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CSM verso l’archiviazione


FIAMMETTA BORSELLINO: intervenga Mattarella “resto in attesa di risposte dal Consiglio Superiore della Magistratura.  SEGUE

CSM: convocato il Comitato di presidenza – Il Comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura “si occuperà della vicenda Borsellino alla luce del deposito della sentenza”, dopo aver aperto da mesi una pratica sulla base di una nota inviata dalla figlia Fiammetta. Lo ha comunicato  il Csm con una nota del 2 Luglio.   SEGUE

CSM: apre l’istruttoria – Il comitato di presidenza del Csm dispone l’apertura di una pratica presso la Prima Commissione, competente sulle situazioni di incompatibilità, dopo il deposito della sentenza della corte d’Assise di Caltanissetta nel processo Borsellino Quater.  SEGUE

 La telefonata di Mattarella a Fiammetta Borsellino – Fiammetta Borsellino: “A seguito del mio appello, ho ricevuto una telefonata dal Capo dello Stato Sergio Mattarella. Da lui ho avuto parole di conforto ma anche di rassicurazione, rivolte non soltanto a noi familiari, ma a tutti gli Italiani circa la volontà di fare piena luce su tutto. Temo tuttavia che dopo tutti questi anni la possibilità di arrivare a una verità concreta sia compromessa per sempre, ma questo non vuol dire abbandonare il dovere morale di chiederla”.


Strage Borsellino, gli ex pm al Csm: audizioni sul caso Scarantino – Annamaria Palma e Carmelo Petralia sentiti sul falso pentito. Rinvio per Nino Di Matteo che ha chiesto invece una seduta pubblica

Il caso del falso pentito Vincenzo Scarantino entra nel vivo al Csm, che punta ad accertare eventuali responsabilità di magistrati nella gestione dell’indagine. Ieri pomeriggio, sono stati convocati a Roma alcuni degli ex pubblici ministeri della procura di Caltanissetta che si occuparono del processo Borsellino. Prima è stata ascoltata Annamaria Palma, oggi avvocato generale di Palermo; poi, Carmelo Petralia, attuale procuratore aggiunto di Catania. Audizioni a porte chiuse, «per alcuni chiarimenti» dicono a Palazzo dei Marescialli, perché al momento il fascicolo è in fase istruttoria, senza alcuna precisa responsabilità individuata.

Era prevista anche l’audizione di Nino Di Matteo, oggi sostituto procuratore nazionale antimafia, all’epoca era un giovane pubblico ministero, seguì la seconda fase dell’indagine Borsellino, ottenendo le condanne per i boss della Cupola (le uniche rimaste dopo la revisione del processo). Di Matteo ha chiesto di essere ascoltato in seduta pubblica, «per fare chiarezza su inesattezze, bugie e false generalizzazioni». E così avverrà, ha confermato il vicepresidente del Csm Giovanni Legnini: «La richiesta del dottore Di Matteo è arrivata solo lunedì, sono necessari dei tempi tecnici per l’organizzazione della seduta pubblica». È probabile che verrà convocata già la settimana prossima. Di sicuro, non sarà questo Csm a prendere una decisione sul caso Scarantino, il mandato del consiglio scade infatti a fine mese.

«Per me è importante che si faccia chiarezza, e anche al più presto», ribadisce Fiammetta Borsellino, la figlia del giudice Paolo. «Chiarezza sui depistaggi e su ciò che è accaduto nella gestione dell’inchiesta sulla strage di via D’Amelio. Per il resto, i rinvii sono questioni marginali».

Salvo Palazzolo LA REPUBBLICA 13.9.2018


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Fiammetta e Lucia Borsellino “Controllo anche sui magistrati” ANSA – Le figlie del giudice: “Finora il Csm è stato purtroppo silente, chiarezza su queste distrazioni”. “Questo è solo un punto di partenza”. Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato ucciso in via d’Amelio, aspettava le motivazioni della sentenza del processo quater come il momento decisivo per la ripresa di altri procedimenti. In primo luogo quello del Csm che ha aperto un fascicolo per valutare le posizioni dei magistrati della Procura di Caltanissetta che non fermarono i depistaggi. In varie occasioni Fiammetta Borsellino ha citato il procuratore del tempo Giovanni Tinebra, l’aggiunto Anna Maria Palma e i sostituti Carmelo Petralia e Nino Di Matteo. La sentenza dei giudici di Caltanissetta fa solo il nome di Tinebra, che tra l’altro è morto. “Ma è chiaro – dice Fiammetta Borsellino – che questi magistrati avevano compiti di controllo e di coordinamento delle indagini della polizia giudiziaria. E, come risulta dal processo, ci furono disattenzioni che non possono passare inosservate. Si tratta di distrazioni incomprensibili, visto che altri due magistrati, Ilda Boccassini e Roberto Saieva, avevano subito segnalato l’inattendibilità del falso pentito Vincenzo Scarantino”. Per Lucia Borsellino su queste “distrazioni” va fatta subito chiarezza. Da alcuni mesi il Csm ha aperto un fascicolo che però, chiarisce, “è solo un fascicolo vuoto perché si aspettavano le motivazioni della corte d’assise di Caltanissetta”. “Ora – aggiunge – le motivazioni ci sono. Mi aspetto quindi che il procedimento disciplinare vada avanti. Finora il Csm è stato purtroppo silente”. LIVE SICILIA 2.7.2018 

Uno dei più grandi depistaggi che questo paese abbia mai conosciuto”La denuncia di Fiammetta Borsellino del Novembre ha trovato ora ampia conferma nella sentenza della Corte d’Assise depositata nei giorni scorsi“- Al TG ETV Fiammetta Borsellino – Novembre 2017

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La DENUNCIA di FIAMMETTA BORSELLINO – Leggi tutto

A cura  di Claudio Ramaccini Resp. Ufficio Stampa e Comunicazione Centro Studi Sociali contro le mafie – Progetto San Francesco