Le CAUSE della STRAGE di VIA D’AMELIO secondo SALVATORE BORSELLINO

 

  • 25 giugno 2026 Salvatore Borsellino: ”Paolo fu ucciso perché aveva scoperto la verità su Capaci” 24 maggio 2026 – 34 anni dalle stragi di Capaci e via D’Amelio, Salvatore Borsellino torna a parlare dei 57 giorni che separarono la morte di Giovanni Falcone da quella di suo fratello Paolo Borsellino. Un arco temporale che, secondo Salvatore, rappresenta ancora oggi uno dei punti decisivi per comprendere la verità sulle stragi mafiose del 1992-1993. Nel corso dell’intervista, Borsellino sostiene con forza che Paolo stesse indagando direttamente sulla strage di Capaci e che proprio questa attività investigativa abbia accelerato la decisione di eliminarlo. Un convincimento maturato negli anni e rafforzato da nuovi elementi emersi recentemente, anche grazie al lavoro dell’avvocato Fabio Repici.  Salvatore Borsellino richiama in particolare il discorso pronunciato dal fratello il 25 giugno 1992 alla Biblioteca comunale di Palermo, quando annunciò pubblicamente di voler essere ascoltato dalla Procura di Caltanissetta per riferire ciò che aveva scoperto sulla strage di Capaci. Parole che, secondo il fratello del magistrato, segnarono definitivamente la sua condanna a morte. (Pagina FB S.B) 

 

 

  • 18.10.2023 Salvatore Borsellino in Commissione Antimafia ha sostenuto che occorre  partire «dal furto di quell’Agenda, compiuto, ne sono certo, proprio da quelle stesse mani che hanno voluto la morte di mio fratello, e non sto parlando della mafia, ma di pezzi deviati dello Stato […]
    È proprio da questo che si dovrebbe ripartire e non da un dossier “mafia-appalti” che, se pure può essere considerato una concausa, non è sicuramente la vera causa dell’improvvisa accelerazione di una strage che, a quel punto, non poteva più essere rimandata.  Occorreva eliminare, e in fretta, chi rappresentava un ostacolo insormontabile per un disegno criminoso, teso, con l’ausilio anche dell’organizzazione mafiosa e dell’eversione nera, a cambiare gli equilibri di questo nostro disgraziato Paese che da queste stragi, che io ho chiamato e continuerò sempre a chiamare “stragi di Stato”, è stato sempre segnato».

 

VIDEO RAI NEWS 

 

  • 20.7.2022 “Io sono convinto che mio fratello è morto perché si è opposto a una scellerata trattativa, che tra l’altro abbiamo appreso in un’altra sentenza recente non essere neanche un reato.” MENTI IN FUGA

 

  • 24.8.2020 “Le “menti raffinatissime” hanno accelerato, hanno voluto la morte del giudice Paolo Borsellino. 57 giorni dopo la strage di Capaci. Una «strategia della tensione» per mettere sotto scacco un intero Paese.Per l’ennesima Trattativa tra Cosa nostra e pezzi deviati delle Istituzioni. Non gli è bastata la morte violenta del giudice Giovanni Falcone, l’amico fraterno di Paolo Borsellino. Serviva un’altra dimostrazione di forza. Si doveva eliminare l’ostacolo più grande, più ingombrante. E nemmeno hanno trovato pace. Il piano prevedeva altri obiettivi: come l’Agenda Rossa (prelevata dalla borsa del magistrato in via D’Amelio subito dopo il botto, con i corpi martoriati e ancora caldi). Ma nemmeno davanti a questa vigliaccata si sono fermati.” WordNews

 

  • LUGLIO 2018 “Se si vuole passare veramente a una terza Repubblica, bisognerebbe mettere al primo posto la ricerca della verità. C’è un peccato originale da lavare, e se non si lava questo peccato originale; se non si lava il sangue delle stragi, non ci potrà mai essere niente di nuovo”. agenda rossa “su cui mio fratello scriveva appunti personali, supposizioni e dichiarazioni di collaboratori di giustizia”. Dell’’agenda, “dalla quale Paolo non si separava mai specie dopo la morte di Giovanni Falcone”, e che portava con sé il giorno dell’attentato” nessuna traccia.  “Mio fratello, ne sono convinto, è stato ucciso con un piano affrettato rispetto a quella che sarebbe stata la sua eliminazione, che sarebbe arrivata in ogni caso, per mano della mafia, ma che è stata sollecitata da parte di quella politica, di quei pezzi dello Stato, che avevano scelto di condurre con la mafia una scellerata trattativa”

 

  • 26.5.2017…”Paolo si era reso conto che un pezzo dello Stato stava tramando contro lui per eliminarlo, perché era di ostacolo a quella scellerata trattativa. Per questo è stato ucciso”. A dirlo, stamane, nel corso del convegno “La storia dell’antimafia come materia a scuola” è stato Salvatore Borsellino, fratello del magistrato ucciso nel luglio del ’92 a Palermo.” ansa

 

  • 27.5.2012. “La mafia aveva alzato il tiro, reclamava il rispetto di quei patti presi da una classe politica -quella della Prima Repubblica- ormai giunta sull’orlo del collasso. Il sistema stava per mutare e Cosa Nostra pretendeva prepotentemente di avere un posto d’onore nel nuovo assetto che si andava a delineare.” FANPAGE