18 luglio 1992 BORSELLINO lavora in procura la mattina in procura. Prima di rincasare BORSELLINO si ferma all´hotel Astoria Palace, in via Monte Pellegrino. Lí incontra DAVIDE CONTI il Pm di Aosta in vacanza in cittá che gli aveva telefonato per incontrarlo e salutarlo. Monti é il magistrato che condurrá a metá degli anni novanta l´inchiesta Phoney Money, su un giro di miliardi riciclati nel quale sono coinvolti faccendieri italiani in rapporti molto stretti con i servizi segreti americani. Tornando a casa, Borsellino saluta il suo portiere, don Ciccio, lo abbraccia e lo bacia. Anche in questo caso sono effusioni insolite, atipiche, mai manifestate prima. Il portinaio del palazzone di via Cilea le riferirá, commosso, ai familiari del giudice, nei giorni successivi alla strage.
18 luglio 1992, nella tarda mattina, GASPARE SPATUZZA e VITTORIO TUTINO recuperano da un elettrauto di Corso dei Mille, due batterie per autovettura, necessarie, assieme all’antennino procurato dall’imputato, a far esplodere l’autobomba; successivamente, Spatuzza porta la Fiat 126 in un garage seminterrato, a meno di un chilometro di distanza dalla via D’Amelio, scortato da Nino Mangano e Fifetto Cannella; nello stesso pomeriggio, Spatuzza e Tutino rubano anche le targhe da un’altra Fiat 126, nella carrozzeria di Giuseppe Orofino e, successivamente, Spatuzza consegna dette targhe a Giuseppe Graviano, presso il maneggio dei fratelli Vitale (come da precedenti accordi); Giovan Battista Ferrante incontra Salvatore Biondino, che – dandogli appuntamento per le sette dell’indomani mattina – gli consegna un biglietto con scritto il numero di un’utenza mobile (quella intestata a Cristofaro Cannella) che doveva chiamare, l’indomani, appena avvistato il convoglio di automobili della scorta di Paolo Borsellino;
18 luglio 1992 AGNESE BORSELLINO “Ricordo perfettamente che il sabato 18 luglio 1992 andai a fare una passeggiata con mio marito sul lungomare di Carini senza essere seguiti dalla scorta. In tale circostanza, Paolo mi disse che non sarebbe stata la mafia ad ucciderlo, della quale non \ aveva paura, ma sarebbero stati i suoi colleghi ed altri a permettere che ciò potesse accadere.”
Estratto dal VERBALE del 18 agosto 2009 della deposizione signora AGNESE PIRAINO BORSELLINO presso la Procura della Repubblica di Caltanisetta.18 luglio 1992 Il dottor BORSELLINO preleva dall’archivio del tribunale di Palermo il “Il fascicolo n. 5261-90 riguardante l’omicidio dell’imprenditore LUIGI RANIERI (avvenuto il 14 dicembre 1988)lasciando al suo posto una sua annotazione di prelievo. Il movente dell’omicidio é da ricondursi al diniego del Ranieri di scendere a patti con Cosa nostra rispetto alla gestione degli appalti che lo riguardano. Nel verbale del primo luglio 1992, LEONARDO MESSINA parla a Borsellino dell’omicidio Ranieri aggiungendo che “Riina era il maggior interessato alla Calcestruzzi Spa”. Il Rapporto MAFIA e APPALTI di Mori e De Donno del ’91 riportava inoltre un altro passo del rapporto di Polizia del 1990 sull’omicidio Ranieri, ove “si legge che questi ‘era stato in rapporti sufficientemente continui con i Greco di Ciaculli’.
18 luglio 1992 LEONARDO GUARNOTTA “Perché sei venuto a trovarmi, Paolo? Era solo una visita di cortesia oppure volevi mettermi al corrente di qualcosa di importante?” SEGUE
18 luglio 1992 BORSELLINO chiama al telefono il cardiologo della madre: Il testePIETRO DI PASQUALE il 18 gennaio 1995 riferisce di essere stato amico di Paolo BORSELLINO e anche il cardiologo di fiducia di sua madre, la signora Maria LEPANTO. Egli soleva visitarla quando era necessario, alcune volte a casa propria, più spesso in via D’Amelio o nell’abitazione della figlia Adele. Riferisce inoltre che alle 13.00 di sabato 18 luglio BORSELLINO lo chiamò all’ospedale – dopo avere telefonato a casa e parlato con sua moglie e gli disse che la madre non si sentiva bene e che vi era bisogno che la visitasse. DI PASQUALE gli propose di visitare la signora LEPANTO il lunedì successivo, 20 luglio, ma il magistrato gli rispose che per quel giorno aveva già un impegno fuori Palermo; rimasero d’accordo che si sarebbero risentiti telefonicamente quello stesso pomeriggio, per mettersi d’accordo. Il teste ha proseguito riferendo che, quel pomeriggio, andò al mare e che poi fece rientro a casa più tardi del previsto, perché la sua auto ebbe un guasto. Allora, chiamò il dott. BORSELLINO a casa sua intorno alle 19.30: questi gli disse che stava per uscire da casa, perché aveva un appuntamento alle 20.00 all’hotel “Astoria” e che forse sarebbe passato a prenderlo a casa sua per portarlo da sua madre; in caso contrario, poiché il teste per la domenica mattina aveva già programmato una gita al mare con la famiglia, BORSELLINO gli disse che sarebbe venuto da lui domenica pomeriggio. Dopo quella telefonata, non vide e non sentì più l’amico BORSELLINO.
18 luglio 1992 Le ultime 24 ore del dottor Borsellino e le telefonate a madre e sorella SEGUE

