l procuratore di Palermo ricorda una delle lezioni ricevute da Paolo Borsellino all’inizio della sua carriera
«C’era una grande lezione che lui ci fece. Ci disse: noi siamo convinti che è un soggetto mafioso, noi siamo convinti che è un delinquente. Ma senza le prove noi questo soggetto non lo portiamo a giudizio. E’ una cosa semplice ma che non sempre si comprende. Ecco detta da quell’uomo in quella stagione e con l’eredità che ci ha lasciato è un valore prezioso che noi portiamo nella mente e nel cuore e anche per questo nel rinnovare il suo ricordo noi diciamo grazie per quello che quest’uomo questo grande uomo ci ha lasciato».
Cosi il procuratore della Repubblica di Palermo, Maurizio de Lucia, ricorda il suo ingresso nella magistratura, nel 1990, e una delle lezioni che Paolo Borsellino faceva ai giovani magistrati appena entrati in servizio.
De Lucia è intervenuto al convegno «Ricordo di Paolo Borsellino», in corso nell’aula magna della corte di appello del tribunale di Palermo. «Ci impartiva anche lezioni di profondissima umanità e noi lo guardavamo co devozione e rispetto. E noi – ha proseguito – questa cosa non la dimentichiamo. Tutti i giorni tutti noi entriamo in quell’ufficio pensando a quello che ci ha insegnato quel luogo in cui c’è il coraggio, l’intelligenza e la sapienza dell’uomo che ha saputo dire alle istituzioni quando le istituzioni sbagliavano» GdS 17.7.2026

