Cooperativa NoE, il Comune le vuole revocare il bene confiscato alla mafia che gestisce dal 1998

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Parte del terreno agricolo all’interno del bene confiscato alla mafia

 

A Partinico la Cooperativa Sociale NoE – laddova NoE sta per “NoEmarginazione” – dal 1998 gestisce in comodato d’uso un bene confiscato alla mafia di 5 ettari promuovendo inclusione, attività sociale, agricola e antimafia. Da allora centinaia di giovani e non sono passati da questi luoghi, insieme a gruppi e associazioni, ma anche madri in difficoltà, disabili, migranti, bambini delle case-famiglia, nonché eventi culturali e sociali.

 

Il terreno agricolo è stato convertito in un sistema agroforestale virtuoso replicante del progetto Desert-Adapt insieme all’Università di Palermo. Con il sostegno e la collaborazione di alcune realtà svizzere impegnate nella creazione di filiere agricole etiche e sostenibili come Crowd Container e di Slow Food, è stata realizzata una food forest, tra le pochissime esistenti, che richiama l’attenzione di studiosi e studenti, un bio-lago per migliorare la biodiversità del luogo e depurare le acque, un impianto di agrumi sulle curve di livello per ridurre l’erosione e un frutteto tropicale di avocado, annona e altri frutti.  
«Mi ha telefonato Carla Monteleone, agronoma della cooperativa NoE, chiedendomi una mano per questo fondo», racconta il presidente di Valdibella, Massimiliano Solano. «Così ho coinvolto l’ecologo brasiliano Rafael da Silveira Bueno, con cui già collaboriamo in Valdibella, e siamo andati a vedere i terreni. È stato Rafael a suggerire di creare una food forest. Negli anni grazie alle tante collaborazioni è stato messo in piedi un modello avanzato in chiave ecologica».
«Dal master di agroecologia dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, ad esempio, ogni anno arrivano dei tirocinanti, ma anche da Università estere per studiare la gestione dell’acqua. Senza considerare tutte le attività di inclusione sociale. Ci sembra di aver risposto pienamente alle finalità della legge sull’affidamento dei beni confiscati».
Eppure, la cooperativa NoE è stata colpita da un procedimento di revoca dell’affidamento del bene da parte dell’Amministrazione Comunale di Partinico con motivi che sembrerebbero pretestuosi. «La NoE, oltre all’attività agricola, ha l’obbligo contrattuale di attività sociali per favorire l’inserimento sociale e, tra le tante, ha anche organizzato serate culturali musicali. Artisti del territorio che suonano in acustica per serate all’insegna dell’inclusione, della partecipazione locale e della cultura».

Non comprendiamo quale sia l’intenzione del Comune, ma siamo fiduciosi

«Siamo stati accusati di non avere fatto la comunicazione a mezzo PEC, indispensabile per eventi realizzati sul suolo pubblico, ma solo in maniera informale su WhatsApp direttamente al Sindaco, che aveva anche risposto. Sembra essere questo il motivo per cui, durante una serata musicale, è stato fatto un blitz da parte delle forze dell’ordine che hanno circondato la struttura. “Perché?”, ci chiediamo! Ci sembra che la cooperativa NoE abbia rispettato la legge sull’affidamento dei beni confiscati con tutte le energie, competenze e dedizione» continua Massimiliano Solano di Valdibella.
Il mancato sostegno da parte del settore pubblico è storia vecchia, mentre l’amministrazione che chiede la revoca del bene è in carica da pochi mesi. Ad esempio, la mancata catastazione e sanatoria della casetta colonica all’interno del fondo ha impedito alla cooperativa di partecipare a numerosi bandi e perdere finanziamenti.
«Non comprendiamo quale sia l’intenzione del Comune, ma siamo fiduciosi. È un’occasione per contrapporre un’idea di società, giustizia e uso della cosa pubblica che diverge da un atteggiamento in cui manca una visione altruistica in nome di scelte personali, privilegi, politiche clientelari. Il Comune avrebbe chiesto alla NoE una porzione dell’azienda per poterla trasformare in parcheggio. È un ambiente molto delicato, con un’armonia raggiunta grazie a un progetto chiaro e in equilibrio. Costruire un parcheggio vorrebbe dire snaturare quest’oasi», conclude Massimiliano Solano.

La cooperativa NoE ha deciso di difendersi nelle sedi legali prescritte e fa appello alla società civile per aggiungersi al coro di protesta di fronte a quanto accaduto. #FiammettaBorsellino, Addiopizzo, Libera, le Università di Pollenzo e Palermo, il coordinamento agroecologia Sicilia, Maria Falcone, persone e associazioni – solo una di Partinico – sono a fianco della NoE per unire le forze sane e in sintonia in un fronte comune, per sostenere una causa giusta che porta benessere e per dare speranza. E anche Sicilia che Cambia sostiene la cooperativa NoE, affinché possa continuare a svolgere un’azione sul territorio che mette al centro la biodiversità e coniuga l’impegno sociale con la sostenibilità economica. ITALIA CHE CAMBIA 16.10.2023