COLOSIMO: «La mafia si mimetizza sui social. Lo Stato può vincere questa guerra»

 

Convegno a Città di Castello con la presidente della commissione antimafia, Chiara Colosimo

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – La mafia nell’era dei social e dell’intelligenza artificiale. Come la criminalità organizzata è riuscita a diventare altamente pervasiva, abbandonando vecchi schemi per abbracciare nuovi linguaggi e potersi adattare all’evoluzione della comunicazione e ai nuovi strumenti.
E’ stata l’onorevole Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia, a parlare, ieri mattina presso il nuovo cinema Castello, ad una vasta platea di studenti di legalità e degli strumenti a disposizione dello Stato per combattere il crimine organizzato. L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Il Mosaico 2.0”, si inserisce nel percorso che il sodalizio, che quest’anno festeggia il decennale della propria attività, ha avviato per promuovere la cultura della legalità tra le nuove generazioni.
Filone iniziato, l’anno scorso, con la partecipazione di Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Paolo barbaramente ucciso in via D’Amelio.
Ricollegandosi proprio alla figura del giudice Borsellino, Colosimo ha spiegato agli studenti il ruolo della Commissione ricordando come attualmente la stessa sia concentrata sulla strage di via D’Amelio, relativamente alle modalità di indagine e la gestione delle testimonianze.
Per il Mosaico, ha ricordato il presidente Carlo Reali, questo incontro certifica “l’impegno dell’associazione nella promozione della cultura della legalità nelle nuove generazioni attraverso la scuola, da sempre il nostro interlocutore privilegiato, affinché proprio i giovani riescano ad avere strumenti adeguati per affrontare nuove criticità e vecchie fascinazioni”.
Perché la mafia è ancora seduttiva – ha confermato Colosimo – specie tra i giovanissimi e grazie ai nuovi linguaggi digitali, social in testa. TikTok, telegram, instangram e tutte le nuove piattaforme costituiscono”. Attraverso i nuovi canali di comunicazione, ha aggiunto Colosimo, la criminalitàà “si è fatta più furba avvelena città e tessuto sociale, togliendo ai giovani la possibilità di vivere in un territorio sano. Attraverso i social le mafie fanno proselitismo tra le nuove generazioni, costruendo una falsa identità fatta di slogan, canzoni, lusso e denaro. Si mimetizza, manda messaggi, crea trend criminali cercando di normalizzarli. Ed è per questo che lo Stato, oggi, per vincere questa guerra, deve poter contare sulla medesima efficacia digitale”.
Tema, questo dell’evoluzione comunicativa che gli studenti hanno affrontato con articolati interventi a dimostrazione di come la questione legalità sia molto sentita. “Dobbiamo parlare di legalità tutti i giorni – ha aggiunto il presidente Reali, di come per fare un esempio, la droga sia uno dei canali di finanziamento delle mafie e di come la cultura e l’istruzione rappresentino lo strumento difensivo più efficace. Denunciare e pensare con la propria testa perché come diceva Giovanni Falcone la mafia è destinata, come tutte le cose, a scomparire”.
All’incontro hanno partecipato il sindaco di Città di Castello Luca Secondi che ha fatto un plauso al Mosaico per l’iniziativa ricordando come “la legalità vada ben oltre il rispetto della norma ma coinvolga proprio la dignità della persona”.


Nuova mafia e social. Incontro con gli studenti

La presidente Colosimo parla alle scuole cittadine “Il crimine usa modi diversi per fare proselitismo”.

 

La mattinata degli studenti tifernati con la commissione antimafia e i rappresentanti delle forze dell’ordine

La mattinata degli studenti tifernati con la commissione antimafia e i rappresentanti delle forze dell’ordine

CITTÀ DI CASTELLO – L’evoluzione della mafia nell’era dei social e dell’intelligenza artificiale, con la criminalità “che usa TikTok, Telegram o Instagram per fare proselitismo…E’ per questo che la lotta alle mafie passa oggi anche attraverso la consapevolezza dei nuovi linguaggi e la capacità di denunciare ogni forma di infiltrazione”.
Al Nuovo Cinema Castello l’onorevole Chiara Colosimo, presidente della Commissione Antimafia ha parlato agli studenti delle scuole cittadine (dalle medie alle superiori).
Questo importante incontro sulla legalità era promosso dall’associazione Il Mosaico 2.0, presieduta da Carlo Reali in occasione dei dieci anni di attività.
Ricollegandosi alla figura del giudice Borsellino, l’onorevole Colosimo ha spiegato agli studenti il ruolo della Commissione Antimafia ricordando come “attualmente il lavoro si concentri sulla strage di via D’Amelio, relativamente alle modalità di indagine e la gestione delle testimonianze”. Poi focus sulla diffusione del crimine, “perché la mafia è ancora seduttiva – ha confermato Colosimo – specie tra i giovanissimi e grazie ai nuovi linguaggi digitali si mimetizza, manda messaggi, crea trend criminali cercando di normalizzarli. Ed è per questo che lo Stato, oggi, per vincere questa guerra, deve poter contare sulla medesima efficacia digitale”. Tema, questo dell’evoluzione comunicativa, che gli studenti hanno affrontato con svariati interventi a dimostrazione di come la questione legalità sia molto sentita. Reali ha aggiunto che “l’incontro certifica l’impegno dell’associazione nella promozione della cultura della legaliàè”. All’evento hanno partecipato anche il vice prefetto Maura Nicolina Perrotta e il questore Dario Sallustio oltre ai rappresentanti delle forze dell’ordine.  LA NAZIONE 29.6.2026


