“Non ho attribuito i moventi alla presidente della Commissione Antimafia”

Ranucci e il “depistaggio” dopo la bomba: “Indicò Colosimo alla Procura, fece insinuazioni infamanti”. La difesa di Sigfrido: “Ho solo risposto alle domande dei pm”

 
 
“Preoccupa quanto emerge sul caso Ranucci”, ha dichiarato il senatore di Fratelli d’Italia Sergio Rastrelli, segretario della Commissione Giustizia di Palazzo Madama. “Il giornalista, a poche ore dall’attentato, venne sentito dalla Procura e non esitò a puntare il dito contro Colosimo ed esponenti di Fratelli d’Italia. Fece i nomi in particolare di Fazzolari, Cangiano e Filinisenza esitare. Insinuazioni infamanti con il solo obiettivo di infangare esponenti di un partito considerati da lui scomodo”. Rastrelli ha poi aggiunto che “le cose sono cambiate radicalmente” e che “la linea seguita da Ranucci oggi traballa”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche il senatore Raoul Russo, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Antimafia, che ha parlato di accuse “agghiaccianti”. “Sentito il giorno dopo dalla Procura di Roma – ha affermato – non ebbe alcuna remora a fare il nome di Colosimo come sua indiziata, per poi coinvolgere, in seguito, anche il senatore Fazzolari e i deputati Cangiano e Filini. Sospetti infamanti rivolti ad esponenti di Fratelli d’Italia con il solo obiettivo di infangare un partito che lui considera scomodo”. Russo ha poi sostenuto che Ranucci dovrà spiegare “che il mandante dell’attentato contro la sua persona fosse proprio il fraterno amico Lavitola”.