Fiammetta Borsellino parla di mafia a scuola

Fiammetta Borsellino in cattedra “a distanza” all’Ipsia Della Valentina: la figlia del magistrato Paolo Borsellino, vittima di mafia, ha smosso le coscienze dei ragazzi in videoconferenza.
«Con la collaborazione del “Progetto San Francesco” e dell’associazione “La Mafia non è solo Sud” – dicono i docenti con la dirigente Simonetta Polmonari – mettiamo in pratica il suggerimento di Paolo Borsellino “parlate della mafia”. La figlia Fiammetta collegata a distanza ha risposto a tutte le domande e coinvolto tutti i ragazzi: una grande lezione di educazione civica e di etica».

 Ricordando i principi morali e professionali che hanno segnato la vita di suo padre, Fiammetta ha esortato tutti alla responsabilità perché come diceva Paolo Borsellino, la lotta alla mafia non doveva e non va demandata soltanto all’autorità giudiziaria: deve essere anche un movimento culturale. —


SACILE
Il tema della mafia entra al Della Valentina con la presenza on line di Fiammetta Borsellino. Un percorso formativo avviato dall’Isis Sacile Brugnera con la collaborazione del Centro Studi Sociali contro le mafie Progetto San Francesco, di Fiammetta Borsellino e l’Associazione Culturale La Mafia non è solo Sud, che ha permesso ad alcune classi quarte e quinte dell’Istituto liventino, di essere protagonista per un giorno su una tematica attuale e importante per i giovani, per conoscere e capire alcuni momenti tragici della storia della Repubblica italiana. Un percorso che rientra nell’ambito del progetto di educazione civica Per un nuovo cittadino del mondo, nel quale i ragazzi hanno messo in pratica le parole che furono di Paolo Borsellino: Parlate della mafia. Parlatene alla radio, in televisione, sui giornali. Però parlatene. Per il secondo anno consecutivo non solo si è parlato di mafia, ma si è portato a termine un progetto scolastico iniziato con la conoscenza cronologica di alcuni gravi fatti di mafia, in modo da preparare i ragazzi all’incontro con alcuni dei testimoni diretti come i famigliari di vittime innocenti delle mafie.
Quest’anno è stata la volta di Fiammetta Borsellino che, sebbene collegata a distanza, non solo ha risposto a tutte le domande, ma ha smosso le coscienze dei nostri ragazzi, dei loro docenti e di tutti gli altri adulti presenti. Ricordando i principi morali e professionali che hanno segnato la vita di suo padre, Fiammetta ha infatti esortato tutti a prendersi le proprie responsabilità perché, come diceva sempre il padre, «la lotta alla mafia non doveva e non deve essere demandata all’autorità giudiziaria ma doveva, deve e dovrà essere sempre anche un movimento culturale che coinvolga tutti». Fiammetta Borsellino ha inoltre esortato gli studenti «a fare la propria parte, compiere il proprio dovere, pensare con la propria mente, senza scoraggiarsi perché purtroppo il percorso della vita, può portare, a volte, a gettare la spugna oppure a voltarsi dall’altra parte perché la mafia è una mentalità».
«Un incontro emotivamente sentito dai ragazzi – evidenziano dalla scuola -, ai quali Fiammetta Borsellino ha voluto dare un ammonimento: dal vostro impegno quotidiano non attendetevi dei risultati immediati; mio padre nonostante sapesse benissimo che i risultati di quanto faceva, forse, sarebbero stati visti solo dai suoi nipoti, non si scoraggiò». È stato ricordato infatti come Paolo Borsellino, benché consapevole di essere il principale bersaglio dopo la strage di Capaci, era fiducioso ed ottimista; Paolo Borsellino era fermamente convinto che solamente i giovani potessero cambiare le cose tanto da scriverlo alle 5 di mattina del suo ultimo giorno di vita in una lettera destinata proprio ad una scuola e ai suoi studenti.
F.S. IL GAZZETTINO 7 maggio 2021