Mafia digitale, Colosimo incontra gli studenti – A Città di Castello focus su social e legalità

Come la criminalità  organizzata è riuscita a diventare altamente pervasiva, abbandonando  vecchi schemi per abbracciare nuovi linguaggi  e potersi adattare all’evoluzione  della  comunicazione e ai nuovi strumenti.
E’ stata l’onorevole Chiara Colosimo, presidente  della Commissione  Antimafia,  a parlare, ieri mattina  presso il nuovo cinema Castello,  ad una  vasta platea di studenti (media Alighieri Pascoli, campus Patrizi Baldelli Cavallotti, liceo Sales, liceo Plinio il Giovane, scuola Arti e mestieri  Bufalini nrd)  di  legalità  e degli strumenti a disposizione dello Stato per combattere il crimine  organizzato.
L’iniziativa, organizzata dall’associazione “Il Mosaico 2.0”, si inserisce nel percorso che il sodalizio, che quest’anno  festeggia il decennale della propria attività,  ha avviato per  promuovere la cultura della legalità  tra le nuove generazioni. Filone iniziato, l’anno scorso, con la partecipazione di Fiammetta Borsellino, figlia del giudice Paolo barbaramente ucciso in via D’Amelio.
Appassionata e diretta, l’onorevole Colosimo ha impresso un nuovo slancio alla Commissione Antimafia  che a partire dal suo insediamento  si è distinta per  un’intensa attività  sulle infiltrazioni  criminali nei partiti e sui legami tra mafia e politica.   Ricollegandosi proprio alla figura del giudice Borsellino, Colosimo ha spiegato agli studenti il ruolo della Commissione ricordando  come  attualmente la stessa sia concentrata sulla strage di via D’Amelio,  relativamente alle modalità di indagine e la gestione delle testimonianze.
Per il Mosaico, ha ricordato il presidente  Carlo Reali, questo incontro certifica  “l’impegno  dell’associazione nella promozione della cultura della legalità nelle  nuove generazioni attraverso la scuola, da sempre il nostro interlocutore privilegiato, affinché proprio  i giovani riescano ad avere strumenti adeguati per affrontare nuove criticità e vecchie fascinazioni”.
“Perché la mafia  è  ancora seduttiva, ha confermato Colosimo, specie tra i giovanissimi e grazie ai nuovi  linguaggi digitali, social in testa. TikToc, telegram, instangram e  tutte le nuove piattaforme  costituiscono “i nuovi  canali attraverso cui la criminalità,  che si è fatta più furba, ha detto Colosimo, avvelena città e tessuto sociale,  togliendo ai giovani  la possibilità di vivere in un territorio sano.
Attraverso i social le mafie fanno proselitismo tra le nuove generazioni, costruendo una falsa identità fatta di  slogan, canzoni, lusso e denaro.  Si mimetizza, manda messaggi, crea trend criminali cercando di normalizzarli. Ed è per questo che lo Sato, oggi, per vincere questa guerra, deve poter contare sulla medesima efficacia digitale”.
Tema, questo dell’evoluzione comunicativa  che  gli studenti hanno  affrontato con  articolati interventi a dimostrazione di come  la questione legalità sia  molto sentita.  “Dobbiamo parlare di legalità tutti i giorni – ha aggiunto il  presidente Reali, di come  per fare un  esempio, la droga sia uno dei canali di  finanziamento delle  mafie e di come  la  cultura e l’istruzione rappresentino lo strumento  difensivo più efficace”.
“Denunciare   e pensare con la propria testa perché come diceva   Giovanni Falcone “la  mafia è destinata, come tutte le cose, a scomparire”.  All’incontro hanno partecipato  il sindaco di Città di Castello Luca Secondi  che ha fatto un plauso al Mosaico per l’iniziativa ricordando come  “la legalità  vada ben oltre il rispetto della norma ma coinvolga proprio la  dignità della persona”, il  vice prefetto vicario di Perugia Maura Nicolina Perrotta, il questore Dario Sallustio,  i comandanti  provinciali  dell’Arma dei Carabinieri e della Guardi di Finanza, Sergio Molinari e Stefano Pietrosanto, i comandanti Massimiliano Croce, Claudia Mossali e  Adriano Polito ALTO GEVERE OGGI 29.4.2026


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20 maggio 2025 CITTÀ DI CASTELLO Fiammetta Borsellino “La mafia si combatte col sapere”