risorse destinate allo sviluppo del territorio rappresentano infatti un obiettivo privilegiato per le organizzazioni mafiose, che cercano di intercettarle attraverso societĂ  di comodo, prestanome e altri strumenti finalizzati a occultare la propria presenza. Un’attenta attivitĂ  di monitoraggio e rendicontazione è quindi essenziale per garantire che tali finanziamenti raggiungano i reali destinatari e producano benefici concreti per la collettivitĂ .

La promozione della legalitĂ , tuttavia, non si esaurisce nei controlli amministrativi. I Comuni possono svolgere un’importante funzione educativa coinvolgendo scuole, associazioni, cittadini e imprese in percorsi di sensibilizzazione ai valori della legalitĂ , della cittadinanza attiva e del rispetto delle regole. La costruzione di una comunitĂ  consapevole rappresenta infatti il piĂą efficace antidoto contro il radicamento delle mafie.

Da questa consapevolezza nasce, in provincia di Como, il Comitato 5 Dicembre. L’iniziativa si propone di rafforzare la collaborazione tra le amministrazioni locali nella diffusione della cultura della legalitĂ , nella condivisione delle buone pratiche amministrative e nella prevenzione delle infiltrazioni mafiose. Il Comitato rappresenta un esempio concreto di come le istituzioni locali, al di lĂ  delle appartenenze politiche, possano fare rete per difendere il tessuto economico e sociale dei propri territori, promuovendo un modello di sviluppo fondato sulla trasparenza, sulla responsabilitĂ  e sulla partecipazione dei cittadini.

Il Comitato nasce all’indomani di un’importante operazione coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Milano, in collaborazione con il Raggruppamento Operativo Speciale dei Carabinieri e le Forze dell’ordine delle province interessate, che portò all’arresto di quaranta persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, detenzione e porto abusivo di armi. Sedici degli arrestati risiedevano nella provincia di Como, nei comuni di Cadorago, Bregnano, Bulgarograsso, Cermenate, CantĂą, Carimate, Fino Mornasco, Guanzate, Lomazzo e Olgiate Comasco. Le indagini evidenziarono inoltre la presenza e l’operativitĂ  dei locali di ‘ndrangheta di Cermenate e Fino Mornasco.
Gli investigatori ricostruirono numerosi episodi di intimidazione ed estorsione ai danni di imprenditori, commercianti e rappresentanti delle istituzioni nelle province di Como e Lecco. Le attivitĂ  investigative documentarono incontri tra affiliati durante i quali venivano celebrati riti di affiliazione, pianificate strategie estorsive e adottate misure per eludere le intercettazioni. Nell’inchiesta risultarono coinvolti anche imprenditori che si erano rivolti agli esponenti dell’organizzazione criminale per il recupero di crediti nei confronti di altri operatori economici. Particolarmente significativa fu la valutazione espressa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Milano, Simone Luerti, che nell’ordinanza di custodia cautelare affermò: «Si è superata la logica dell’infiltrazione e ad essa è subentrato il radicamento».
Scossi dall’ennesima operazione antimafia che aveva interessato il territorio, e soprattutto colpiti dalle dimensioni del fenomeno emerse dalle indagini, numerosi sindaci e assessori decisero di reagire unendo le forze. Su iniziativa del Progetto San Francesco si riunirono a Cermenate, presso la sede dell’associazione, e il 5 dicembre 2014 diedero vita al Comitato 5 Dicembre, scegliendo di conservare nel nome la memoria di quella giornata e dell’impegno assunto a favore della legalitĂ .
Oggi, con l’adesione di 35 Comuni e due associazioni, il Comitato rappresenta una delle piĂą significative esperienze di collaborazione istituzionale nel contrasto alle mafie e nella diffusione della cultura della legalitĂ  a livello locale. Un’esperienza che conferma il ruolo centrale delle amministrazioni comunali nella difesa dei territori dalle infiltrazioni criminali e nella tutela di uno sviluppo economico sano, trasparente e rispettoso delle regole.

 

 

MAFIA e ANTIMAFIA nel comasco

 

 

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