La figlia del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 ha raccontato la sua esperienza al fianco del padre.
MONREALE, 5 maggio – Per il mese della legalità, organizzato dalla scuola Morvillo di Monreale, stamattina gli alunni delle classi quarte e quinte di scuola primaria e tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado, nella palestra della scuola, hanno incontrato Fiammetta Borsellino, figlia del magistrato barbaramente ucciso il 19 luglio del 1992.
Alla presenza dell’assessore Nadia Battaglia, del comandate della Compagnia carabinieri Monreale, capitano Niko Giaquinto, del comandante di Stazione, luogotenente Antonio La Rocca, di don Angelo Giudice e del direttore emerito Stefano Gorgone, già dirigente dell’istituto, gli alunni hanno partecipato alla manifestazione con riflessioni personali, canti e ponendo domande in un incontro-dibattito che ha fatto emergere, accanto agli aspetti istituzionali del giudice Paolo Borsellino, quelli più quotidiani e meno noti.
Fiammetta Borsellino ha parlato del suo rapporto col padre, della propria adolescenza, dei moniti del magistrato sul non accettare compromessi e, soprattutto, dell’eredità morale e civile lasciata sia da lui che da Giovanni Falcone. “L’incontro con Fiammetta Borsellino ha suscitato in tutti noi una forte emozione – ha dichiarato Francesca Giammona, dirigente dell’istituto Morvillo – Come scuola e come appartenenti alla società civile le diciamo grazie per il suo impegno e per aver fatto emergere con forza che la vera vittoria di chi pratica la legalità è attivare il cambiamento in quegli individui che sono votati al potere mafioso oppure che lo supportano per tornaconto personale o semplicemente per indifferenza. Come già più volte ribadito, questi incontri sono fondamentali per il futuro dei nostri alunni e delle nuove generazioni, sono tappe di un percorso che, ci auguriamo, contribuiscano a fare dei nostri giovani dei cittadini attenti e responsabili”.

